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- osservatorio - lotta per la pace - 12-10-11 - n. 380
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Conclusioni del secondo incontro trilaterale di Istanbul
10/10/2011
Comunicato congiunto dell'Associazione per la pace di Turchia, Comitato greco per la distensione internazionale e la pace (EEDYE) e Consiglio della pace di Cipro
Istanbul, Turchia, 24-25 settembre 2011
Il Consiglio della pace di Cipro, l'Associazione per la pace di Turchia e il Comitato greco per la distensione internazionale e la pace hanno tenuto il loro secondo incontro trilaterale regionale il 24-25 settembre 2011, organizzato dall'Associazione per la pace di Turchia e con il sostegno del Consiglio mondiale della pace (WPC).
Come organizzazioni fraterne per la pace dei tre paesi confinanti, rivolgiamo saluti militanti e un messaggio antimperialista di amicizia e solidarietà ai lavoratori greci in lotta contro l'offensiva portata dal grande capitale, dall'UE e dal FMI, con il pretesto della crisi economica globale capitalista.
In un momento storico in cui la possibilità di riunificazione dell'isola di Cipro entra nell'agenda politica, esprimiamo la nostra solidarietà con i popoli amanti della pace di Cipro di entrambe le comunità, greco-cipriote e turco-cipriote. E' nostro dovere condannare gli attacchi delle potenze imperialiste responsabili della perpetuazione del problema di Cipro e delle forze nazionaliste che hanno accelerato i loro sforzi per colpire le forze progressiste a Cipro e intensificato le pressioni sul presidente Christofias.
Giudichiamo gli sforzi di presentare la crescente aggressività della Turchia come reazione contro Israele sionista e talvolta anche come una linea indipendente dalle rivalità imperialistiche e gli interessi della sua classe dirigente, come il tentativo di disorientare i popoli del Medio Oriente. Esprimiamo la nostra solidarietà militante alle forze popolari progressiste e antimperialiste della Turchia, nella loro lotta contro il regime espansionista e antipopolare guidato dall'attuale governo. L'iniziativa presa dal governo turco di inviare navi da guerra nel Mediterraneo orientale è inaccettabile ed i pretesti sono totalmente illegittimi.
I tre movimenti per la pace esprimono anche la loro solidarietà con la Palestina, che ha fatto domanda al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di adesione a pieno titolo all'ONU, per il riconoscimento dello Stato palestinese da parte della comunità internazionale. Noi condanniamo le posizioni di Stati Uniti e Israele che bloccano da molti anni tutti i negoziati bilaterali e l'ultimo chiaro rifiuto delle richieste del popolo palestinese da parte degli Stati Uniti. Ancora una volta esprimiamo la nostra posizione a favore di una soluzione a due Stati e salutiamo la lotta del popolo palestinese per uno Stato indipendente, sulla base dei confini del giugno 1967 e delle relative risoluzioni delle Nazioni Unite, che pongano termine all'occupazione di Israele delle terre dei paesi vicini e garantisca anche il diritto dei rifugiati palestinesi di tornare in patria. Mettendo in guardia i nostri popoli sul carattere ipocrita della tensione tra Israele e Turchia, condanniamo anche la collaborazione strategica militare e politica tra i governi di Israele e Grecia.
Come movimenti per la pace antimperialisti di Cipro, Grecia e Turchia, riunitisi in queste condizioni mentre sono in atto i tentativi dell'imperialismo di attuare piani estremamente pericolosi sia nei nostri paesi che nei Balcani e in particolare in Medio Oriente e nei Paesi arabi, siamo coscienti del fatto che l'istituzione di uno stretto e permanente coordinamento è necessario per contribuire in modo determinante alla lotta antimperialista. Facciamo appello alla classe operaia e agli strati popolari per la lotta comune contro la barbarie imperialista che si traduce in crisi e guerre. Invitiamo, inoltre, tutti i popoli della regione a stare all'erta e creare un contrappeso ai piani imperialisti.
In questo contesto, vogliamo sottolineare la nostra determinazione di continuare a tenere i nostri incontri trilaterali ogni anno, dopo il primo nel 2010 a Mytilini (Grecia) e il secondo di oggi a Istanbul (Turchia) ed esprimiamo la nostra comune volontà di tenere il terzo incontro a Nicosia (Cipro) il prossimo anno.
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Abbiamo tenuto il nostro incontro trilaterale in un periodo che vede la Siria nel mezzo di scontri sanguinosi. Come movimenti per la pace dei tre Paesi, crediamo che la causa alla base di questi drammatici scontri sia il piano dell'imperialismo, in particolare degli Stati Uniti, di imporre cambiamenti utili al piano imperialista di "Nuovo Medio Oriente". Come parte di esso, le potenti forze imperialiste hanno tentato, con il sostegno della Turchia, di approfittare dei problemi sociali interni in Siria, frutto delle politiche e degli errori del governo, armando le forze reazionarie e portando il paese verso una guerra civile. Tuttavia, la tesi che l'opposizione in Siria sia costituita da coloro che difendono le libertà democratiche e i diritti dei lavoratori è del tutto infondata. D'altra parte, i rappresentanti del capitalismo mondiale non hanno nemmeno nascosto che sarà l'Iran il prossimo obiettivo se il piano imperialista contro la Siria avrà successo.
Come movimenti antimperialisti amanti della pace di Turchia, Grecia e Cipro che lottano nel quadro del Consiglio Mondiale della Pace, diffidiamo il governo turco dal partecipare ai piani militaristi contro la Siria. Un'operazione militare contro la Siria potrebbe aprire la strada ad un conflitto generale e ad una sanguinosa guerra nella regione. La resistenza a questi piani espressa all'interno della Turchia, avviata e guidata dalle forze pacifiste in Turchia insieme a quelle antimperialiste, esprime le posizioni del movimento antimperialista mondiale.
Integrando i movimenti d'opposizione in Medio Oriente nel suo progetto, fondando un nuovo regime fanatico e totalitario in Egitto, bombardando la Libia e usando le forze d'opposizione che sono gli ex collaboratori di Gheddafi, le potenze imperialiste di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Italia, la NATO e l'UE stanno puntando al pieno controllo della regione, in competizione con le altre grandi forze. Il responsabile principale per lo spargimento di sangue è l'imperialismo che tenta di trovare pretesti per l'intervento militare.
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La riunificazione di Cipro è oggi una necessità ancora più grande in quanto la Turchia ha rafforzato la politica di alterazione del carattere demografico dell'isola, aumentando il numero dei coloni a Cipro e trasformando in tal modo i turco-ciprioti in una piccola minoranza nel proprio Paese. La grande necessità della riunificazione è espressa anche dall'intensificarsi delle lotte pluriennali comuni dei progressisti greco e turco ciprioti per l'unità e la pace. D'altra parte, UE ed USA fanno pressione su Cipro e cercano modalità d'ingerenza per imporre la soluzione più congeniale possibile ai loro interessi, in modo che lo status quo imperialista sia conservato. Condanniamo le recenti pressioni, provenienti soprattutto dall'interno ma anche dall'esterno, sulla Repubblica di Cipro perché aderisca al progetto "Partenariato per la Pace" della NATO, che è stato bloccato con successo dalla presidenza di Cipro, in conformità con gli interessi di tutti i popoli della regione. Condanniamo inoltre gli sforzi per rovesciare il presidente democraticamente eletto Christophias.
Allo stesso tempo, le minacce di guerra di Ankara e la manipolazione delle legittime attività di Cipro nella ricerca di gas naturale o idrocarburi come pretesto per aumentare la tensione sono inaccettabili. Condanniamo i tentativi di aumentare la tensione minacciando Cipro militarmente. Il problema non è nell'accessibilità alle risorse naturali da parte di Cipro in quanto Stato sovrano, ma nella divisione in corso da 37 anni e nell'occupazione del 37% dell'Isola. Il problema di Cipro non è stato creato dalle comunità sorelle che compongono il popolo di questo paese, né dai popoli di Turchia e Grecia, ma dall'imperialismo per mantenere la sua roccaforte e rafforzare la sua egemonia nella regione contro i popoli.
Il nostro incontro trilaterale sostiene la soluzione di una Federazione bi-zonale e bi-comunitaria con uguaglianza politica, come previsto dalle risoluzioni delle Nazioni Unite su Cipro, dagli accordi di alto livello tra i leader delle due comunità nel 1977 e 1979 e dai principi del diritto internazionale.
E' necessario intensificare la lotta per una soluzione che porti ad un Paese riunito con una sola sovranità, una cittadinanza e un'entità in grado di garantire le libertà fondamentali, gli interessi popolari e i diritti umanitari a tutti i ciprioti, un Paese libero da tutti gli eserciti e basi straniere. Ricordiamo che questa è la richiesta di base dei ciprioti greci e turchi, nonché l'unica strada in tale situazione per una giusta soluzione al problema di Cipro. Come sottolineato anche lo scorso anno nel nostro incontro di Lesbo, le forze amanti della pace di Cipro, Turchia e Grecia dovrebbero dare vita a una "cultura della lotta comune" tra i popoli dei tre Paesi, al fine di contribuire anche alla soluzione del problema di Cipro.
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Come movimenti amanti della pace e antimperialisti di tre paesi confinanti, membri del Consiglio Mondiale della Pace, guardiamo alla situazione critica della questione curda in Turchia e rimarchiamo il nostro sostegno per una soluzione giusta e pacifica sulla base dell'uguaglianza e fraternità di tutti i popoli della Turchia.
Prima di tutto invochiamo la fine dello spargimento di sangue attraverso un cessate il fuoco reciproco. Esprimiamo la nostra solidarietà con i rappresentanti curdi eletti nel parlamento nazionale e nei consigli locali, che sono stati arrestati per motivi politici e chiediamo la loro liberazione. Condanniamo l'atteggiamento del governo turco di alzare barriere contro i legittimi rappresentanti dei curdi in modo da aumentare la tensione.
Riteniamo che la questione curda non possa essere descritta come un problema tra popoli che hanno vissuto insieme per secoli, ma come un problema creato dalle classi dominanti e le forze imperialiste. Invitiamo i popoli amanti della pace curdo e turco a lottare fianco a fianco per la pace e l'uguaglianza, contro le forze nazionaliste e imperialiste che tentano di dividerle.
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Come organizzazioni antimperialiste per la pace di Cipro, Turchia e Grecia, insieme al Consiglio Mondiale della Pace chiediamo l'abolizione di tutte le armi nucleari, chimiche e biologiche e di tutti i mezzi di distruzione di massa, prime fra tutte quelle delle grandi potenze imperialiste. Ci opponiamo all'installazione del cosiddetto "scudo antimissile" in Europa, promosso dagli Stati Uniti, e ad ogni possibilità che il Mar Egeo sia utilizzato per il suo rafforzamento. Ci opponiamo anche all'installazione di centrali nucleari. Chiediamo l'attuazione della Convenzione internazionale sul diritto del mare del 1982 e la definizione delle Zone economiche esclusive (ZEE). Nessun coinvolgimento, nessuna partecipazione dei nostri Paesi ai piani imperialisti e alle azioni contro i popoli della regione. Ci battiamo per l'abolizione immediata e il ritiro delle basi NATO-USA e di tutte le basi straniere dai nostri Paesi e per il disimpegno dalla NATO e dalle altre organizzazioni imperialiste. Chiediamo il ritorno di tutte le truppe militari e forze di polizia da oltremare. Denunciamo e fronteggiamo il terrorismo di stato, i meccanismi repressivi e le leggi contro i popoli. Lottiamo per la protezione e sostegno reale dei rifugiati e degli immigrati. Siamo a fianco di tutti i nostri fratelli e sorelle che lottano contro la guerra imperialista, l'occupazione e l'aggressione, e che resistono all'offensiva portata dalle classi borghesi e dai loro governi.
Nella nostra regione comune dai Balcani al Medio Oriente, la domanda e l'obiettivo comune delle nostre tre organizzazioni è la fine dell'occupazione imperialista in Afghanistan e Iraq, la fine dell'aggressione contro la Libia e del ricatto e intimidazione che la Siria sta affrontando, come pure la fine dell'occupazione e divisione di Cipro. Facciamo appello alla comunità internazionale che riconosca lo Stato indipendente di Palestina nei confini del 4 giugno 1967 e con Gerusalemme Est come sua capitale.
Comitato greco per la distensione internazionale e la pace (EEDYE), Consiglio della pace di Cipro e Associazione per la pace di Turchia, dopo essersi incontrate a Istanbul nel settembre 2011, con il supporto del Consiglio Mondiale della Pace e avendo deciso di creare un programma di azione comune, rilevano che la lotta per la pace e contro la guerra imperialista e per l'interesse dei popoli è inseparabilmente legata alla lotta contro il sistema imperialista-capitalista e invitano tutti i popoli della nostra regione a rafforzare la solidarietà e la lotta comune per l'abbattimento dei piani imperialisti, contro il grande capitale e i suoi rappresentanti, contro la NATO e l'Unione europea.
I popoli devono resistere con tutte le loro forze contro gli interessi dei loro sfruttatori e aprirsi la strada verso quella società in grado di soddisfare i loro bisogni e interessi.
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