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- osservatorio - lotta per la pace - 11-12-12 - n. 433
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
OSPAAAL chiama alla solidarietà internazionale con la Siria
Organizzazione di Solidarietà dei Popoli di Africa, Asia e America Latina (OSPAAAL)
04/12/2012
L'Avana - Tutte le forze progressiste hanno l'obbligo di considerare quanto accade in Siria come una guerra patriottica contro forze al servizio dei piani anglo-sionisti, che richiede la massima solidarietà mondiale, ha dichiarato una delegazione di rappresentanti dei partiti progressisti e della sinistra libanese.
Nel corso di un colloquio all'Organizzazione di Solidarietà dei Popoli di Africa, Asia e America Latina (OSPAAAL) a L'Avana, i delegati hanno fornito un'ampia panoramica della situazione politica in Medio Oriente, con particolare attenzione alla crisi in Siria e agli ultimi sviluppi in Palestina.
La delegazione era composta da Wafica Medhy Ibrahim, coordinatrice del Comitato per la liberazione dei Cinque Eroi cubani incarcerati negli Stati Uniti, Anwar Jassinne, membro del Comitato centrale del Partito Comunista Libanese, Mohamed Hashisho, vice segretario generale del Partito Popolare Democratico del Libano, e Hadi Beckdache, dirigente comunista e del Comitato per la liberazione dei Cinque.
Era presente anche Ogarit Dondach, giornalista di una catena televisiva di questo paese che ha coperto la guerra ad Aleppo e nella regione di confine della Siria con la Turchia, la quale ha fatto rivelazioni scioccanti sulle sue esperienze nelle zone di combattimento e sul coinvolgimento delle forze straniere in quel conflitto.
Nella sua introduzione all'analisi della situazione in Siria e Medio Oriente, Wafica Ibrahim ha ricordato l'incontro tenutosi nel 2009 a Herzilia, in Israele, di un gruppo fra i più importanti ideologi sionisti del mondo, dedicato a definire la migliore strategia per distruggere la Resistenza palestinese e mantenere la supremazia di Israele, incoraggiando tutti i tipi di divisioni.
La linea dell'esacerbazione delle divisioni settarie, etniche e di ogni tipo di fanatismo nei paesi arabi, che appartiene al principio imperiale del divide et impera, ha coinciso con la politica del "caos creativo" e la cosiddetta "diplomazia intelligente" di cui parlano i circoli di potere negli Stati Uniti, ha affermato Wafica Ibrahim.
Per questo, ha osservato, contavano sulla corrente wahhabita che gli ha permesso la creazione di Al Qaeda (di cui hanno cominciato a servirsi in Afghanistan durante l'intervento della ex Unione Sovietica), e in secondo luogo sui Fratelli Musulmani, desiderosi di prendere il potere e governare in diversi paesi.
La coalizione imperiale, ha aggiunto, ha approfittato delle giustificate proteste sociali e delle sollevazioni iniziali in Tunisia e in Egitto per sbarazzarsi dei governanti subordinati e senza futuro sostenendo al loro posto dei presidenti che nulla hanno fatto in solidarietà con i palestinesi e il movimento popolare.
Inoltre, hanno propagandato il presunto pericolo della nascita di un asse o mezzaluna sciita, guidato dall'Iran, che minaccerebbe le comunità musulmane sunnite, per distogliere l'attenzione dal vero nemico e proteggere Israele.
Ciò nonostante, ha aggiunto, Israele ha appena subito due sconfitte, politicamente e militarmente, a Gaza e nelle Nazioni Unite, con la sua incapacità a schiacciare la resistenza armata di Hamas, Jihad Islamica e di altre organizzazioni palestinesi, da un lato, e il riconoscimento da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite della Palestina come Stato osservatore non membro.
Da parte sua, Anwuar Jassinne, che ha trascorso 17 anni imprigionato nelle carceri di Israele, ha elogiato i processi riaffermazione nazionale e di integrazione regionale che si registrano in America Latina, che, ha detto "ci chiamano a creare legami reciproci e ad apprendere da queste esperienze così stimolanti".
L'imperialismo si propone di nascondere ai popoli i suoi veri piani mediante l'uso di tattiche separatorie, affinché non vedano l'intervento nei loro affari interni, e questo ci impone di essere aperti a tutte le forze del blocco antimperialista, di qualsiasi parte del mondo, ha spiegato.
A sua volta, Mohamed Hashisho, membro dell'Ufficio politico del PDP, ha avvertito che quella che si vive oggi in Medio Oriente è una situazione più pericolosa persino di quella del 1948, quando si insediò l'entità sionista nella regione.
Egli ha osservato che nei recenti negoziati di cessate il fuoco a Gaza, Israele ha chiesto una tregua di 20 anni, al fine di annullare la resistenza armata e continuare a procrastinare i diritti nazionali del popolo palestinese.
Stati Uniti e Israele cercano di separare Hamas dalla resistenza armata e dalle altre organizzazioni, senza offrire nulla in cambio, ha specificato.
Ha inoltre ricordato che Israele sta cercando di riprendere il suo vecchio piano di trasformazione della Giordania in una patria sostitutiva per i palestinesi e ha tentato senza successo di usare questo paese nell'aggressione contro la Siria come base di addestramento e di rifornimento militare, così ora i problemi sono peggiorati per il governo di re Abdullah, di cui vogliono il rovesciamento con il sostegno dei Fratelli Musulmani.
Da parte sua Beckdache Hadi, che era in Libia durante l'aggressione della NATO, ha riferito che gli Stati Uniti hanno visto nei paesi in cui sono intervenuti in Medio Oriente una garanzia per risolvere la propria crisi.
Ha osservato che durante la sua permanenza in Libia ha potuto vedere come questo paese sia stato minato dalla sovversione prima della rivolta contro Gheddafi, quando già aveva reclutato circa 8.000 quadri governativi a tutti i livelli.
Gli Stati Uniti hanno creato organizzazioni chiamate con nomi simili a quelli usati dal movimento rivoluzionario per confondere l'opinione pubblica, come "comitati popolari" e altri, mentre utilizzavano la stampa e la televisione straniera per confondere, al punto che il giorno della rivolta a Bengasi solo l'uno per cento della popolazione guardava la televisione nazionale.
Ha avvertito che le forze progressiste devono dotarsi di un loro piano di resistenza, che attualmente non esiste, se non in Libano e Palestina.
I racconti della giornalista Ogarit Dandach sulla sua esperienza nella guerra in Siria hanno mostrato con abbondanza di dettagli e fotografie, l'intervento dei mercenari stranieri al servizio degli Stati Uniti e della NATO nel conflitto.
Questi mercenari, ha detto, sono animati da un cieco fanatismo, per uccidere indiscriminatamente, distruggere tutto e far cadere il governo di Bashar Assad, che a suo dire gode di sufficiente sostegno popolare.
Sono entrata e uscita dalla Siria attraverso la frontiera con la Turchia e nessuno mi ha chiesto dove stavo andando o che cosa facevo in compagnia di elementi dell'opposizione dell'Esercito Libero della Siria. Ho girato reportage in cui fanno mostra della loro crudeltà, perché abituati al fatto che la stampa occidentale elimina tutti gli aspetti negativi, ha aggiunto.
La delegazione libanese ha partecipato all'VIII Colloquio internazionale per la liberazione dei Cinque Eroi cubani incarcerati negli Stati Uniti e contro il terrorismo, tenutosi la scorsa settimana nella provincia cubana orientale di Holguin.
(LN / APR)
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