www.resistenze.org - osservatorio - lotta per la pace - 03-02-07

Contro gli avamposti della guerra via anche le bombe atomiche dalla Lombardia
 
Essere comunisti - Como
 
01/02/2007
 
Contrari all’ampliamento della Base Usa, di cui si sta discutendo in questi giorni, padre Alex Zanotelli, don Albino Bizzotto e don Tonio Dall’olio hanno dichiarati di essere “pronti all’insurrezione pacifista “. Bene. I comunisti, come sempre, sono pronti, anche a Lecco alla mobilitazione necessaria per dare continuità all’impegno politico per il disarmo e la pace.Anche in Lombardia è però necessario ed urgente intervenire per disarmare la nostra regione.

Un rapporto del National Resource Defende Council di Washington ha rivelato che nelle basi bresciane di Ghedi ci sono oltre 40 bombe atomiche e centinaia di missili a testata nucleare. Questi terribili strumenti di morte non solo potrebbero esplodere per la inadeguata manutenzione, per il loro deterioramento o per il malfunzionamento, portando morte e distruzione in tutta la Lombardia e Nord Italia, ma questo arsenale di armi nucleari è anche fuorilegge. Dobbiamo esigere, così come ha già fatto Atene nel 2001, che queste armi di distruzione di massa siano rimosse dalla Lombardia e dall’Italia.
 
Il disarmo è l’unica via sicura sulla strada della pace !
 
Non si può governare con le guerre. Sarebbe intollerabile, se accertato, che bombe al “fosforo bianco” e “munizioni termobariche”, sganciate mesi fa sulle città libanesi, dove sono stati carbonizzati civili e bambini, fossero provenute o transitate dalle basi americane in Italia.
 
Dobbiamo, tutti, chiedere con molta forza alla Giunta Regionale di centro-destra della Lombardia
 
• Di rendere accessibile a tutti la documentazione del “Comitato Paritetico Stato-Regioni per le servitù militari (Co Mi Pa) sulle attività delle forze armate
• Di individuare percorsi praticabili per bloccare i processi di rafforzamento delle basi di guerra sul territorio lombardo (es. Ghedi – Solbiate Olona ec..)
• Di coinvolgere tutto il Consiglio Regionale per far sì che gli armamenti nucleari presenti negli arsenali lombardi siano distrutti
• Di sostenere politicamente ed economicamente la legge inerente “L’agenzia regionale per la riconversione bellica”
 
I compagni e le compagne di “Essere Comunisti”
 
Comitato Politico Federale di Lecco, Bandinelli G.Carlo, Bonfanti Claudio, Capiaghi Felice, Castellano Giulio, De Capitani Tino , Dell’Oro Augusto, Fascendini Luciano, Tonioni Barbara, Tonioni Pasquino, Valsecchi Claudia, Vavassori Luigi
 
CHIEDERE AI SINDACI DI NON OPERARE CON LE BANCHE “ARMATE”

L’attività economica e finanziaria non può sottovalutare il suo impatto sui diritti umani . Bisogna fermare il mercato delle armi che viene svolto dagli intermediari finanziari e quindi dalle banche. Il Comune può e deve operare azioni etiche in difesa della pace che siano esempio per tutta la cittadinanza. Bisogna chiedere al Sindaco di non stipulare mutui e servizi con le banche coinvolte in operazioni finanziarie relative al traffico di armi presenti nell’elenco della relazione del 2005 del Governo