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L’America ha richiamato all’ordine l’Ucraina


di Aleksandra Samarina
“Nezavisimaja Gazeta” del 19 settembre 2003

Si propone la traduzione di un’interessante notizia apparsa nell’autorevole quotidiano liberale russo

Ieri mattina a Jalta si sono riuniti i ministri degli affari esteri di Ucraina, Azerbaigian, Bielorussia, Armenia, Georgia, Turkmenistan, Moldavia, Kazakhstan, Russia, Kirghisia, Tagikistan e Uzbekistan e il segretario esecutivo della CSI Jurij Jarov.
E’ stata affrontata la questione all’ordine del giorno del vertice: la formazione di uno “Spazio economico unico” (SEU) tra Mosca, Kiev, Minsk e Astana (capitale del Kazakhstan, nota del traduttore). Il progetto che scaturisce dall’accordo sarà sottoposto alla firma dei presidenti. Il SEU prevede la garanzia della libera circolazione di merci, servizi, capitali e forza lavoro, e l’adozione di un unico commercio estero e di una politica fiscale, monetario-creditizia e valutario-finanziaria concordata.

Quale presidente del Consiglio dei ministri degli affari esteri dei paesi della CSI è stato eletto all’unanimità il ministro degli esteri dell’Ucraina Konstantin Grischenko, il quale ha dichiarato di ritenere il nuovo incarico di  “particolare responsabilità” per il rafforzamento dell’atmosfera di fiducia e rispetto reciproci tra gli stati. In ogni caso, il diplomatico ucraino ha voluto rimarcare le priorità della politica estera del suo paese: “per l’Ucraina non si presentano alternative all’integrazione europea”. Ed ha aggiunto di non considerare questo in contraddizione con le decisioni del vertice: “la controparte ucraina auspica che gli standard europei diventino un metro di paragone per la CSI, in grado di aiutare tutti i paesi-membri ad ottenere una crescita economica stabile, ad occupare il posto a loro confacente nel mondo e a garantire ai loro popoli una vita dignitosa”.

Contemporaneamente alla riunione di Jalta, si svolgeva una conferenza-stampa dell’ambasciatore USA a Kiev John Cherbst, che ha dichiarato che l’ingresso dell’Ucraina nello “Spazio economico unico” con Russia, Bielorussia e Kazakhstan non corrisponde certo ai suoi interessi: “Naturalmente è il governo dell’Ucraina che deve decidere quali passi intraprendere per entrare nel SEU. Ma io penso che occorrerebbe esaminare attentamente le conseguenze di simili passi: corrispondono forse all’aspirazione dell’Ucraina ad integrarsi nell’alleanza euroatlantica? E’ nell’interesse dell’Ucraina non complicare le cose in questo processo di integrazione. Gli USA appoggiano in pieno l’aspirazione dell’Ucraina a diventare membro della comunità euroatlantica e ad unirsi alla comunità economica mondiale. Noi collaboriamo strettamente con il governo dell’Ucraina, per facilitare il suo ingresso nel WTO (osteggiato dalla Russia, nota del traduttore)”.

E’ indicativo che, ancora mercoledì scorso, alla vigilia del vertice, il governo dell’Ucraina abbia approvato i progetti relativi alle linee guida dell’accordo in merito alla creazione dello “Spazio economico unico” con la clausola che l’Ucraina è disposta ad aderire solo a quella parte di accordo, la cui realizzazione non entrerà in contraddizione con la Costituzione e con i trattati internazionali sottoscritti dal paese.

Traduzione dal russo di Mauro Gemma