www.resistenze.org - osservatorio - lotta per la pace - 15-02-07

Contro le basi militari statunitensi sul nostro territorio e per il ritiro delle truppe italiane dall'Afghanistan
 
Filippo Pangallo - Giovani Comunisti Bologna
 
Lunedì 12 febbraio, presso l'aula 1 della Facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna, si è tenuta un'importante e partecipata iniziativa pubblica, organizzata dai Giovani Comunisti per discutere delle imminenti battaglie che ci attendono a breve e che segnano profondamente la discussione politica nel Paese: la mobilitazione contro la presenza delle basi militari degli Stati Uniti (e della Nato) sul territorio italiano e la lotta per il ritiro delle nostre truppe dalla guerra in Afghanistan.
 
L'assemblea ha visto la partecipazione del compagno Fosco Giannini, senatore del Partito della Rifondazione Comunista, in prima linea nella battaglia parlamentare contro il rifinanziamento della missione militare in Afghanistan, di Mariano Trevisan, del presidio permanente contro il Dal Molin di Vicenza e Padre Angelo Cavagna, presidente GAVCI di Bologna.
 
L'aula è stata riempita da tanti giovani, studenti dell'ateneo bolognese, militanti del movimento per la pace e contro la guerra, esponenti dei partiti della sinistra e dell'associazionismo, in una giornata che ha offerto numerosi spunti di riflessione e che ha dato un valido contributo in vista dell'urgente rilancio del movimento contro la guerra, in una fase di grave difficoltà del governo di centrosinistra, piegato dalle pressioni degli Stati Uniti d'America ed incapace di fornire un necessario segnale di autonomia e di pace.
 
Dopo l'introduzione del Coordinatore provinciale dei Giovani Comunisti di Bologna, Agostino Giordano, si sono susseguiti gli interventi dei relatori. Mariano Trevisan ha raccontato ai numerosi partecipanti, la straordinaria esperienza delle donne e degli uomini di Vicenza, ininterrottamente attivi ed organizzati in un presidio permanente, nella lotta contro la costruzione della base del Dal Molin. Ha socializzato la grande operazione di controinformazione ed inchiesta che il popolo di Vicenza ha messo in campo in questa lotta, evidenziando gli enormi danni economici, ambientali ed idrogeologici, che la sciagurata edificazione della base militare potrebbe comportare. Padre Cavagna ha mostrato il persistente impegno contro la guerra e per la pace di una parte del mondo cattolico di base, attraverso una valida testimonianza di militanza pacifista ed antimilitarista.
 
Fosco Giannini ha poi tenuto un intervento di vasta prospettiva, nel quale ha snocciolato tutti i temi all'ordine del giorno sull'agenda della politica internazionale (e, conseguentemente del movimento contro la guerra), legandoli alla necessità di una risposta della politica, che deve e può trovare una via d'uscita, per rilanciare le lotte, tenere alto il livello di attenzione e capire la reale portata del drammatico scenario internazionale di guerra che minaccia il mondo.
 
Nel suo intervento il senatore comunista ha legato in maniera inscindibile la questione della costruzione della base militare di Vicenza, con lo scenario di guerra in Afghanistan; sono due versanti della stessa medaglia: la politica di riorganizzazione dell'imperialismo americano nella nuova fase storica, dopo la caduta del campo socialista. L'escalation di guerra segna questo quadro, lo permea come elemento strategico di tutela degli interessi economici e politici degli Usa. L'importanza vitale di basi e punti di riferimento in Europa si accompagna alla desolante prospettiva di nuove imprese belliche (Iran, Siria), in un contesto internazionale che, tuttavia, ci parla di un processo di cambiamento.
 
Non siamo soli. Fosco Giannini ha sollevato l'attenzione sulla presenza, nel mondo, di un nuovo vento di speranza, che parla nuovamente di liberazione e di socialismo, di trasformazione della società, contro la guerra e contro l'imperialismo. Non siamo soli dunque nella lotta contro le guerre attuali e future, contro l'invadenza militare degli Stati Uniti d'America. Dal Venezuela a Cuba, alle resistenze dei popoli oppressi e dei Paesi occupati militarmente, alla crescita di nuovi Paesi protagonisti dello scenario internazionale e capaci di giocare un fondamentale ruolo di riequilibrio dello scacchiere mondiale e dei rapporti di forza, in primis la Cina. La storia non è finita dunque, l'imperialismo non ha vinto. A coloro che affollavano l'aula 1 di Lettere e Filosofia, Giannini ha posto il cruciale interrogativo sul "Che fare?". Come uscire da questa strettoia, come ridare gambe e fiato al movimento contro la guerra e per la pace ? Occorre una grande operazione di mobilitazione, d'informazione, di verità. Non è chiara a tutti, nel nostro Paese, la portata immane della partita che si disputerà nelle prossime settimane, sono davvero inquietanti e verosimilmente incessanti le pressioni degli Stati Uniti d'America sul governo italiano; avvertiamo una strisciante propaganda di guerra e di menzogne che deve essere fermata con una reale campagna di sensibilizzazione, la formazione di comitati, un lavoro di solidarietà nei luoghi di studio e di lavoro, per andare oltre il 17 febbraio, oltre Vicenza. Per proseguire la lotta contro l'imperialismo, la guerra, la sua invadente arroganza e per "accompagnare", speriamo, anche la lotta di quei parlamentari della sinistra italiana che chiedono niente altro che il rispetto dell'articolo 11 della Costituzione, continuando ad opporsi alla sciagurata missione militare in Afghanistan.
 
Dalla Facoltà di Lettere e Filosofia, i Giovani Comunisti di Bologna hanno lanciato dunque l'appuntamento della grande manifestazione di Vicenza, consapevoli che la lotta per un mondo più giusto, di pace, un mondo socialista, sarà lunga, dura e drammatica, perché abbiamo di fronte un avversario senza scrupoli, violento, criminale.
Iniziando a costruire il futuro dai nostri territori, tra i lavoratori e gli studenti, tra la nostra gente, possiamo e dobbiamo guardare lontano, continuando quel lavoro di costante iniziativa politica e d'incessante informazione: in questo senso, l'assemblea del 12 febbraio è stata un' importante tappa di questo percorso.