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- osservatorio - movimento antimperialista - 31-01-08 - n. 213
Africa: importante iniziativa antimperialista a Lisbona
Comunicato conclusivo del Seminario, organizzato dal Partito Comunista Portoghese
Il 1 dicembre 2007, alla vigilia del Vertice UE/Africa di Lisbona, su iniziativa del Partito Comunista Portoghese si è svolto un importante Seminario internazionale, di profondo significato antimperialista, che ha visto confrontarsi alcuni importanti partiti e movimenti comunisti e antimperialisti dell’Africa, alcuni dei quali, eredi di eroiche lotte di liberazione nazionale, oggi sono al governo di importanti paesi del continente.
Il Partito Comunista Portoghese ha promosso a Lisbona, il 1 dicembre 2007, un Seminario, a partecipazione internazionale, dedicato al tema “Africa: le sfide dello sviluppo, del progresso sociale e della sovranità. La denuncia del neocolonialismo, un’altra visione delle relazioni con l’Africa”.
Durante i lavori del Seminario – che ha visto la partecipazione del Partito Comunista Sudafricano, del MPLA dell’Angola, del Partito dell’Avanguardia Democratica Socialista d’Algeria, del PAIGC di Guinea Bissau, del Partito FRELIMO del Mozambico e del Fronte Polisario del Sahara Occidentale – si sono succeduti numerosi interventi su diversi temi, che hanno reso possibile un ampio confronto sull’attuale situazione in Africa, in un contesto mondiale dominato dall’offensiva del grande capitale transnazionale, il cui carattere di spoliazione, oppressore e aggressivo si manifesta in particolare nel continente africano.
Nella varietà delle analisi e posizioni, il Seminario ha evidenziato la drammatica situazione sociale che caratterizza l’Africa e che colpisce duramente la generalità dei popoli del continente. Gli interventi hanno ritenuto le politiche neoliberali dominanti di concentrazione e centralizzazione del capitale e di ingiusta divisione internazionale del lavoro e di ripartizione della ricchezza come il principale ostacolo allo sviluppo, essendo esse responsabili per gli enormi flagelli che colpiscono il continente, come la fame, le malattie, l’analfabetismo e l’oscurantismo, fenomeni comuni a tutti i paesi. In questo risiede la causa principale dei flussi migratori che esigono risposte in un quadro di solidarietà e di autentiche misure di cooperazione e non barriere discriminatorie e tentativi di approfittarne, come si può verificare nelle politiche e nella pratica dell’UE.
E’ stata espressa grande preoccupazione per le continue ingerenze in Africa degli USA e dell’UE che, con il pretesto delle “azioni umanitarie”, della “gestione dei conflitti” o della “garanzia di un buon governo”, creano comandi militari speciali per l’Africa (AFRICOM), costruiscono basi militari della NATO e realizzano manovre militari, dislocano contingenti militari nelle zone di conflitto con l’argomento dell’ “appoggio alla pace” e della “sicurezza” che, con la scusa della lotta contro il terrorismo e del controllo delle rotte del narcotraffico, mirano solo a garantire il dominio sulle immense risorse naturali del continente, in particolare del petrolio. E’ stata sottolineata l’enorme importanza dell’affermazione della sovranità, come garante dell’indipendenza politica, dello sviluppo e del progresso sociale e della difesa della pace.
Per quanto riguarda le relazioni Europa/Africa, in vista del Vertice UE/Africa, i partecipanti al Seminario hanno sottolineato la necessità di un suo svolgimento sulla base delle relazioni tra Stati indipendenti e sovrani e della solidarietà tra i rispettivi popoli, nel quadro del rispetto per la sovranità e l’indipendenza nazionali, e della non ingerenza negli affari interni e di scambi commerciali reciprocamente vantaggiosi. Hanno messo in guardia sui reali obiettivi del Vertice UE/Africa e sul “nuovo modello storico di relazioni con l’Africa” che, invece di farla finita con il “retaggio della Conferenza di Berlino”, prefigura una nuova spartizione delle ricchissime risorse del continente africano. Hanno messo in rilievo l’importanza dell’attuazione di autentiche politiche di cooperazione e di sostegno effettivo allo sviluppo, che rifiutino le ambizioni neocolonialiste o le concezioni paternaliste accompagnate da manifestazioni di razzismo e xenofobia. Hanno sottolineato l’urgenza dell’annullamento del debito estero, della promozione di relazioni economiche giuste e di una soluzione pacifica dei conflitti attualmente esistenti.
Il Seminario ha considerato che il governo portoghese, la cui politica estera in relazione all’Africa non assolve a questi propositi, dovrà – nel quadro dell’assunzione della presidenza portoghese dell’UE e, di conseguenza, dell’ospitalità offerta a Lisbona al Vertice UE/Africa – contribuire attivamente perché, da questo II Vertice in merito al continente africano, esca una nuova visione delle relazioni con l’Africa.
In un quadro di situazioni molto diversificate e di forze politiche e sociali molto eterogenee, sono state valorizzate le azioni di resistenza all’ingerenza dell’imperialismo, di lotta della classe operaia contro lo sfruttamento del grande capitale e di difesa del settore pubblico in vari paesi africani.
E’ stata salutata, in modo particolare e molto solidale, la lotta di liberazione nazionale del popolo saharawi.
Nel Seminario è stata anche espressa la solidarietà a tutti i popoli che lottano contro l’imperialismo e il suo progetto di dominio mondiale ed è stata manifestata una netta opposizione alla politica di guerra condotta dagli USA e al processo di militarizzazione dell’UE. E’ stata sottolineata l’importanza della smilitarizzazione del Mediterraneo, mare di frontiera che dovrà costituire un anello di congiunzione e non di conflitto tra Africa, Europa e Medio Oriente.
Il Seminario, mettendo in risalto i pericoli che la situazione internazionale comporta, ma anche le possibilità di resistenza e di sviluppi progressisti, ha rilevato l’importanza che assumono l’amicizia, la solidarietà e la cooperazione tra tutte le forze di sinistra, democratiche e progressiste per garantire uno sviluppo armonioso del progresso e della giustizia sociale, democratico e pacifico. E ha sottolineato l’importanza del rafforzamento delle relazioni bilaterali e multilaterali e la necessità di azioni comuni o convergenti di smascheramento e lotta contro le politiche neoliberali e i progetti neocolonialisti che le collaborazioni strategiche dell’UE prevedono in relazione all’Africa.
Traduzione dal portoghese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare