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- osservatorio - movimento antimperialista - - n. 256
da OSPAAAL
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Organizzazione di Solidarietà dei Popoli di Africa Asia e America Latina (OSPAAAL)
Cessi il genocidio di Israele nella Striscia di Gaza!
Con l'impiego di aviazione ed elicotteri d’assalto, le forze armate israeliane hanno iniziato lo scorso 27 dicembre 2008 un'offensiva contro la Striscia di Gaza, nella quale al momento ci sono stati più di 760 morti e 3.200 feriti [al 14 gennaio 2009 le vittime palestinesi sono 979 ed i feriti 4.525, NdT].
Nonostante la condanna da parte delle forze progressiste del mondo e gli appelli di decine di governi e organizzazioni internazionali, il regime sionista ha continuato il suo attacco criminale, ora con l'invasione terrestre, con l'impiego di più di 10mila effettivi, di carri armati e veicoli blindati, cosa che ha aggravato la crisi umanitaria nella Striscia, bloccata da Israele da 18 mesi.
Il regime sionista indica come pretesto per questo genocidio, il fatto che il Movimento di Resistenza Islamica (HAMAS) che controlla la Striscia di Gaza da 18 mesi, ha continuato il lancio di razzi contro il sud dello Stato sionista. Ma la schiacciante superiorità numerica e tecnologica delle forze israeliane e lo smisurato impiego della forza contro ampi settori della popolazione civile, smontano qualsiasi argomento di Tel Aviv in quel senso, ed evidenziano le vere cause di questa ingiustificabile aggressione.
Decine di migliaia di persone sono state obbligate ad abbandonare le loro case, in mezzo al fuoco continuo dell'artiglieria, aviazione e forze terrestri che compiono saccheggi casa per casa alla ricerca dei supposti combattenti palestinesi nella città di Gaza, azioni che hanno provocato un incremento sostanziale di vittime civili.
Gli ospedali sono stracolmi di feriti e da vari giorni senza elettricità, visto che i generatori di riserva si stanno già esaurendo. Il 75 percento dell'elettricità nella Striscia è stata messa fuori uso, poiché l'unica centrale elettrica ha cessato di funzionare il 5 gennaio per mancanza di combustibile. Le altre linee che somministrano energia elettrica da Egitto e Israele sono state seriamente danneggiate dagli attacchi sionisti. Questo comporta inoltre che 130 pozzi che somministrano l'acqua alla popolazione non stiano lavorando e più di un milione e mezzo di persone hanno smesso di ricevere il liquido vitale.
Nel territorio risiedono attorno ad un milione e mezzo di palestinesi, dei quali il 45 percento sono minori di 15 anni. Il 60 percento di questi bambini soffre di malattie causate dalla malnutrizione, dovuta alla penuria di vari anni di aggressioni israeliane.
Israele continua a rifiutarsi di decretare una sospensione del fuoco e a negoziare una tregua con le parti interessate. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stato incapace di denunciare la situazione creata da Israele, per via della posizione degli Stati Uniti e dei suoi principali alleati.
Organizzazioni e governi progressisti si sono aggiunti alla condanna delle azioni criminali delle forze sioniste. Con questo Bollettino, l'OSPAAAL intende dare il suo piccolo contributo al rifiuto mondiale verso questa nuova azione criminale di Israele.
Voci del mondo contro l'aggressione sionista:
- Il Partito Comunista di Cuba ha condannato energicamente l’escalation militare israeliana contro il territorio e la popolazione della Striscia di Gaza, esige la sospensione immediata di questo genocidio e rinnova il suo incondizionato appoggio al popolo palestinese. "Questo nuovo crimine è una manifestazione in più della reiterata violazione da parte del governo israeliano dei principi del Diritto Internazionale Umanitario e della Carta delle Nazioni Unite". Aggiunge che è ora che tutti i governi condannino questo massacro ed alzino la loro voce di solidarietà per esigere la sospensione immediata degli attacchi contro il popolo palestinese.
- Il presidente del Venezuela, Hugo Chávez, ha accusato il mondo di tacere vigliaccamente davanti a quello che ha qualificato "Olocausto" palestinese e chiesto che i leader di Israele e Stati Uniti siano giudicati da un tribunale internazionale. Il Venezuela ha annunciato inoltre di aver deciso di espellere l'ambasciatore di Israele a Caracas.
- L'Organizzazione di Solidarietà dei Popoli di Africa, Asia e America Latina (OSPAAAL) ha condannato energicamente i massicci attacchi aerei delle forze armate israeliane iniziati il 27 dicembre e che continuano oggi, contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza. "L'OSPAAAL, convinta che solo una risposta internazionale rapida ed concreta potrebbe fermare questa scalata bellicista di Israele – la cui impunità deriva dall’appoggio offerto dal governo degli Stati Uniti - richiama tutti i governi, le forze progressiste, patriottiche ed antimperialiste, e tutte le persone oneste del pianeta, a dimostrare la loro solidarietà con il popolo palestinese, ad esigere dall'aggressore israeliano la totale sospensione dei suoi criminali attacchi ed il ritiro delle sue forze militari, ed a togliere l’assedio contro la Striscia di Gaza."
- Il Movimento Cubano per la Pace e la Sovranità dei Popoli ha chiamato le forze amanti della pace a "fare arrivare le nostre voci di protesta, di condanna contro l’operato delle autorità israeliane che, in combutta e con l’assenso degli Stati Uniti e gli altri paesi dell'Europa, avanzano con nuovi attacchi terrestri distruggendo al loro passaggio, tutte le cose materiali e le vite che gli si interpongono."
- Il Partito Comunista della Palestina ha condannato il massacro sionista e segnalato che "centinaia di palestinesi sono morti a causa degli attacchi aerei che Israele porta a termine con totale disprezzo per gli esseri umani. Ha aggiunto che lo stato sionista, in quest’azione criminale, utilizza ogni tipo di armamento."
- La Comunità Palestinese in Cuba ha denunciato che l'obiettivo fondamentale di questa aggressione fascista, a dispetto dei inganni sollevati, è la liquidazione della causa nazionale palestinese, cercando creare una nuova realtà sul terreno, in accordo alla politica dell'imposizione dello status quo che Israele normalmente applica, col proposito di portare a termine i suoi piani, specialmente nel momento in cui la nuova amministrazione nordamericana è sul punto di assumere le sue funzioni.
- Il Partito Comunista del Cile ha dichiarato che un'altra volta, con l'appoggio del governo degli Stati Uniti e contravvenendo a tutte le convenzioni, accordi e trattati internazionali rispetto alla guerra, Israele bombarda impunemente il popolo palestinese portando questo massacro al livello di genocidio e di pulizia etnica.
- Il Partito Comunista degli Stati Uniti ha espresso la sua indignazione per l'invasione israeliana contro la Striscia di Gaza, in aperta sfida all'opinione pubblica mondiale, aggiungendo che l'entrata di truppe terrestri a Gaza, nel momento in cui le Nazioni Unite ed altri attori internazionali stanno lavorando per una soluzione negoziata, costituisce un atto arrogante ed irresponsabile.
- La Federazione Democratica Internazionale delle Donne (FDIM), ha espresso la "sua condanna all'attacco militare assassino, perpetrato dallo Stato sionista di Israele con appoggio e supporto dell'Amministrazione Bush, nella Striscia di Gaza. Dopo più di dieci giorni di bombardamenti aerei ed ora anche da terra, "questo crimine di guerra senza precedenti, lascia sul terreno centinaia di morti e migliaia di feriti, tra essi le donne, i bambini e gli anziani."
- Il Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras, COPINH, ha condannato "l'invasione sionista assassina ai territori palestinesi" esigendo dall'Organizzazione delle Nazioni Unite "misure urgenti per fermare il massacro dei nazisti sionisti di Israele, contro la popolazione palestinese. Come popoli dobbiamo chiedere all'ONU che metta fine all'indifferenza e all'ipocrisia delle potenze del Nord e dei loro alleati."
- La Federazione delle Entità Argentino Palestinesi ha condannato l'aggressione israeliana e preteso "che si applichino con rigore tutte le misure e le sanzioni diplomatiche ed economiche pertinenti contro l'Israele, come recita la Carta dell'ONU, la IV Convenzione di Ginevra e tutte le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza riferite alla questione palestinese."
Gli editori delle riviste sotto menzionate hanno manifestato pubblicamente il loro più fermo e veemente ripudio dell'operazione di sterminio scatenata dello Stato di Israele contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza:
CONTRETEMPS – Francia; CRÍTICA MARXISTA – Brasile; ESTRATÉGIA INTERNACIONAL - Brasile-Francia; FORUM – Brasile; HERRAMIENTA – Argentina; HISTÓRIA E LUTA DE CLASSES – Brasile; ISKRA – Brasile; LUTAS E RESISTÊNCIAS – Brasile; LUTAS SOCIAIS – Brasile; MARGEM ESQUERDA – Brasile; MAISVALIA – Brasile; NOVOS RUMOS – Brasile; NOVOS TEMAS DE CIÊNCIAS HUMANAS – Brasile; OUTUBRO – Brasile; PRINCÍPIOS – Brasile; REVISTA SEM TERRA- Brasile; RUBRA – Portogallo; SHIFT – Portogallo; KOEYÚ LATINOAMERICANO – Venezuela.
- Decine di manifestanti hanno protestato il 3 gennaio di fronte al Consolato degli Stati Uniti a Johannesburg, Sudafrica, per respingere i barbari attacchi israeliani contro il popolo palestinese.
- In quasi tutte le principali città della Turchia hanno avuto luogo manifestazioni di protesta dal 28 di dicembre scorso, specialmente nelle vicinanze dell'ambasciata e dei consolati israeliani in quel paese.
- Di fronte all'ambasciata di Israele in San Salvador, El Salvador, si è tenuta il 6 gennaio una manifestazione di protesta, convocata dalle Comunità di Fede e Vita (COFEVI) e dal Movimento Salvadoregno per la Pace con l’obiettivo di "dire al mondo che ripudiamo il crimine che Israele sta commettendo contro il popolo palestinese di Gaza." Il reverendo Ricardo Cornejo, pastore luterano e dirigente del COFEVI, ha chiesto "come è possibile che il presidente Antonio Saca dica di avere il senso di umanità se non è capace di difendere e pronunciarsi sul massacro contro il proprio popolo, poiché egli arriva da famiglia palestinese. Se non difende il suo popolo, come difende il nostro?"
Fermiamo la criminale aggressione sionista contro il popolo palestinese!
Moltiplichiamo una intifada di solidarietà militante con la causa palestinese!
L'Avana, 9 gennaio 2009