www.resistenze.org - osservatorio - lotta per la pace - 29-11-06
La partenza del corteo è fissata per le ore 14,00 davanti alla Caserma Ederle di Vicenza.
L’arrivo nei pressi dell’Aereoporto Dal Molin è previsto attorno alle 17,00 – 17,30.
Appello per una manifestazione nazionale contro le servitù militari e la guerra
A Vicenza, per la difesa della terra, per un futuro senza basi di guerra.
Vicenza è salita prepotentemente alla ribalta delle cronache, negli ultimi tempi. Purtroppo non per le bellezze architettoniche o paesaggistiche che la contraddistinguono, ma perché questa città è stata scelta, all’insaputa dei suoi abitanti, per diventare lo snodo principale delle politiche militari statunitensi.
L’aereoporto Dal Molin di Vicenza dovrebbe diventare, secondo gli strateghi del Pentagono, la base logistica più importante dell’esercito americano, proiettando la propria potenza di fuoco nel già martoriato Medioriente. La 173^ Airborne Brigade, attualmente dislocata tra Vicenza e la Germania, si trasformerebbe in una Unità d’Azione, pronta in poche ore a trasferirsi, armi e bagagli, nei vari scenari di guerra.
Questa è la volontà dell’amministrazione Bush.
Qualcosa di nuovo si è invece manifestato nella nostra troppo spesso sonnacchiosa città. Un movimento che, dal basso e in maniera del tutto autonoma, si è sollevato, ha organizzato una resistenza potente a questo progetto, aprendo una contraddizione enorme alla politica “ufficiale”, quella dei partiti, di centrodestra e centrosinistra. Se il governo precedente ha lavorato sottobanco per favorire questo insediamento militare, l’attuale governo ha dimostrato ben poca voglia di contrastarlo. Anzi, il ministro della difesa del governo Prodi ha testualmente definito “coerente e compatibile con le politiche militari del governo” questa nuova base di guerra.
Il movimento vicentino ha posto al centro della propria battaglia due aspetti fondamentali, tra loro concatenati: la tutela del territorio e dei beni comuni, lo spazio cittadino come identità collettiva, da difendere anche e soprattutto in nome delle generazioni future; in maniera altrettanto forte il no alla guerra e il rifiuto di diventare complici, più o meno consapevoli, di un meccanismo che produce lutti, tragedie e sofferenze, che rende la nostra vita quotidiana sempre più incerta e pericolosa. Questo movimento si è allargato proprio perché ha prodotto, nell’immaginario collettivo, l’idea che resistere a questo scempio fosse possibile, nonostante le enormi difficoltà e le pressioni messe in atto da chi vorrebbe speculare e far colare centinaia di migliaia di metri quadri di cemento, o da chi pensa che la guerra e le sue basi siano un modo come un altro per guadagnare soldi, e vede nelle caserme l’unico sistema per esportare democrazia e pace.
Questo intreccio forte ha permesso al movimento vicentino di espandere il proprio consenso anche oltre i confini locali, di far diventare questa lotta come propria da chiunque lo volesse.
Il movimento vicentino contro la nuova base Usa lancia quindi una manifestazione nazionale, da tenersi il 2 dicembre a Vicenza.
Quello che noi vogliamo costruire è un appuntamento che riproduca le dinamiche e le caratteristiche fin qui emerse, nel rispetto della battaglia che i cittadini di Vicenza in primis hanno fin qui condotto, capace di riprodurre in piazza la ricchezza di un movimento moltitudinario, che dia l’idea della sua ricchezza e della sua molteplicità di pensiero, linguaggio e pratica. Una piazza capace idealmente di mantenere assieme tutti coloro che si oppongono alla distruzione del territorio con quelli si oppongono alla guerra e lottano per la pace.
La piattaforma che scaturisce dal dibattito vicentino, marca alcuni punti fondamentali:
No alla sottrazione e distruzione del territorio e dei beni comuni per la costruzione di presidi militari
No alla guerra, alla sua mistificazione che la vorrebbe “buona” o “cattiva”, santa o umanitaria. No all’aumento delle spese militari.
Desecretazione degli accordi riguardanti le basi militari e accesso pubblico alle informazioni
Prime adesioni:
www.peaceandjustice.it
Gruppo statunitensi per la pace e la giustizia-roma
Redazione cento-passi
Partito umanista
Associazione umanista
mondo senza guerre
Cub nazionale
Federazione dei Verdi
assemblea dei movimenti e associazioni contro la guerra
Partito dei Comunisti italiani
FAI Federazione Anarchica Italiana
Comitato nazionale per il ritiro dei militari italiani
Partito della Rifondazione Comunista
Federazione Giovanile Comunisti Italiani
Arciragazzi nazionale
Progetto Comunista Rol
Associazione nazionale A Sud
Beati Costruttori di Pace
Sincobas
Radicali di Sinistra
Essere Comunisti - area programmatica del PRC
Rivista Guerre&Pace
Sinistra Critica – Area programmatica del PRC
Arciragazzi Vicenza
Emergency Vicenza
Progetto Sulla Soglia (cooperativa sociale Insieme, coop sociale Tangram, rete famiglie aperte)
Social Forum della Valle dell’Agno (VASF)
Unione degli Studenti di Vicenza
Segreteria provinciale Partito della Rifondazione Comunista di Vicenza
Gruppo promotore per un coordinamento antimilitarista antifascista dell’Alto Vicentino
Verdi del veneto
ASU, Associazione Studenti Universitari di Padova
PdCI Federazione di Belluno
PdCI sezione di Belluno "Ivan Kuznizov"
FGCI Belluno
Coordinamento anarchico veneto
Giovani Comunisti di Pordenone
Iniziativa Libertaria - Pordenone Comitato Unitario contro Aviano 2000
Gruppo Anarchico Germinal-FAI (Trieste)
Centro ligure di documentazione per la pace e rete controg8
Brescia Social Forum
Giovani comunisti brescia
Gruppo Bastaguerra Milano
comitato disarmiamoli bologna
circolo arci lavereda bologna
Coordinamento studentesco di base-iskra bologna
Rete lilliput Modena
Sinistra Giovanile - Forlì
Comitato per lo smantellamento e la riconversione a scopi esclusivamente civili della base USA di camp Darby
Comitato fermiamo la guerra di Firenze
Statunitensi contro la guerra Firenze
Roma Nord Est Social Forum di Roma
Coordinamento Contro La Guerra Valle del Sacco Monti Lepini"(Colleferro- RM)
Campagna per la smilitarizzazione di sigonella
Attac-catania
Cepe palermo e redazione di terre libere
Sabato 2 dicembre tutti/e a Vicenza contro la costruzione della base USA nell’aeroporto Dal Molin e contro la guerra.
Comunicato del Comitato nazionale per il ritiro dei militari italiani
L’opposizione al progetto statunitense di costruzione della base militare sta crescendo giorno dopo giorno nella città di Vicenza, nonostante i tentativi di criminalizzazione in atto contro gli organismi attraverso cui i vicentini hanno deciso di rappresentare la loro lotta e nonostante una campagna stampa intenta ad evocare scenari “genovesi” il 2 dicembre.
La manifestazione nazionale del 2 dicembre a Vicenza è un appuntamento molto importante per tutto il movimento contro la guerra e le basi militari. La riuscita della manifestazione può rafforzare l’opposizione ai progetti di militarizzazione del territorio, al crescente militarismo e interventismo bipartisan e all’aumento delle spese militari del nostro paese. La mobilitazione popolare è il soggetto incomodo che può frenare e stoppare i progetti speculativi/finanziari (Tav in Val Susa), impedire la trasformazione ad uso militare dell’aeroporto Federico Fellini di Rimini per il transito di truppe USA, costruire le condizioni politiche per una riduzione delle servitù militari in Sardegna e la restituzione alla comunità sarda delle proprie terre.
E’ pur vero che il movimento pacifista nel nostro paese è rifluito dopo la protesta degli anni scorsi, ma evidentemente ha sedimentato nei territori capacità e volontà di resistenza alle scelte belliciste dei governi e delle istituzioni nazionali e internazionali.
Il Comitato nazionale per il ritiro dei militari italiani ritiene urgente e necessario dare stabilità e continuità alle iniziative, rafforzare il radicamento sociale e popolare, costruire una rete dei comitati, degli organismi e comunità locali per progettare e coordinare le iniziative nazionali contro il militarismo e la militarizzazione della nostra società.
COMITATO NAZIONALE PER IL RITIRO DEI MILITARI ITALIANI