www.resistenze.org - osservatorio - movimento antimperialista - 08-05-08 - n. 227

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Primo Incontro Latinoamericano contro il terrorismo mediatico
 
Dichiarazione di Caracas
 
30/03/2008
 
Noi, giornalisti, operatori della comunicazione e studiosi dell’America Latina, del Caribe e del Canada, riuniti a Caracas in questo Primo Incontro Latinoamericano contro il terrorismo mediatico, denunciamo l’uso della falsificazione da parte delle transnazionali informative quale aggressione massiccia e permanente contro i popoli e i governi che lottano per la pace, la giustizia e la comprensione reciproca.
 
Il terrorismo mediatico è la prima condizione ed espressione necessaria al terrorismo militare ed economico del Nord industrializzato per imporre all’Umanità la propria egemonia imperiale e il suo dominio neocoloniale. In quanto tale, è nemico della libertà, della democrazia e della società aperta e deve essere considerato come la peste della cultura contemporanea.
 
A livello regionale il terrorismo mediatico, utilizzato come arma politica nel rovesciamento di governi democratici di paesi come Guatemala, Argentina, Cile, Brasile, Panama, Grenada, Haiti, Perù, Bolivia, Repubblica Dominicana, Ecuador, Uruguay e Venezuela, viene impiegato oggi per sabotare qualsiasi accordo umanitario o fuoruscita politica dal conflitto colombiano e per regionalizzare la guerra nella zona andina.
 
L’attuale lotta democratica in Ecuador, Bolivia e Nicaragua, e in Brasile, Argentina, Uruguay e Messico, conferma la volontà politica delle nostre società di sconfiggere l’aggressiva e coordinata campagna di diffamazione delle transnazionali dell’informazione e della Società Interamericana di Stampa (SIP). Cuba e Venezuela rappresentano con chiarezza i più saldi punti di riferimento di questa battaglia non ancora terminata. Inoltre, siamo obbligati a raddoppiare i nostri sforzi di fronte alla drammatica situazione in cui versa attualmente il giornalismo democratico in Perù, Colombia e altre nazioni.
 
Questo incontro latinoamericano ha messo in evidenza la necessità di creare la Piattaforma Internazionale contro il terrorismo mediatico, convocando un nuovo incontro che dovrebbe realizzarsi entro non più di due mesi, preparato insieme ad altre organizzazioni come la Federazione Latinoamericana dei Giornalisti (FELAP), che ha fatto crescere la consapevolezza dei popoli latinoamericani e del Caribe e ha difeso in modo esemplare il diritto alla verità e la propria fedeltà ai principi: per un giornalismo libero in patrie libere.
 
Impegnata con testardaggine nella criminalizzazione di tutte le modalità di lotta e resistenza popolare, con il pretesto di una falsa nozione di sicurezza, l’amministrazione fondamentalista di George W. Bush si è resa responsabile della sistematica aggressione terrorista degli ultimi anni contro i mezzi di comunicazione alternativi, popolari, comunitari, e, talvolta, anche d’impresa.
 
L’informazione non è una mercanzia. Esattamente come la salute e l’educazione, l’informazione è un diritto fondamentale dei popoli e deve essere oggetto di politiche pubbliche permanenti.
 
Convinti che la nostra storia ha avuto inizio 200 anni fa, riconfermiamo l’impegno a procedere nel suo alveo, con il proposito di conformarci ad un esercizio etico della nostra professione, nutriti dei valori della democrazia reale ed effettiva e della ricchezza derivante dalla pluralità dei pensieri, delle fedi e delle culture.
 
Non solo la SIP, ma anche gruppi di scontro come Reporter senza Frontiere, rispondono alle direttive di Washington nella falsificazione della realtà e nella diffamazione globalizzata. In questo contesto, l’Unione Europea svolge un ruolo vergognoso che contraddice l’eroica lotta dei suoi popoli contro il nazifascismo.
 
In nome dell’unità dei popoli latinoamericani e del Caribe, i firmatari di questa dichiarazione si rivolgono ai professori e agli studenti della comunicazione sociale perché considerino il terrorismo mediatico come uno dei problemi centrali dell’Umanità, e invitano i giornalisti liberi ad impegnarsi a raddoppiare i loro sforzi a favore della pace, dello sviluppo integrale e della giustizia sociale.
 
Con questo spirito, esortiamo i capi di Stato dell’America Latina e del Caribe a sollevare il tema del terrorismo mediatico in tutte le riunioni e i forum internazionali.
 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare