da Parti du travail de Belgique
http://www.ptb.be/scripts/article.phtml?section=A1AAABBSBA&obid=20968
traduzione dal francese del Ccdp
27 settembre, giornata internazionale di lotta contro
l'occupazione dell'Iraq e della Palestina
Riet Dhont 10-09-2003
Sabato 27 settembre, sarà una giornata internazionale di
azione contro l'occupazione dell'Iraq e della Palestina. Manifestazioni si
svolgeranno in Belgio, in Spagna, in Germania, in Turchia, nel Giappone, a Los
Angeles, a San Francisco, a Seattle, a Londra... Nel nostro paese, circola una
piattaforma che è sottoposta alla firma di un largo ventaglio di
organizzazioni.
La Palestina è
oggi al centro dell’interesse internazionale. Israele costruisce intorno alla
Cisgiordania e Gerusalemme un muro di 600 km di lunghezza e di 8 m di altezza,
il progetto più radicale dall'occupazione dal 1967. Più di 100 bulldozer
lavorano giorno e notte, ben 16 km dentro alla Cisgiordania, espropriando una
volta di più le terre agricole, isolando completamente i villaggi, rendendo il
quotidiano intollerabile. Una prigione a cielo aperto, un ghetto per i
palestinesi. Dei dirigenti politici palestinesi come Arafat e Yassine vivono
sotto la minaccia di assassinio o di espulsione.
Tre anni fa il 27
settembre, esplodeva la seconda Intifada in Palestina. Da allora, 2.584
palestinesi sono stati uccisi, così come 801 israeliani. 24.499 palestinesi
sono stati feriti gravemente da proiettili, da gas lacrimogeni ed altre armi.
17.028 sono stati fermati. Gli israeliani hanno accaparrato 85.000 ettari di
terre palestinesi, hanno raso al suolo 1.162 case con i bulldozer, ed hanno
sradicato centinaia di migliaia di olivi.
Sei mesi fa, Bush ha
iniziato la sua guerra contro l'Iraq. Almeno 7.000 civili iracheni hanno perso
la vita durante questa guerra. Malgrado la resistenza che si manifesta in una
quindicina di attacchi anti-americani giornalieri, altri iracheni cadono ancora
quotidianamente sotto i colpi americani. La popolazione è senza elettricità,
senza acqua potabile, senza benzina. Gli stipendi non sono più pagati, mentre i
prezzi non smettono di aumentare.
L'Iraq è nelle mani
degli Stati Uniti, anche se Bush propone una risoluzione che mira ad implicare
le Nazioni unite nella ricostruzione del paese. La società Halliburton ed il
gruppo Bechtel (imprese specializzate nell'energia e la ricostruzione) fanno
man bassa su più di 1,7 miliardi di euro di contratti. Forniscono un sostegno
logistico all'esercito, costruiscono delle basi militari, assicurano i loro
pasti caldi ed il loro trasporto ai soldati
La ricostruzione
dell'Iraq ed il mantenimento delle truppe americane costa ogni mese 3,9
miliardi di dollari di cui un terzo va alle imprese private. Il gruppo Bechtel
ha visto le sue azioni in borsa salire di più del 50%. 35 milioni di dollari
vanno all'impresa Halliburton, il più grosso cliente del regime americano in
Iraq. Fino al 2000, l'azienda era diretta dall'attuale vicepresidente degli
USA, Dick Cheney,
27
settembre: Fermate l'occupazione dell'Iraq
Una larga coalizione
di organizzazioni parteciperà, questo 27 settembre, alla giornata
internazionale contro l'occupazione. Vuole attirare di nuovo l'attenzione sulle
conseguenze nefaste della guerra americano - britannica contro l'Iraq e
protestare contro la politica di occupazione.
È chiaro adesso che
gli occupanti non dominano affatto la situazione e rischiano di condurre il
paese verso un caos totale. È inaccettabile che gli Stati Uniti utilizzano
questa situazione per privatizzare decine di imprese pubbliche a loro profitto.
La padronanza ed il controllo delle risorse naturale spettano di diritto al
solo popolo iracheno.
I partecipanti
esprimono il loro sostegno al popolo iracheno, che ha il diritto di resistere
come lo riconoscono l'articolo 51 del trattato delle Nazioni Unite ed il protocollo
addizionale della quarta convenzione di Ginevra, di cui l'articolo 1 condanna
gli attacchi verso i civili, e di decidere da sé dell'avvenire del proprio
paese. È inaccettabile che tanto il popolo iracheno che le Nazioni Unite siano
accantonate ad un ruolo di comparse. È inaccettabile che le Nazioni Unite non
siano in grado di affermare la loro indipendenza e siano utilizzate in
particolare nell'interesse di certi membri.
I partecipanti
chiedono l'arresto immediato dell'occupazione.
Solidarietà
col popolo palestinese
I partecipanti
vogliono, in questo anniversario della seconda Intifada, attirare un'attenzione
particolare sull'occupazione dei territori palestinesi e sulla dura repressione
di cui il popolo palestinese è vittima. La spirale della violenza nella
regione, in primo luogo è una conseguenza del rifiuto delle autorità israeliane
di applicare le numerose risoluzioni delle Nazioni Unite. Un vero piano di pace
consiste nell'arresto dell'occupazione (risoluzione 242) e della politica di colonizzazione
e la riconoscimento dei diritti dei profughi (risoluzione 194). Su questa base,
ci saranno le condizioni saranno per mettere fine al gran numero di vittime nei
due campi.
La
piattaforma è stata firmata già dal Coordinamento StopUSA di cui fa parte il
PTB.
Manifestazione-riunione sulla piazza
Rouppe, 1000 Bruxelles, sabato 27 settembre a partire dalle 15. Infos:
www.stopusa.be