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- osservatorio - lotta per la pace - 09-03-08 - n. 218
Riceviamo da Iraklis Tsavdaridis, Segretario esecutivo del Consiglio Mondiale della Pace (WPC), il comunicato rilasciato al termine dell'importante riunione di Salonicco
Comunicato ufficiale dell’Incontro dei Movimenti per la Pace nei Balcani
Salonicco 1-2 marzo 2008
L’Incontro dei Movimenti per la Pace nei Balcani, tenutosi a Salonicco nei giorni 1-2 marzo 2008, su iniziativa del Comitato Greco per la Distensione Internazionale e la Pace (EEDYE) con l'appoggio del Consiglio Mondiale della Pace (WPC) - e che ha visto la presenza dei rappresentanti di dieci organizzazioni da otto paesi della regione (Grecia, Serbia, Croazia, Turchia, Cipro, Bulgaria, Romania, e Ucraina) e di una delegazione del Consiglio Mondiale della Pace (WPC) - si è concluso con la pubblicazione di un Comunicato ufficiale di cui elenchiamo i punti:
a. Stiamo attraversando un periodo difficile e pericoloso per i popoli in generale e per quelli dei Balcani in particolare. Preoccupa la situazione nei Balcani, a Cipro e più in generale nei paesi nostri vicini. La nostra regione è nell’occhio del ciclone. I Balcani costituiscono un punto d’accumulo dei contrasti tra i diversi imperialismi, perché la regione ha particolare importanza sia per la presenza di oleodotti che garantiscono l’approvvigionamento di petrolio e gas naturali che soddisfano la domanda di energia dell'Unione europea, sia per il suo valore geostrategico come punto di transito verso il Medio Oriente ed il nord Africa. Così la sua importanza è considerevole per tutte le grandi potenze. Un esempio di questa battaglia tra interessi diversi è il gasdotto di Burgas-Alexandroupolis, sostenuto dalla Russia e il gasdotto di AMBO, da Burgas al porto albanese di Valona, sostenuta dagli Stati Uniti. L'UE sta promovendo i suoi interessi spedendo le proprie truppe in Kosovo, mentre ha già una presenza militare nel resto del Balcani.
b. La dichiarazione unilaterale di "indipendenza"della provincia serba del Kosovo, con il premuroso appoggio di Stati Uniti, Nato e Unione Europea, minaccia di dare il via ad una serie di nuove tensioni, cambi di confine, nuovi focolai di destabilizzazione ed una nuova serie di guerre e di interventi imperialistici. Viola i principi di base della Carta fondativa delle Nazioni Unite, il documento finale dell’OCSE e le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, particolarmente la 1244/99. La secessione non rappresenta una soluzione ai bisogni e alla povertà delle persone che vivono in Kosovo. A prescindere dalla loro origine etnica, ai lavoratori della regione continueranno a mancare i diritti fondamentali, poiché il loro stato è un protettorato della Nato. Il nazionalismo che è stato fomentato diverrà un'arma mortale puntata contro tutto i popoli balcanici, e costituisce un precedente negativo per le altre regioni.
c. Esprimiamo la nostra solidarietà al popolo cipriota che affronta vis a vis la pressione esercitata dagli Stati Uniti e dai suoi alleati europei perché venga imposta una soluzione inaccettabile, sopra ed oltre i principi del diritto internazionale e dell'ONU. Così, devono essere intensificate la lotta e la solidarietà con il popolo cipriota per dare vita a una Federazione unificata e indipendente delle due zone in accordo con le decisioni dell’ONU e con i colloqui ad alto livello, senza basi e truppe straniere, una patria comune per turco-ciprioti e greco-ciprioti, senza “garanti” né “protettori”.
d. Riguardo al problema nelle relazioni tra Grecia e FYROM (ex Repubblica Jugoslava di Macedonia), noi sosteniamo la comprensione tra i popoli e i paesi, indipendenti e contro gli arbitrari interventi imperialisti, senza nazionalismo ed irredentismo e nel rispetto dei confini esistenti e della sovranità di ciascuno stato. All'interno di questa configurazione, una soluzione congiunta potrebbe essere trovata per il problema del nome del paese.
e. È ovvio che per noi non sia sufficiente preoccuparsi, ma occorre piuttosto opporsi attivamente agli interventi imperialisti nei Balcani e alla secessione del Kosovo. Noi dobbiamo insistere maggiormente affinché le basi e le truppe NATO si ritirino dalla regione balcanica. Solo così la sovranità e l’indipendenza di ciascun paese sarà assicurata, attraverso lo sviluppo dell'amicizia e della solidarietà fra i popoli. Le minoranze possono essere dei ponti di amicizia piuttosto che essere manipolate come strumento dei piani imperialisti. Dobbiamo manifestare la nostra risolutezza nel non permettere un’ulteriore variazione nei confini balcanici. Dobbiamo unire i popoli, le nazioni ed i gruppi etnici dei Balcani in una grande lotta comune, per rifiutare la dipendenza e lo sfruttamento capitalista.
I popoli dei Balcani potranno aspirare ad un brillante futuro soltanto se metteranno da parte il nazionalismo per sostituirlo con un fronte antimperialista unito e per la pace. In questo contesto condanniamo le recenti operazioni militari turche in Iraq settentrionale, che servono solamente gli interessi delle forze imperialiste. Esigiamo la loro fine immediata.
Noi chiediamo che:
- la "indipendenza" del protettorato del Kosovo non sia riconosciuta dai governi dei nostri paesi
- le truppe Nato ed UE lascino il Kosovo ed il Balcani
- tutte le basi militari straniere delle potenze imperialiste siano rimosse dalla regione.
Incontro dei Movimenti per la Pace nei Balcani, Salonicco 1-2 marzo 2008
Lista dei partecipanti
Grecia
“Comitato Greco per la Distensione Internazionale e la Pace (EEDYE)”
Vera Nikolaidou, Segretario Generale del EEDYE, MP
Grigoris Petropoulos, Segretario Organizzativo
Nikos Zokas, membro della Segreteria
Serbia
“Forum Belgrado per un Mondo di Eguali”
Zivadin Jovanovic, Presidente Forum Belgrado, ex Ministro degli Esteri
“Comitato Anti-NATO di Serbia”
Ljubislav Krunic, membro del comitato
Miroslav Lazovic, membro del comitato
Croazia
“Forum Antifascista di Croazia”
Vladimir Kapuralin, membro del comitato
Cipro
“Consiglio della Pace di Cipro”
Aris Georgiou, Presidente
Grecia
“Movimento per la Difesa Nazionale” KETHA
Ioannis Ntouniadakis, Ammiraglio in pensione
Bulgaria
“Consiglio Nazionale per la Pace bulgaro”
Ivan Dimitrov, Segretario organizzativo
Philip Philipov, Segretario generale
Romania
“Consiglio della Pace romeno”
Constantin Cretu, Presidente
Ucraina
“Unione antifascista di Ucraina”
Goergii Buiko, Segretario
Turchia
“Associazione per la Pace di Turchia”
Murat Akad, membro del comitato
Consiglio Mondiale della Pace
Thanassis Pafilis, Segretario generale
Iraklis Tsavdaridis, Segretario esecutivo