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- osservatorio - lotta per la pace - 06-07-26 - n. 966
Il TKP sfida il divieto generale di manifestare in vista del vertice della NATO e organizza manifestazioni in tutta la Turchia
Partito Comunista di Turchia (TKP) | tkp.org.tr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
06/07/2026
Il Partito Comunista di Turchia (TKP) ha sfidato il divieto generale di manifestazioni imposto in tutto il centro di Ankara in vista del vertice della NATO, guidando sabato 5 luglio le proteste contro la NATO in sei città, nonostante la massiccia presenza delle forze dell'ordine e gli arresti di massa.
Centinaia di membri del TKP si sono radunati nel centro di Ankara all'ora e nel luogo precedentemente annunciati dal partito, nonostante le misure di sicurezza straordinarie che avevano di fatto posto alcune zone della capitale in uno stato di emergenza. Mentre i manifestanti marciavano verso piazza Kızılay intonando slogan anti-NATO e antimperialisti, la polizia è intervenuta e ha fermato oltre 100 partecipanti.
Nel corso della giornata, il TKP ha reso noto che sette membri del Partito hanno riportato gravi lesioni alla testa a seguito delle violenze della polizia ad Ankara, mentre diversi altri hanno subito fratture alle braccia e alla gabbia toracica. Un membro del Partito è stato sottoposto ad angiografia d'urgenza a seguito di un sospetto infarto. Il Partito ha dichiarato di stare monitorando attentamente le condizioni dei feriti e dei fermati, chiedendo al contempo l'immediato rilascio di tutte le persone poste in stato di fermo.
A seguito della manifestazione di Ankara, migliaia di persone hanno partecipato a marce anti-NATO organizzate contemporaneamente dal TKP a Istanbul, Smirne, Adana, Samsun e Çanakkale, chiedendo l'uscita della Turchia dalla NATO e la chiusura delle basi militari straniere presenti nel Paese.
Intervenendo al comizio di Istanbul al termine di una marcia da Taksim a Dolmabahçe, il Segretario generale del TKP, Kemal Okuyan, ha affermato che il Partito avrebbe proseguito la propria lotta contro la NATO anche dopo il vertice.
«Ci siamo riuniti qui per protestare contro un'organizzazione sanguinaria e militarista fondata sull'occupazione, sui colpi di Stato e sui massacri», ha affermato Okuyan. Il Segretario ha sostenuto che, nei giorni precedenti il vertice, comunisti, patrioti della classe operaia e militanti antimperialisti in tutta la Turchia erano stati oggetto di fermi e intimidazioni per garantire che i leader della NATO potessero riunirsi senza opposizione.
Riferendosi alla manifestazione di Ankara, Okuyan ha affermato che, nonostante le restrizioni imposte nella capitale, «migliaia di comunisti hanno sfidato la NATO nel centro di Ankara esattamente come avevamo promesso». Ha aggiunto che centinaia di partecipanti erano stati arrestati durante l'operazione di polizia.
Okuyan ha inoltre ricordato le storiche proteste del 1968 contro l'arrivo della Sesta Flotta statunitense a Istanbul, quando gli studenti rivoluzionari respinsero i marinai americani in mare. «Proprio come coloro che decenni fa si opposero alla Sesta Flotta, difesero la dignità di questo Paese e il suo impegno per l'indipendenza, i rivoluzionari di oggi in tutta la Turchia stanno portando avanti la stessa lotta», ha affermato.
Ha condannato il governo dell'AKP per aver steso il tappeto rosso ai leader della NATO mentre continua il genocidio in Palestina sostenuto dagli Stati Uniti e mentre l'aggressione statunitense e israeliana contro l'Iran minaccia di trascinare la regione in una guerra più ampia. Okuyan ha dichiarato che il TKP seguirà da vicino ogni decisione presa al vertice e continuerà a mobilitarsi contro la NATO dopo l'incontro. Ha invocato «una Turchia indipendente, sovrana, libera e socialista» e ha ribadito la richiesta del Partito: «Requisire le basi, fuori la NATO.»
Oltre che ad Ankara e Istanbul, si sono tenute manifestazioni anti-NATO anche a Smirne, Samsun, Adana e Çanakkale. A Smirne, Senem Doruk İnam, membro del Comitato Centrale del TKP, ha affermato che il Partito non permetterà che la Turchia venga trasformata in «un terreno di gioco per una sanguinosa organizzazione terroristica», descrivendo la lotta contro la NATO come «una questione di dignità e sovranità nazionale».
A Çanakkale, Savaş Sarı, membro del Comitato Centrale, ha dichiarato ai manifestanti che l'opposizione alla NATO è indissolubilmente legata alla lotta per una Turchia indipendente. Appelli simili a favore del ritiro della Turchia dalla NATO e della chiusura delle basi militari straniere sono stati espressi durante le manifestazioni organizzate dal TKP in tutto il Paese.
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