www.resistenze.org - osservatorio - mondo multipolare - 01-12-06
Da: www.pd.cpim.org
http://www.pd.cpim.org/2006/1126/11262006_edit.htm
Successo della visita di Hu Jintao in India
Editoriale di “People’s Democracy”, settimanale del Partito Comunista dell’India (Marxista)
26 novembre 2006
Il successo della visita del presidente della Repubblica Popolare Cinese e segretario generale del Partito Comunista Cinese, compagno Hu Jintao, è riscontrabile nella dichiarazione congiunta tra India e Cina. E dai tredici accordi firmati nel corso della visita. A parte ciò, i colloqui, secondo quanto riferiscono le fonti ufficiali si sono concentrati su una serie di questioni cruciali. Nello stesso momento in cui si asserisce che trovare al più presto un accordo sui confini rappresenta una questione strategica, entrambi i paesi manifestano l’intenzione di promuovere la cooperazione nel settore dell’energia nucleare. I lettori ricordano che quando l’India si è trovata ad aver bisogno di combustibile nucleare per il suo impianto di Tarapur, la Cina ha fatto fronte alle sue necessità.
La dichiarazione riflette l’attuale disposizione delle leadership di entrambi i paesi a condividere il fatto che “esistono luminose prospettive per il comune (di India e Cina) sviluppo, che i due paesi non sono rivali o concorrenti, ma partners che operano per il reciproco beneficio”. La dichiarazione si propone di aumentare il commercio bilaterale fino a 40 miliardi di dollari entro il 2010, cercando di portare le relazioni India-Cina ad un livello qualitativamente nuovo e a consolidare e rafforzare ulteriormente la partnership strategica e nell’ambito della cooperazione.
La dichiarazione impegna entrambi i paesi a proseguire una strategia articolata in dieci punti, rappresentati da: (a) lo sviluppo complessivo delle relazioni bilaterali; altri consolati saranno aperti a Calcutta e a Guangzhou (Canton); sono stati programmati incontri regolari a livello di vertice e l’aumento del numero degli scambi di delegazioni a tutti i livelli. (b) Il rafforzamento dei legami istituzionali e dei meccanismi di dialogo tra i governi, i ministri e i dipartimenti. (c) Il consolidamento degli scambi commerciali ed economici. Una task force mista, allestita per studiare la fattibilità e i vantaggi dell’accordo per il commercio regionale India-Cina, completerà il suo lavoro entro l’ottobre 2007. (d) L’espansione della più vasta cooperazione reciprocamente vantaggiosa. Ciò dovrebbe includere tutte le aree del commercio, dell’industria, del finanziamento al settore petrolifero e del gas naturale, delle tecnologie informatiche e della comunicazione, dell’agricoltura, ecc. Un importante progresso si registra nella cooperazione tra le due rive di fiumi, come il Brahmaputra e il Sutlej. (e) Lo stimolo alla fiducia reciproca attraverso la cooperazione nel settore della difesa. (f) La ricerca di un rapido regolamento dei problemi in sospeso. L’elemento centrale è rappresentato dalla questione dei confini. In attesa della soluzione, la dichiarazione afferma che “entrambe le parti assicureranno la pace e la tranquillità nella zona di confine nel rispetto degli accordi del 1993, 1996 e 2005”. (g) La promozione delle comunicazioni e della cooperazione transfrontaliere. Oltre ad assicurare maggiori facilitazioni ai pellegrini indiani che si recano a Kailash Mansarovar, entrambe le parti hanno convenuto di esplorare la possibilità di aprire una nuova strada. La costruzione di altre vie di comunicazione per il commercio di confine verrà valutata, contestualmente al potenziamento dei flussi commerciali attraverso il Passo Nathula. (h) L’incremento della cooperazione nella scienza e nella tecnologia. Entrambe le parti si sono dichiarate d’accordo nell’avviare progetti comuni in settori come l’ingegneria antisismica, i cambiamenti climatici e le previsioni meteorologiche; la nanotecnologia e la biotecnologia, con una preferenza per il bio-nano. (i) La rivitalizzazione dei legami culturali tra i due popoli. La riscoperta degli antichi legami storici, attraverso una loro contestualizzazione, il completamento del memoriale del Xuanzang (Hsuen Tsang) a Nalanda e la costruzione di un tempio in stile buddista indiano a Luoyang. La Cina ha dichiarato la sua volontà di cooperare al rilancio di Nalanda quale grande centro culturale con la creazione di un’università internazionale. Entrambi i paesi hanno dichiarato la loro intenzione di rafforzare i legami di cooperazione tra gli Stati indiani e le Province cinesi. (j) L’espansione della cooperazione a livello regionale e internazionale. Prendendo atto che con l’attuale livello di relazioni India-Cina, la partnership tra i due paesi va oltre l’ambito delle relazioni bilaterali per esercitare un’influenza sul futuro della regione e più in generale del mondo, nella dichiarazione si afferma che “essendo India e Cina due grandi paesi nell’ordine globale multipolare emergente, il loro simultaneo sviluppo avrà una positiva influenza sul futuro sistema internazionale”.
Con l’impegno a mantenere regolari scambi di vedute e consultazioni fruttuosi allo scopo di coordinare le posizioni in merito alle principali questioni globali e regionali, la dichiarazione dà una valutazione positiva del meccanismo trilaterale tra India, Cina e Russia e afferma la necessità di rafforzare tale processo. La lotta comune contro il terrorismo, il separatismo e l’estremismo e contro le connessioni tra terrorismo e crimine organizzato e traffico di droga sarà intensificata. Su questioni cruciali come la democratizzazione delle Nazioni Unite e l’aspirazione dell’India a essere presente nel Consiglio di Sicurezza, la dichiarazione afferma: “la Cina attribuisce una grande importanza al ruolo dell’India negli affari internazionali. Capisce ed appoggia l’aspirazione dell’India a svolgere un ruolo più importante nelle Nazioni Unite.” Nella dichiarazione assumono rilievo la cooperazione nell’ambito della sicurezza energetica, il rafforzamento della cooperazione su materie di comune interesse, la ricerca di un nuovo assetto che garantisca una più stretta collaborazione regionale in Asia e il rafforzamento della cooperazione su materie di comune interesse nell’ambito dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai. La Cina ha invitato in visita il presidente Kalam e il primo ministro Manmohan Singh. La dichiarazione conclude affermando: “Le due parti sono convinte che il grande successo della visita del presidente Hu Jintao in India mette in rilievo il grande significato che assume nel 2006 l’Anno dell’Amicizia tra India e Cina. Promuove la comprensione e la fiducia reciproche, aiuta la concretizzazione della Partnership Cooperativa e Strategica tra i due paesi e conduce a un miglioramento qualitativo e quantitativo delle relazioni bilaterali. Inoltre le due parti concordano sul fatto che questa Dichiarazione Congiunta fornisce una base ottimale per assicurare lo sviluppo e la diversificazione delle relazioni tra India e Cina e un intenso arricchimento della loro partnership strategica.”
Come abbiamo avuto già modo di analizzare in molte occasioni sulle colonne del nostro giornale, il miglioramento delle relazioni di India e Cina contribuisce non solo alla pace e alla sicurezza nella regione, ma anche alla nostra prosperità economica, liberando ingenti risorse che oggi vengono impiegate per le misure difensive in attesa della risoluzione della questione dei confini. Nella sfera economica, la maggiore cooperazione tra i due paesi, con l’India in relativo vantaggio nella tecnologia dell’informazione e nel software e la Cina con un certo vantaggio in manifattura e hardware, produrrà una nuova sinergia che sarà di grande beneficio per il terzo di umanità che vive in questi due paesi al giorno d’oggi. La cooperazione strategica tra India-Cina e Russia e il rafforzamento di blocchi regionali come la Cooperazione di Shanghai contribuirà ampiamente alla realizzazione di un ordine mondiale multipolare contrapposto agli sforzi dell’imperialismo USA tesi ad imporre un mondo unipolare sotto la sua tutela.
Possiamo solo sperare che questo processo di consolidamento e miglioramento delle relazioni India-Cina prosegua con la prossima visita dei capi di Stato e di governo indiani prevista per il prossimo anno.