www.resistenze.org - osservatorio - movimento antimperialista - 12-02-13 - n. 440

Lotta contro la barbarie della NATO
 
PC di Grecia (KKE) | kke.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
04/02/2013
 
Il 2 febbraio si è tenuta a Istanbul, su iniziativa del Partito Comunista di Turchia, una riunione dei Partiti comunisti contro la NATO e l'intervento militare pianificato dalla NATO in Siria, mentre il 3 febbraio c'è stato un incontro di massa sul tema "Esperienza dell'azione Anti-NATO".
 
Erano rappresentati il KKE, il Partito del Lavoro del Belgio, il Partito Comunista dei Popoli di Spagna, il Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese, il Partito Comunista Portoghese e il Consiglio Mondiale della Pace. Le posizioni del KKE riguardo la strategia della NATO sono state presentate da Elisseos Vagenas, membro del CC e Responsabile della Sezione Relazioni Internazionali del CC del KKE. Vagenas è intervenuto anche nel corso della riunione aperta sull'esperienza del KKE nella sua attività anti-NATO.
 
Nel seguito i due contributi:
 
- Gli sviluppi nella NATO e la sua strategia e la strategia del KKE nella lotta contro la NATO
 
- L'esperienza del KKE nella lotta contro la NATO
 

Gli sviluppi nella NATO e la sua strategia e la strategia del KKE nella lotta contro la NATO
 
Elisseos Vagenas (KKE) | kke.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
04/02/2013
 
Cari compagni,
 
Ringraziamo il TKP per l'organizzazione di questa importante iniziativa, qui a Istanbul, che ci da l'opportunità di discutere della nostra attività contro la NATO, in un momento in cui questa organizzazione imperialista si sta preparando per la "fase aperta" della nuova guerra imperialista in Siria.
 
Compagni,
 
Non possiamo delineare la nostra strategia contro la NATO e la sua attività, se non ci è chiara la natura della NATO e come ai nostri giorni venga formata la sua strategia.
 
Il nostro partito giudica la NATO quale un'alleanza predatoria delle classi borghesi dei paesi che la compongono. Da questo punto di vista non concordiamo con la visione delle forze opportuniste d'Europa, raccolte attorno al cosiddetto Partito della Sinistra Europea, che rappresentano la NATO come "una prigione" che gli USA hanno costruito per i paesi dell'Europa e ci invitano a rafforzare l'Unione europea, politicamente e militarmente, in modo che possa diventare un "contrappeso" alla NATO. Si tratta di una visione che stravolge completamente la realtà sia riguardo la NATO sia l'UE e dimostra la saggezza della posizione leninista che non ci può essere lotta contro l'imperialismo, senza l'acuirsi della lotta contro l'opportunismo, il quale inietta il veleno dell'ideologia borghese nel movimento operaio, proprio come sta accadendo.
 
La verità è che l'Unione europea, il cui 90% dei membri appartengono alla NATO, non può avere una natura diversa dalla NATO! La UE è un meccanismo interstatale nelle mani dei monopoli, fin dalla sua fondazione, di cui esprime l'aggressività imperialista sia all'interno dei paesi, sia in relazione alle altre potenze rivali. Allo stesso tempo l'Unione europea, pur formando una sua polizia e un suo apparato militare, mantiene un'eccellente cooperazione con la NATO, che ovviamente non è affatto una "prigione" per i monopoli europei e i loro rappresentanti. La UE è meccanismo politico-militare imperialista tra Stati, a cui partecipa la classe borghese di ogni paese in base alla sua forza (economica, politica, militare). Oggi, nel quadro della NATO gli Stati Uniti occupano il "posto d'onore", evidenziano come nel sistema imperialista e nelle sue organizzazioni si formano relazioni di interdipendenza disuguale. Tra gli Stati Uniti e l'Unione europea (o tra i paesi che ne sono membri), si può sviluppare una forte competizione e altresì possono nascere disaccordi e conflitti. Ma gli Stati Uniti e l'Unione europea trovano e troveranno sempre un "comune denominatore" quando si tratta di colpire i popoli, il movimento operaio-popolare, mentre le loro "lotte interne" riguardano la "spartizione del bottino". In nessun caso l'UE può rappresentare un contrappeso agli Stati Uniti e alla NATO, come erano stati nel passato l'URSS e il Patto di Varsavia, perché sono legate con lo stesso cemento, vale a dire la redditività del capitale e la brama di accrescere il profitto.
 
In passato, la NATO è stata la punta di diamante del capitalismo contro il mondo socialista e il movimento operaio. Dopo il rovesciamento del socialismo in URSS, il suo ruolo repressivo si è protratto e ha rafforzato il potere borghese nei suoi Stati membri. Con il "nuovo concetto strategico della NATO del 2020", adottato a Lisbona, la NATO cerca di legittimare l'intervento contro i popoli in caso di minaccia interna al potere borghese di uno degli stati membri della NATO. Inoltre, la sua attività è stata estesa a nuovi paesi. Negli ultimi due decenni abbiamo potuto vedere come agisca per formare apparati statali (di polizia e militari) nei paesi occupati (Iraq, Afghanistan) o nei paesi sotto protettorato (come il Kosovo), in modo che questi ultimi possano facilmente essere assimilati nei piani imperialisti della NATO.
 
Inoltre, vediamo che la NATO sta rafforzando le sue operazioni militari imperialiste, al di là dei propri confini, legittimata dalle Nazioni Unite e dall'OSCE (con cui ha firmato accordi di cooperazione).
 
La NATO si coordina con l'Unione europea e utilizza il cosiddetto "Partenariato per la pace", in cui sta cercando di integrare tutti i paesi disposti a collaborare.
 
Essa cerca di estendere il controllo dei mercati, in collaborazione con le altre potenze imperialiste al di fuori della NATO, presentando questo obiettivo come il contrasto a presunte "nuove minacce" (cyber-attacchi, la pirateria, l'installazione di missili balistici e armi nucleari, la "sicurezza energetica", il cambiamento climatico, l'immigrazione, l'acqua).
 
La NATO vuole garantirsi la capacità di realizzare il "primo colpo nucleare", eliminando o limitando la potenzialità di risposta, motivo ulteriore di confronto con la classe borghese russa.
 
Riteniamo che negli ultimi anni, nel quadro dell'economia capitalistica globale, la forza degli Stati Uniti e dell'Unione europea si sta riducendo, mentre le potenze emergenti, che cercano di coordinare le loro attività, stanno guadagnando terreno (Cina, Russia, India, Brasile). Ma il cosiddetto mondo "multipolare", è l'espressione della competizione tra vecchie e nuove potenze e "centri" imperialisti, che si intensifica e causa, tra l'altro, interventi militari e guerre imperialiste.
 
Un obiettivo fondamentale dei monopoli statunitensi ed europei, che riguarda la nostra regione, è l'utilizzo della NATO negli interventi militari in un ampio "arco" di paesi: dal Nord e Centro Africa al Mediterraneo orientale e il Medio Oriente, dal Golfo Persico abbracciando i Balcani, il Caucaso e il Mar Caspio, assumendo un ruolo più attivo nei piani per il controllo di importanti riserve strategiche di petrolio e di gas naturale e delle loro reti di trasporto.
 
Compagni,
 
Se teniamo in conto quanto detto, dobbiamo e possiamo tracciare una nostra strategia e definirne gli obiettivi che renderanno difficile l'attuazione dei piani della NATO, innalzando ostacoli, liberando infine i popoli dei nostri paesi dal circolo vizioso delle guerre e gli interventi imperialisti e della "pace imperialista".
 
Il KKE, che ha costantemente lottato per l'uscita della Grecia dalla NATO fin dall'epoca della sua adesione nel 1952, ha tracciato con precisione tale strategia.
 
In sintesi si possono evidenziare due assi portanti, strettamente legate tra loro: uno inerente alle basi ideologico-politiche della nostra lotta contro la NATO; l'altro relativo alle azioni e le iniziative specifiche che sviluppiamo come partito, con gli altri militanti avversi all'organizzazione imperialista della NATO.
 
Per quanto riguarda la base ideologico-politica della nostra lotta, dobbiamo entrare in conflitto con molte argomentazioni borghesi e opportuniste, che favoriscono la distorsione della realtà nella coscienza dei lavoratori e del popolo, e impongono loro di credere che la permanenza del nostro paese nella NATO è nell'interesse dei lavoratori. Per esempio la NATO viene presentata come un presunto "garante della sicurezza e dell'integrità territoriale" della Grecia. La presunta "certezza" che la Grecia non sarà coinvolta in una guerra generalizzata, ad esempio, con la Turchia o un altro paese della regione, fino a quando è nella NATO, che la partecipazione alla NATO è una "merce di scambio nelle mani della nazione", per la difesa dei cosiddetti "interessi nazionali" o che la lotta per il disimpegno dalla NATO non sia necessaria poiché la NATO a un certo punto si dissolverà da sé.
 
Il nostro partito svolge un intervento ideologico serio e sistematico, in modo da rivelare ai lavoratori la falsità e l'ipocrisia di tutte queste argomentazioni, così come una pletora di altri argomenti usati dalle forze borghesi e opportuniste nel nostro paese. I comunisti sono chiamati a rivelare ai popoli che la "nuova" NATO non diventerà migliore, né "promuoverà la sicurezza" in tutto il mondo, come sostiene la propaganda borghese. Il KKE confuta i costrutti ideologici che costituiscono un abbandono della visione leninista dell'imperialismo e della presa di posizione contro le unioni imperialiste e le organizzazioni interstatali. Costrutti che cercano di dividere la politica dall'economia, di sottovalutare il ruolo della classe borghese del paese e promuovere la questione della "dipendenza", della divisione della classe borghese in "nazionale" e "asservita agli stranieri", "produttiva" o " compradora ", ecc, seminando illusioni su alleanze con settori della classe borghese e soluzioni favorevoli al popolo nel quadro del sistema, all'interno della NATO e dell'UE.
 
Contemporaneamente il Partito svolge un ruolo di primo piano nel secondo asse di attività, sia per iniziative indipendenti e sia attraverso l'attività dei comunisti nei sindacati, soprattutto nel Fronte militante di tutti i lavoratori (PAME) e nelle organizzazioni di massa, quali il Comitato greco per la distensione internazionale e la pace (EEDYE), contro la NATO e gli interventi e le guerre imperialiste.
 
I comunisti lottano:
 
Perché le forze armate del paese non vengano utilizzate nei piani imperialisti.
 
Perché lo spazio aereo, marittimo e il territorio del paese non siano utilizzati come un trampolino di lancio per le guerre imperialiste, in particolare in questo periodo contro la Siria e l'Iran.
 
Perché le basi NATO e USA non siano utilizzate, soprattutto la base in Suda e perché vengano eliminate le armi nucleari dal paese.
 
Perché il cosiddetto scudo "antimissile" degli USA-NATO non sia installato in Europa.
 
Contro la cosiddetta spesa per la difesa, vale a dire l'acquisto di nuove attrezzature militari per le esigenze della NATO.
 
Per la cancellazione delle esercitazioni militari e di tutti gli accordi di cooperazione militare con Israele.
 
In queste condizioni, la rivendicazione dell'uscita dai piani imperialisti e il disimpegno del nostro paese, e di ogni paese, dalla NATO, può acquisire nuovo dinamismo nel quadro della lotta per il potere. Lottiamo contro la posizione ipocrita di SYRIZA, che evita la richiesta di disimpegno-ritiro della Grecia dalla NATO occultandola dietro la richiesta più generale della "dissoluzione della NATO". E' un diversivo per indurre le persone a rinunciare alla lotta per il disimpegno. L'indebolimento della NATO richiede l'indebolimento di questa alleanza attraverso l'uscita dei nostri paesi dalla NATO, come frutto della lotta dei popoli, che può essere efficacemente garantita solo dal potere della classe operaia e popolare.
 
In ogni caso, il rapporto con la NATO è un criterio di valutazione ciascun partito, della sua posizione e affidabilità verso il popolo. La lotta costante per il disimpegno, la denuncia del ruolo della NATO e dei pericoli immediati per le persone coinvolte nelle avventure e nelle guerre imperialiste e il coordinamento di questa lotta, deve essere all'ordine del giorno.
 

L'esperienza del KKE nella lotta contro la NATO
 
Elisseos Vagenas (KKE) | kke.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
04/02/2013
 
Cari compagni,
 
ringraziamo il TKP per l'organizzazione di questo incontro che ci dà la possibilità di coordinare la nostra attività contro l'organizzazione imperialista della NATO, che "spinge l'acceleratore" e prepara febbrilmente una nuova guerra imperialista, questa volta contro la Siria e l'Iran.
 
Il KKE lotta attivamente contro i piani della NATO e per il disimpegno del nostro paese da 61 anni, vale a dire dall'adesione della Grecia e della Turchia a questa organizzazione. In questi anni i comunisti in Grecia hanno partecipato a migliaia di manifestazioni contro i crimini della NATO e hanno accumulato una significativa esperienza militante.
 
Si farà riferimento ad alcuni aspetti di questa lotta:
 
Qualche settimana fa è stato reso noto che a Creta, dove è installata la grande base militare di Suda, che ha una particolare importanza per le guerre in Medio Oriente, nei Balcani, nel Mediterraneo orientale e in Africa, le forze della NATO hanno deciso di donare a una scuola un piccolo frigorifero, due stampanti e della carta per stampare. Il KKE, il Comitato greco per la distensione internazionale e la pace (EEDYE), il Fronte militante di tutti i lavoratori (PAME) hanno reagito immediatamente. La dichiarazione del comparto insegnanti del PAME sottolinea che: "Quelli che hanno le mani grondanti del sangue dei popoli della Jugoslavia, dell'Iraq, dell'Afghanistan, della Palestina, della Libia, quelli che stanno preparando un nuovo crimine in Siria, sono lupi che si presentano in veste di agnello, come "salvatori" dell'educazione, delle nostre scuole, dei nostri studenti. I loro sporchi regali sono stati estorti a persone uccise, bambini assassinati".
 
Contemporaneamente, la Gioventù Comunista di Grecia (KNE) sta lottando contro i programmi di ricerca organizzati nelle università greche dalla NATO, con lo slogan "Fuori la NATO dalle università". Le forze della KNE hanno impedito la realizzazione di seminari della NATO nel nostro paese con mobilitazioni di massa.
 
Il KKE è in prima linea nella lotta all'imperialismo, oggi contro i tentativi di intervento imperialista in Siria, come ieri nel caso della guerra in Libia, in Jugoslavia, in Iraq e in Afghanistan e in passato in Vietnam e Corea. Si è opposto all'ingerenza e alle guerre imperialiste con migliaia di dichiarazioni, proteste, manifestazioni, in Parlamento e nelle manifestazioni di massa davanti all'ambasciata americana. I comunisti hanno risvegliato il popolo soprattutto nella guerra contro la Jugoslavia, in cui la NATO ha utilizzato i territori del nostro paese contro un paese vicino. I comunisti hanno preso l'iniziativa e hanno bloccato le truppe della NATO, i loro treni e ritardato quanto più potevano la loro attività omicida. L'azione dei militanti antimperialisti di Salonicco passerà alla storia della lotta antimperialista: hanno confuso la segnaletica stradale e di conseguenza il convoglio militare della NATO non è arrivato alle frontiere, ma ... al mercato ortofrutticolo locale.
 
Naturalmente, anche in questo caso, le mobilitazioni hanno ritardato la guerra, ma non hanno potuto impedirla. Tuttavia, la cosa più importante per noi è che queste azioni anti-NATO hanno impedito che le operazioni degli imperialisti fossero legittimate alla coscienza del popolo, hanno dato voce alla condanna della borghesia greca per la partecipazione in questi crimini. Questo è particolarmente importante perché ci prepara a uno scontro inevitabile e totale con l'organizzazione imperialista della NATO, uno scontro con gli altri meccanismi repressivi borghesi e, naturalmente, con il potere che difendono!
 
Queste attività di massa hanno contribuito e contribuiscono a denunciare le argomentazioni utilizzate dagli imperialisti per convincere i cittadini della necessità di sostenere la guerra, come l'invocazione alla "patria", ai suoi "interessi". Vi rammento alcune argomentazioni:
 
"Per fermare la pulizia etnica" e per presunti "motivi umanitari", (così hanno spiegato la guerra contro la Jugoslavia);
 
"Contro il terrorismo" e "per consentire alle donne di abbandonare il burqa" (questo è quanto ci hanno detto nella guerra in Afghanistan);
 
"Per impedire l'uso delle armi di distruzione di massa" (nella guerra contro l'Iraq);
 
"per sostenere la primavera araba" (per la Libia, e ora per i sanguinosi sviluppi in Siria).
 
Queste sono le ragioni dei governi borghesi e dei media, della NATO e dell'UE, riprese in gran parte da varie forze della "sinistra", vale a dire dalle forze opportuniste che mostrano così "indulgenza" per i crimini imperialisti.
 
In tutti questi casi, il KKE ha rifiutato decisamente di accettare i pretesti degli imperialisti. Ha chiesto ai lavoratori e ai giovani di non abboccare all'amo che i parassiti e i capitalisti gettano per trascinarli in nuove guerre imperialiste. Il KKE ha invitato i comunisti, i membri della KNE, ogni militante coerente e antimperialista a contribuire a confutare gli argomenti diffusi dagli imperialisti e dissolvere la paura, rivelando le vere cause della guerra e le difficoltà del sistema capitalistico nella sua fase imperialista, con il fine di rafforzare la lotta ideologica-politica e la lotta di massa per il rovesciamento del regime di sfruttamento.
 
E oggi nel caso della Siria, invitiamo il popolo greco a chiedersi: è possibile che la monarchia, i principi sauditi e i vari emirati abbiano a cuore i diritti democratici dei siriani? E' possibile che gli imperialisti americani ed europei, che hanno massacrato così tante persone, agognino il presunto "ripristino della democrazia" in Siria?
 
Naturalmente, gli eventi che si svolgono in Siria hanno radici all'interno del paese, nei problemi economici, sociali e politici che la classe operaia e gli altri strati popolari stanno vivendo. Tuttavia, simultaneamente c'è l'ingerenza imperialista negli affari interni della Siria da parte di Stati Uniti, UE, NATO, Israele, Turchia, Qatar, Arabia Saudita.
 
Era evidente da subito che gli Stati Uniti, l'Unione europea e Israele erano interessati alla destabilizzazione e all'indebolimento del regime borghese siriano, che, secondo gli sviluppi, si oppone alle posizioni e ai piani imperialisti nella regione ed è un alleato delle forze in Palestina, Libano, ecc, in conflitto con gli Stati Uniti, la NATO e Israele. Non dobbiamo dimenticare che oggi territori siriani sono sotto occupazione straniera (israeliana)!
 
L'indebolimento di questo regime, o anche il suo rovesciamento, è collegato agli sforzi degli Stati Uniti e dell'Unione europea di impedire alle economie capitalistiche emergenti, Cina e Russia, di intrattenere stretti rapporti con l'Iran e la Siria. Questo intervento potrebbe accrescere l'appetito imperialista e portare all'attacco dell'Iran, con il pretesto del suo programma nucleare. Può anche portare a un nuovo smembramento degli stati della regione e a un effetto domino di destabilizzazione e sangue, con nuove guerre e interventi imperialisti.
 
In queste condizioni il nostro Partito concentra la sua attenzione sull'elemento più importante, che in questo periodo è la guerra imperialista o interventi analoghi nella regione, in vero con la partecipazione del nostro paese. La nostra opposizione all'intervento imperialista in atto in Siria o per un attacco simile contro l'Iran non significa rinunciare a un atteggiamento critico verso i regimi borghesi di questi paesi. Gli sviluppi in Siria riguardano il suo popolo. Sono i siriani che hanno la responsabilità di decidere del corso del loro paese.
 
Cari compagni,
 
Il KKE cerca di demolire le gabbie ideologiche che la classe borghese promuove in Grecia sulla NATO, ad esempio che la NATO e l'Unione europea contribuiscano alla sicurezza, alla pace, alla prevenzione dei conflitto militare con la Turchia garantendo alla Grecia un "forte vantaggio nei negoziati" per le cosiddette "questioni nazionali" mutuato dalla sua adesione alla NATO-UE.
 
Il KKE rigetta in maniera motivata le argomentazioni di cui sopra e dimostra che la NATO e l'UE non sono un "rifugio sicuro" per gli interessi popolari, lo sono per la plutocrazia che cerca di salvaguardare la redditività del capitale nazionale attraverso l'adesione della paese a queste unioni imperialiste. La NATO e l'Unione europea sono in realtà la fonte delle contraddizioni imperialiste, degli interventi, delle guerre e dello spargimento di sangue non solo per il popolo greco, ma anche per gli altri popoli.
 
In realtà gli sviluppi nel Sud-Est del Mediterraneo sono profondi, esplosivi e formano una situazione molto pericolosa, gravida di conseguenze per la vita dei lavoratori che pone ancora più insistentemente il rapporto capitalismo-crisi-guerra.
 
Sono le persone che possono e devono porre fine a questa barbarie! Devono lottare per il disimpegno dei nostri paesi dai piani imperialisti, dalla guerra imperialista, da ogni unione imperialista: cosa che solo il potere operaio può garantire. Oggi, dopo due guerre mondiali e decine di guerre imperialiste locali e regionali, la risposta dei popoli al dilemma "socialismo o barbarie", emerso per la prima volta alla vigilia della prima guerra mondiale, deve essere inequivocabile: socialismo!
 
In tal senso il nostro Partito elogia l'attività dei comunisti in Turchia contro la NATO ed è pronto a contribuire e coordinare la sua azione con il TKP, con gli altri partiti comunisti e operai, con tutte le forze antimperialiste coerenti.
 
 

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