I Comunisti indiani e il rafforzamento dei rapporti tra India e Cina
I due partiti comunisti indiani hanno preso posizione in merito ai recenti
importanti accordi stipulati tra India e Cina, che prevedono, tra l’altro,
l’impegno da parte del governo di Delhi a interrompere ogni forma di sostegno
alle attività anticinesi dell’opposizione tibetana. Il contenzioso sulle
frontiere e sul Tibet, come è noto, nel 1962 sfociò addirittura in una guerra
tra le grandi potenze asiatiche.
Proponiamo la traduzione di due
documenti.
Innanzitutto, l’editoriale apparso nel settimanale del Partito Comunista
dell’India (Marxista) il 29 giugno 2003. Il secondo documento è rappresentato
dal comunicato stampa rilasciato dal Segretariato Centrale del Partito
Comunista dell’India.
“I
legami tra India e Cina si intensificano”
“People’s Democracy” 29 giugno 2003 - www.solidnet.org
La visita del Primo Ministro Vajpayee in Cina, il primo in un decennio
compiuto da un capo del governo indiano, ha avuto l’effetto di rafforzare in
misura rilevante i legami tra i due giganti asiatici. Per la prima volta i due
paesi hanno firmato una dichiarazione congiunta. Sono stati siglati nove
accordi riguardanti gli scambi di frontiera, le restrizioni sui visti, la
cooperazione in campo giudiziario, l’istituzione di centri culturali e la
cooperazione nel settore delle risorse di energia rinnovabile. La dichiarazione
congiunta sui principi alla base delle relazioni e della cooperazione assume il
significato di un’importante tappa nei rapporti tra i due paesi.
La dichiarazione congiunta delinea i contorni dell’amicizia e della
cooperazione, che saranno in grado di promuovere lo sviluppo socio-economico di
entrambi i paesi; di mantenere la pace e la stabilità regionalmente e
globalmente; di rafforzare il multilateralismo a livello internazionale e ad
accrescere le caratteristiche positive della globalizzazione. La dichiarazione
stabilisce che gli interessi comuni delle due parti hanno un peso maggiore
delle loro differenze. I due paesi non costituiscono una minaccia uno per
l’altro. Ciò dovrebbe contribuire a far piazza pulita dell’opinione, secondo
cui la Cina sarebbe una minaccia per la sicurezza dell’India. Per contribuire
alla risoluzione della disputa sulle frontiere, le due parti hanno deciso di
nominare una speciale commissione che definisca le prospettive politiche di una
relazione bilaterale globale, per arrivare a un regolamento definitivo. A tale
incarico sono stati designati Brijesh Mishra, primo segretario del Premier
indiano e Dai Bingguo, viceministro degli affari esteri cinese.
Le discussioni tra il Primo Ministro indiano e la leadership cinese,
rappresentata dal Premier Wen Jiabao, dal Presidente Hu Jintao e dal Presidente
della Commissione Militare Centrale Jiang Zemin e da altri leader hanno
evidenziato la determinazione delle due parti a perseverare nel rafforzamento
delle relazioni e della cooperazione. L’accordo sul traffico di frontiera
attraverso il valico di Nathula, nel Sikkim, è un passo in questa direzione.
Mentre l’India ha sempre sostenuto che il Tibet rappresenta una parte della
Repubblica Popolare Cinese, l’asserzione contenuta nella dichiarazione
congiunta che l’India non permetterà che tibetani si impegnino in attività
politiche anticinesi sul suo territorio, potrebbe contribuire a chiarire ogni
malinteso su tale materia. Anche l’accettazione da parte della Cina del
traffico di frontiera attraverso il Sikkim è un riconoscimento delle
rivendicazioni dell’India sul Sikkim.
Il risultato più promettente della visita è rappresentato dalle prospettive di
cooperazione economica. Lo scorso anno gli scambi tra India e Cina sono
cresciuti, fino a raggiungere i 5 bilioni di dollari e solo nel primo
quadrimestre di quest’anno l’interscambio è cresciuto del 70%. Sebbene la base
di partenza della crescita fosse abbastanza ridotta, essa comunque mostra il
potenziale di cui i due paesi beneficerebbero per la complementarità esistente
tra le due economie. A tal proposito, la visita di Vajpayee ha permesso di
allestire un gruppo di studio misto, formato da economisti e personalità
ufficiali, per individuare nuove aree di cooperazione economica.
Nel contesto dell’attuale situazione mondiale, di fronte alla crescente
aggressività e all’unilateralismo degli Stati Uniti, nella loro aspirazione
all’egemonia globale, il rafforzamento dei legami tra India e Cina è
estremamente importante. Sarà nell’interesse dell’India consolidare gli impegni
presi durante la visita di Vajpayee. Ma a tal fine, il governo diretto dal BJP
deve desistere da un approccio unilaterale proamericano. Dovrebbe convincersi
che gli interessi dell’India sono riposti nello sviluppo di un mondo
multipolare e che, per ottenere ciò, la cooperazione crescente e la reciproca
comprensione tra India e Cina costituiscono un elemento importante.
“In merito alla
dichiarazione congiunta tra India e Cina”
New Delhi
25 giugno 2003 - www.solidnet.org
Il Segretariato Centrale del Partito Comunista dell’India ha rilasciato il
seguente comunicato stampa
Il Segretariato Centrale del Partito Comunista dell’India accoglie con favore
il contenuto della Dichiarazione Congiunta dei primi ministri di India e Cina,
che delinea i principi guida per l’ulteriore sviluppo delle relazioni
bilaterali e alcune misure concrete per accrescere le relazioni commerciali, in
particolare gli scambi frontalieri.
Il Partito Comunista dell’India è sempre stato dell’opinione che l’ostilità tra
i due grandi vicini non abbia mai avuto giustificazioni. La Dichiarazione
Congiunta ha giustamente riconosciuto ciò e la visita di Vajpayee in Cina ha
dato impulso al processo di normalizzazione delle relazioni. Indipendentemente
dal sistema sociale e dai governi, le buone relazioni di vicinato tra India e
Cina apriranno la strada al consolidamento della pace e della stabilità nella
regione. Ed apriranno nuove opportunità per lo sviluppo e per una stretta
cooperazione economica tra i paesi dell’Asia ed anche per l’intero mondo in via
di sviluppo.
L’enfasi data al coordinamento dell’attività nel WTO e negli altri consessi
internazionali creerà un’atmosfera favorevole a un mondo multipolare.
NOSTRA TRADUZIONE