La macchina da guerra americana si avvicina inesorabilmente alle frontiere della Russia
di Nikolay Ivanov
www.strana.ru - 26 febbraio 2003
Poco più di un mese fa, alla vigilia dell’aggressione
americana all’Iraq, il sito russo “Strana.ru”, che ufficiosamente riflette gli
umori degli ambienti vicini all’amministrazione presidenziale, ha pubblicato un
interessante articolo sull’espansione USA verso est, di cui abbiamo tradotto le
parti più significative. Non sfuggirà al lettore il fatto che ben due basi
militari americane sono in fase di installazione a ridosso dei confini con la
Bielorussia antimperialista, considerata da tempo uno dei prossimi possibili
obiettivi della “guerra preventiva”, contro cui da alcuni mesi sono state
avviate forme di boicottaggio da parte di USA e Unione Europea, a cui si
associa una massiccia campagna propagandistica mediatica (finalizzata alla
costruzione del teorema di un nuovo “mostro”, nella persona del suo presidente
Aleksandr Lukashenko, democraticamente eletto dal suo popolo, definito dal
Dipartimento di Stato USA il “Fidel Castro europeo”), che, ci auguriamo, non
verrà assecondata – cadendo così in quella trappola propagandistica, per la
quale le amministrazioni USA hanno speso, negli ultimi anni, diversi miliardi
di dollari, che ha sempre assicurato una parvenza di “legittimità” a tutte le
precedenti aggressioni, con un sostanziale indebolimento della solidarietà nei
confronti delle parti aggredite – anche da una parte del movimento della pace.
M.G.
Stando alle dichiarazioni del segretario alla difesa USA Donald
Rumsfeld, alcune basi militari americane, dislocate sul territorio tedesco,
verranno trasferite in tempi brevi in Polonia…Secondo quanto affermano i media
polacchi, in base a informazioni avute da fonti del ministero della difesa di
quel paese, a breve in Polonia potrebbero essere velocemente installate quattro
basi americane, di cui tre dell’aeronautica militare.
Da Francoforte sul Meno si progetta di trasferire nella città di Bielsk
Podalski la più grande base aerea americana in Europa. Se si dà uno sguardo alla carta geografica, si nota
che Bielsk Podalski è situata a circa 30 chilometri dalla città bielorussa di
Brest. Poco prima della frontiera con la Bielorussia, nella città di Minsk
Mazoviecki, sarà creata una seconda base aerea. Vi saranno collocati gli
aeroplani trasferiti da basi USA tedesche. La terza base aerea americana verrà
collocata in Polonia centrale(la
sottolineatura è del traduttore).
Il Pentagono ha pianificato l’installazione di una quarta base per le
truppe di terra, nel sud-ovest del paese…
I ministri della difesa e degli esteri della Polonia, a cui i giornalisti hanno
ripetutamente chiesto chiarimenti sui piani USA, avevano affermato che “non è
stata avviata alcuna trattativa sul tema dell’installazione di basi americane
sul territorio polacco” e avevano invitato la stampa a non fare speculazioni
sull’argomento. Ma, secondo quanto risulta da fonti attendibili a “Strana.ru”,
trattative segrete tra Washington e la Polonia sono in corso ormai da lungo
tempo. Il rifiuto della Repubblica Federale Tedesca di sostenere gli USA nei
bombardamenti sull’Iraq, è diventato così il comodo pretesto per rendere noti
questi piani.
Il ministro della difesa polacco, che in precedenza si era categoricamente
rifiutato di trattare tale tema con i rappresentanti della stampa, è
intervenuto, sostenendo la disponibilità a sostenere la decisione
dell’amministrazione americana. Rispondendo alle domande del settimanale
“Vprost”, ha letteralmente affermato: “…sostengo con decisione i piani relativi
all’installazione in Polonia di basi americane. In tal modo verrà
significativamente rafforzata la sicurezza del paese”.
Dopo tale dichiarazione del ministro e le decisioni prese dagli USA, sorgono
molte domande.
Chi minaccia la Polonia? Forse i terroristi Maskhadov e Basajev, a cui viene
data la possibilità di operare apertamente sul suo territorio (anche questo fatto aiuta a comprendere a
chi tornino vantaggiosi i secessionisti ceceni, e perché, con una decisione che
sembra invece aver stupito qualcuno, essi abbiano esplicitamente sostenuto
l’aggressione USA all’Iraq, nota del traduttore)? E allora perché l’aviazione americana non dovrebbe colpire
Varsavia e Cracovia, dove, con il sostegno delle autorità polacche agiscono i
centri di “intelligence” dei separatisti ceceni?
Ma se i separatisti ceceni non c’entrano, qual è la ragione di questi piani? Se
si considera la destinazione degli aerei da combattimento USA, che dovrebbero
trasferirsi dalla Germania negli aeroporti polacchi, e delle loro
caratteristiche tecniche, c’è da osservare che sono dotati anche di armamento
offensivo. E che sono in grado di trasportare cariche nucleari, spingendosi
addirittura fino agli Urali. Di conseguenza, seguendo la logica del ministro
della difesa polacco, si deduce evidentemente che il nemico numero uno della
Polonia può essere solo la Russia.
Allora, come considerare, in questo momento, le assicurazioni date alla Russia
dagli USA e dai loro alleati della NATO, quando si profilava l’allargamento
dell’alleanza ad est, secondo cui nessun soldato, nessun carro armato, nessun
aereo del Patto nord-atlantico sarebbe stato collocato sul territorio di un
paese dell’ex Patto di Varsavia, oppure negli stati della regione baltica?
Ebbene, ora la Polonia è membro della NATO. Ne consegue che, per l’alleanza, la
Russia è tornata ad essere un nemico. Che dire, allora, del Consiglio
Russia-NATO, alla cui costituzione fu affermato che la sua attività “si
svilupperà sulla base del rispetto incondizionato delle norme del diritto
internazionale, compresa la Carta dell’ONU, ed anche degli obblighi derivanti
dagli atti conclusivi di Helsinki e dagli altri documenti normativi dell’OSCE”?
Certamente la decisione unilaterale di installare proprie basi nel territorio
della Polonia mette in dubbio la necessità del funzionamento di tale organismo.
Dov’è, dunque, la collaborazione paritaria, sulla base dell’elaborazione e
dell’assunzione di decisioni comuni che rispondano agli interessi nazionali di
tutti i membri del Consiglio Russia-NATO?
A cosa potrà portare la politica bellicista dell’attuale amministrazione di
Washington, che persino noti esponenti delle forze armate USA hanno definito
composta di “falchi”?…
Traduzione dal russo
di Mauro Gemma