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- osservatorio - lotta per la pace - 23-05-11 - n. 365
da Zoltan Zigedy Blog - http://zzs-blg.blogspot.com/2011/05/phony-anti-war-movement.html
Il movimento contro la guerra è fasullo?
di Zoltan Zigedy
17/05/2011
In un recente programma radiofonico, Glen Ford, capo-redattore di Black Agenda Report, ha inveito contro quello che ha definito "il movimento contro la guerra fasullo" (BAR, 3 maggio 2011). Basandosi su un ampio studio condotto da due accademici, Michael Heaney (University of Michigan) e Fabio Rojas (Indiana University), Ford ha lanciato accuse contro il movimento, sostenendo che "gran parte della bella gente che era presente per manifestare contro le guerre statunitensi quando George Bush era Presidente, in realtà era contraria solo alle guerre repubblicane. Dacché Barack Obama si è insediato alla Casa Bianca, il cosiddetto movimento contro la guerra è quasi totalmente crollato". Lo studio, come il commento di Ford, esprime ciò che molti di noi di sinistra avvertiamo da lungo tempo. Negli Stati Uniti, durante l'Amministrazione Bush e prima delle elezioni del 2008, il movimento contro la guerra è nato, è cresciuto e ha acquistato slancio. Dopo l'elezione di Obama, il movimento è sembrato esitare e fermarsi.
Ford, uno dei commentatori di sinistra più incisivi, coerenti e irriducibili, ha poi aggiunto che "la coalizione Uniti per la Pace e la Giustizia [United for Peace and Justice – UFPJ], quando la protesta era più massiccia, agiva più come un braccio del Partito Democratico piuttosto che come movimento di attivisti per la pace mossi da questioni di principio. La superficialità di questi fasulli pacifisti era così evidente, che UFPJ è stato ampiamente deriso e ribattezzato in "United for Peanut Butter and Jelly" [coalizione a favore dei panini al burro di arachidi e marmellata]. Ford quindi descrive sia i leader che molti degli attivisti legati al movimento come "un cinico gruppo di sostenitori dei Democratici".
Ma la questione è così semplice? Dovremmo considerare della stessa risma tutti i capi e le migliaia di attivisti contro la guerra? Ci sono ragioni più complesse per l'abbandono del movimento contro la guerra?
Sicuramente molti ricordano lo scioglimento del movimento contro la guerra degli anni Sessanta e Settanta. Contrariamente a quanto è avvenuto recentemente, quel movimento è cresciuto in maniera massiccia durante il mandato di un presidente Democratico e si disperse durante il mandato dell'odiato Nixon. Molti attribuiscono quel "crollo" all'eliminazione della leva, un minor coinvolgimento militare diretto degli Stati Uniti e una riduzione nel numero delle vittime statunitensi.
Si potrebbe obiettare che in entrambi i casi - la guerra del Vietnam e le guerre senza fine del ventunesimo secolo che vengono combattute attualmente - l'attività pacifista è stata vittima di un impegno egoistico e meschino e della mancanza di ideologia. Il movimento degli anni della guerra in Vietnam ha perso i suoi adepti quando il destino dei giovani smise di essere collegato alla prosecuzione della guerra e ha perso i sostenitori liberali quando altri presero il posto degli Stati Uniti sul campo di battaglia e il numero dei morti statunitensi scese significativamente. La classe dominante ha fatto buon uso delle lezioni di questo periodo: le tante guerre precedenti alla "Guerra al Terrore" sono state portate avanti con combattenti di stati fantocci o scatenando una potenza di fuoco travolgente da parte di un esercito statunitense formato da soldati volontari. L'impiego dei aerei droni senza pilota e di altre armi a distanza - il cui uso è stato favorito dall'Amministrazione Obama - poggia su queste lezioni.
Parallelamente, il movimento contro la guerra della nostra epoca riflette l'aumento di sconfitte militari e un crescente numero di vittime. Più che la capacità organizzativa dei dirigenti ufficiali, è stata l'immagine della madre di un soldato morto che rincorre George Bush a far crescere il movimento. Cindy Sheehan è stata effettivamente il leader carismatico del movimento. Altri familiari delle vittime hanno aggiunto le loro voci, drammatizzando gli orrori della guerra inflitti alle famiglie statunitensi.
Cindy Sheehan, attraverso il suo attivismo, è arrivata a comprendere il ruolo degli Stati Uniti negli affari mondiali, in particolare gli effetti delle guerre di aggressione degli Stati Uniti sulle sue vittime e gli interessi serviti da questi attacchi. Ha cominciato a vedere gli schemi storici e i nessi che rivelano la vera natura della politica estera statunitense. In breve, ha acquisito una coscienza antimperialista.
Purtroppo, dopo la distruzione totale della sinistra nell'era di McCarthy, nessuna consapevolezza ha affondato radici profonde nel movimento per la pace negli Stati Uniti. Di conseguenza, sono le vittime degli interventi militari statunitensi in paesi lontani a essere il baluardo della resistenza antimperialista e non chi vive nella potenza imperialista stessa. Il numero di dimostranti è cresciuto quando le cose andavano male, quando l'aggressione si rivelava costosa, quando le conseguenze dell'imperialismo hanno cominciato a toccare gli statunitensi personalmente. È solo allora che l'opposizione alla guerra è diventata un movimento di massa. Indubbiamente questo sentimento, quando sorge, svolge un ruolo fondamentale nel fermare le guerre predatorie statunitensi, ma non dovrebbe essere confuso con l'antimperialismo.
Senza una base antimperialista, i movimenti contro la guerra negli Stati Uniti sono destinati ad attivare le masse solo quando gli orrori della guerra giungono a casa. Le aggressioni " riuscite" che colpiscono gli interessi, la vita e la dignità di altri popoli probabilmente continueranno a essere accettate con passività, anche con il plauso se vengono avvolte nel manto della "democrazia" o come azione per deporre un demonizzato "tiranno". Lo abbiamo visto in Angola, Grenada e Jugoslavia. E lo vediamo oggi a Cuba, in Venezuela, Bolivia, Siria, Libia, nella Repubblica Democratica Popolare di Corea, in Iran e molti altri paesi.
Naturalmente la prima causa di questa debolezza profonda è nel sistema politico - ossia nella farsa bipartitica - che nega risolutamente che gli Stati Uniti siano una potenza imperialista. Infatti, entrambi i partiti attivamente e apertamente perorarono l'imperialismo statunitense. Non fanno alcuna concessione a quelli che intralciano gli interessi corporativi degli Stati Uniti o cercano un proprio modello di sviluppo. Mentre i progressisti speravano e quindi pensavano di aver sentito Obama e i Democratici dire di essere contrari alla guerra, quello che avevano realmente sentito dire era che Obama e i Democratici intendevano abbandonare il coinvolgimento diretto negli interventi militari rischiosi - come nella dispendiosa occupazione dell' Iraq - e puntare sull'Afghanistan. Questo era palese nei discorsi della campagna elettorale e indicato chiaramente nella piattaforma Democratica. In altre parole, i Democratici avevano deciso di destinare all'imperialismo un budget più accettabile per il pubblico statunitense.
Con il presunto partito "popolare" pienamente impegnato nell'agenda imperialista e i mezzi di informazioni che pedissequamente tifano per il suo programma, solo i progressisti indipendenti e di sinistra - esterni al mondo politico - possono guidare gli statunitensi ad abbandonare la loro complicità nelle aggressioni imperialiste. Loro - e solo loro - possono fornire quadri capaci di educare e organizzare gli attivisti e creare un movimento per la pace negli Stati Uniti che non si mobiliti solo quando aumenta il numero delle vittime e le sconfitte militari, e diventi qualcosa in più che uno strumento utile per i politici del Partito Democratico.
I commenti severi di condanna di Glen Ford verso gran parte della leadership di primo piano del recente movimento per la pace sono ben meritati. Questi non sono riusciti a elevare il programma pacifista in modo da includere una più profonda comprensione dell'aggressione imperialista. Per rimanere "aperti" e "uniti", hanno assiduamente escluso molte cause connesse all'intervento degli Stati Uniti o riguardanti la loro complicità, per non offendere i liberali-chic e le sensibilità della classe media. Hanno sacrificato principi fondamentali per il miraggio di raggiungere un consenso più ampio. E' irrilevante che si tratti di sostenitori del Partito Democratico travestiti da guerrieri del web o combattenti "radicali" in carne ed ossa in cerca di un fronte popolare senz'anima. Sia gli uni che gli altri hanno consentito alla politica elettorale di avere il sopravvento sulla resistenza; hanno puntato tutto sulle elezioni del 2008. Questo approccio ha creato un movimento superficiale in termini di impegno e debole in termini di ideologia, un movimento facilmente dirottato dal Partito Democratico.
Fortunatamente, ci sono organizzazioni come il Comitato Nazionale contro la Guerra (United National Antiwar Committee – UNAC) e molti comitati nazionali, regionali e locali, che stanno continuando la battaglia per porre fine non solo alle guerre di Bush, ma anche a quelle di Obama. Essi condividono una indipendenza dai due partiti, nonché una conoscenza del carattere imperialista della politica estera statunitense. Mentre altri aspettano che l'Amministrazione cambi rotta, questi gruppi continuano a organizzare e agitare contro le politiche che stanno costando migliaia di vite per imporre il progetto capitalista statunitense in tutto il mondo. Nessuno è escluso da queste organizzazioni o azioni, ma dall'altro canto non si vieta a nessuno di essere antimperialista. Quando il programma imperiale verrà nuovamente percepito dal pubblico come un fallimento - ed è sicuro che lo sarà - queste organizzazioni saranno pronte a costruire un movimento di massa più militante e coerente. Speriamo nel futuro.
zoltanzigedy@gmail.com
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