Mosca - Pechino – Delhi: Una missione di pace
di Aleksandr Drabkin
“Pravda” 28 novembre 2002
giornale del Partito Comunista della Federazione Russa
Il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin è in procinto
di effettuare, dall’1 al 3 dicembre, una visita ufficiale in Cina e in India,
nel corso della quale dovrebbero essere firmati alcuni importanti protocolli,
il cui contenuto non è stato ancora reso noto.
Sulle
implicazioni politiche dell’importante avvenimento, che, significativamente, si
svolge all’indomani del vertice NATO di Praga, si sofferma una delle più
autorevoli firme della “Pravda”, organo ufficiale del PCFR, Aleksandr Drabkin.
L’attenzione dedicata all’ultima iniziativa internazionale di Putin e gli
accenti positivi in merito agli obiettivi che la caratterizzerebbero, appaiono
tanto più significativi, nel momento in cui assistiamo ad una fase di scontro
aperto tra i comunisti e lo schieramento di governo della Federazione Russa.
M.G.
Secondo gli organi di informazione cinesi, il presidente Putin spera che la sua
imminente visita in Cina sarà in grado di dare ulteriore impulso allo sviluppo
dei rapporti bilaterali, dopo il cambiamento della direzione politica a
Pechino. Durante l’incontro, svoltosi a Mosca, con il ministro degli esteri
cinese, il presidente russo ha sottolineato che la Russia ha seguito con grande
attenzione lo svolgimento del XVI congresso del Partito Comunista Cinese, in
cui è stata eletta la nuova direzione e il suo segretario generale Hu Jintao.
A sua volta, il ministro cinese ha fatto notare che la Cina continuerà a
sviluppare relazioni amichevoli di collaborazione strategica con la Russia.
Egli ha affermato che Pechino attribuisce un grande significato alla visita del
presidente Putin. I leader cinesi sono convinti che la visita contribuirà a
sviluppare ulteriormente i legami bilaterali.
Gli osservatori riservano la loro attenzione al fatto che la visita del
presidente russo a Pechino avviene immediatamente dopo il vertice praghese
della NATO, al quale Putin ha significativamente rifiutato di partecipare,
volendo così sottolineare che la Russia non gradisce l’avvicinamento
dell’Alleanza Atlantica alle sue frontiere. Inoltre, nello stesso tempo in cui
i capi dei paesi NATO e degli stati-candidati all’ingresso in questa
organizzazione erano riuniti a Praga, a Mosca si svolgeva un incontro, a
livello dei ministri degli esteri, dell’ “Organizzazione di Shanghai”, di cui
fanno parte Russia, Cina, Kazachstan, Kirghisia, Tagikistan e Uzbekistan. I
partecipanti si sono pronunciati per la creazione di un sistema globale di
contrapposizione alle attuali sfide e minacce.
In tal modo, alla politica dei blocchi Mosca e Pechino contrappongono la
politica della sicurezza globale. E’ evidente che il tema riceverà ulteriore
impulso nel corso degli incontri pechinesi del presidente Putin.
E’ del tutto chiaro che anche la visita del presidente russo a Delhi avrà un
significato globale. La “grande trojka” – Russia, Cina, India – non ha alcuna
intenzione di stare alla finestra, al contrario di quanto sostengono alcuni
osservatori. Questi paesi, in cui vive il 40% della popolazione terrestre,
dimostrano con coerenza il loro attaccamento ai principi della coesistenza
pacifica.
Alla metà del XXI secolo la Cina conquisterà il primo o il secondo posto al
mondo per potenza economica, mentre l’India potrebbe piazzarsi al quarto. E
sebbene la Russia stia oggi perdendo terreno nei confronti dei suoi grandi
vicini, il suo “fiore all’occhiello” continua ad essere rappresentato dalle
tecnologie avanzate e dai quadri altamente qualificati, ereditati dall’URSS.
Così, se il presidente russo sarà in grado di trovare la strada che porta
all’unità delle tre grandi potenze, nessuno riuscirà ad annientare la pace sul
nostro pianeta.
Traduzione dal russo
di Mauro
Gemma