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Reuters, 27 aprile 2006

 

La Cina cerca una "partnership strategica" con l'Africa

 

Tom Ashby

 

ABUJA (Reuters) – La Cina aspira ad una "cooperazione strategica" con l'Africa. Lo ha detto il Presidente Hu Jintao, cercando di caricare di una nuova dimensione politica il fiorente idillio economico.


In un discorso ai legislatori Nigeriani, Hu ha sottolineato il rispetto della Cina per "l'indipendenza e la sovranità" africana, cosa, a detta degli analisti, in contrasto con la diplomazia intenzionale interventista degli Stati Uniti sotto George W. Bush.


"..per rafforzare la reciproca fiducia politica" ha detto Hu, in veste di uomo d’affari, ad una folta assemblea nella capitale nigeriana "vorrei proporre di cogliere l'occasione e... sforzarci di creare un nuovo tipo di cooperazione strategica tra la Cina e l'Africa".

Hu ha fatto la proposta durante una visita di stato di due giorni alla nazione dell'Africa maggior produttrice di petrolio e più popolosa, ultima tappa di un giro del mondo che ha incluso Stati Uniti, Arabia Saudita, Marocco e Kenya.


Gli analisti hanno detto che l’offerta di Hu di un'alternativa all’imperiosa politica estera degli Stati Uniti e alla "Guerra al Terrore", sarebbe accolta favorevolmente dai leader africani.


L’ex ministro degli Esteri Bola Akinyemi ha detto "La Cina sta dicendo di voler costruire un nuovo ordine del mondo basato sul consenso e la tolleranza, non sullo scontro di civiltà. 

Questo avrà certamente risonanza in Africa, dove abbiamo 900 anni di coesistenza tra cristianesimo, Islam e religioni tradizionali."


Rapida espansione degli affari


La rinnovata spinta diplomatica della Cina nel continente più povero del mondo ricorda gli anni ’50 e ‘60, quando gli inviati del Presidente Mao costituirono solidarietà antimperialista con i leader dell’indipendenza dell'Africa.

 
Ma la recente campagna si fonda su un’espansione di affari senza precedenti, guidata dalla crescente fame di materie prime della Cina- in particolare di petrolio- per alimentare un'economia di mercato che cresce circa del 9% all’anno.


Nel 2004 le esportazioni cinesi in Africa hanno raggiunto $13.8 miliardi, il 36% in più rispetto all'anno precedente, mentre le importazioni- soprattutto di materie prime-  salgono l’81%, a $15.65 miliardi.


Le importazioni cinesi in Africa hanno reso del tutto inutili le industrie a bassa tecnologia, come quelle tessili ma Hu ha cercato di sottolineare le potenzialità di una cooperazione basata sulla ‘conoscenza’, nel produrre manufatti con abilità e valore aggiunto.


"L’Africa ha ricche risorse ed è un mercato potenziale. La Cina dispone di utile esperienza e della capacità tecnica pratica che ha acquisito nel corso della modernizzazione. La cooperazione tra Africa e Cina ha ampie prospettive." ha detto Hu.

 
In uno dei sette contratti firmati mercoledì, la Nigeria ha sottoscritto la concessione alla Cina di quattro licenze di esplorazione di petrolio, in cambio di un impegno ad investire in Nigeria circa $4 miliardi in raffinerie e generatori di energia. Hu ha anche approvato $500 milioni di esportazioni a credito, a titolo di concessione alla Nigeria.


I prezzi crescenti del petrolio nel mondo, che la scorsa settimana hanno raggiunto il record $75, hanno alimentato l’intensa competizione tra Asia e Occidente per l’accesso a nuove riserve.


La Cina ed altri paesi asiatici hanno strappato alle multinazionali occidentali delle concessioni preziose, offrendo prestiti agevoli o combinando contratti petroliferi con investimenti non petroliferi.


Anche nel Sudan, che è minacciato da sanzioni dalle Nazioni Unite per quello che gli Stati Uniti hanno chiamato genocidio in Darfur, la diplomazia cinese si è assicurata cospicui diritti petroliferi

 

A novembre, ad un vertice sino-africano in Cina, Hu ha detto di voler sviluppare un piano d’azione per sviluppare ulteriori relazioni nei prossimi tre anni.

 

Traduzione dall’inglese Bf