www.resistenze.org - osservatorio - mondo multipolare - 16-01-07
Da:www.prensalatina.com.mx/article.asp?ID={CA955C6B-8CF7-469B-A912-D5F46832C518}&language=ES
La Russia rivendica un ruolo protagonista nel contesto internazionale
Il bilancio della politica estera della Federazione Russa del 2006 in una nota dell’agenzia cubana “Prensa Latina”.
Odalys Buscaron (Prensa Latina)
28 dicembre 2006
Mosca, 28 dicembre 2006 (PL) La Russia afferma oggi il suo protagonismo come potenza influente nell’architettura della politica mondiale, con una diplomazia attiva rivolta in direzioni geografiche diverse, al fine di recuperare uno spazio che ha ceduto di fronte al nuovo ordine. Questa tendenza al rafforzamento della sua leadership e di una voce propria nel contesto mondiale si nota dal 2000, ma con balzi molto significativi negli ultimi due anni. Il saldo si è tradotto in un intenso interscambio con l’estero, con la presenza in differenti formati nella soluzione di problemi globali e nelle alleanze strategiche di cooperazione intessute dal Cremlino.
Con dinamismo, Mosca ha concentrato la sua artiglieria verso l’Asia e l’America Latina, in cui ha acquisito nuovo vigore il dialogo con fori regionali e emisferici, come ASEAN, APEC, MERCOSUR o il Gruppo di Rio. Allo stesso tempo ha irrobustito le sue relazioni con la Cina. A giudicare dalla misura dell’impegno diplomatico, anche quest’anno non è stato da meno in quanto a risultati positivi, ha affermato il portavoce della Cancelleria russa, Mikhail Kamynin. Egli ha evidenziato che, per la politica estera di questa nazione, il 2006 è stato un anno abbastanza movimentato e fruttuoso.
Gli ultimi 12 mesi hanno dimostrato una volta di più che la Russia ha recuperato un ruolo nella partecipazione in tutti i processi internazionali e regionali, ha rilevato il diplomatico in una sua conversazione con Prensa Latina. Come interlocutori e attori di peso nelle relazioni internazionali, siamo stati presenti nei fori e nelle organizzazioni su scala globale, ha aggiunto. Secondo molti analisti, - ha detto Kamynin - la Russia si è oggettivamente posizionata come paese stabile nello scenario mondiale. Nel 2006 Mosca ha ottenuto, contemporaneamente, la presidenza nel Gruppo degli 8 (G8), nella Commissione dei Ministri del Consiglio d’Europa, nell’Organizzazione Economica del Mar Nero.
Con la partecipazione della Russia alla presidenza rotativa del G8, sono state approvate, come ha ricordato Kamynin, decisioni importanti relative non solo al gruppo di stati di elite, ma anche a questioni globali, come, ad esempio, la sicurezza energetica. Per iniziativa della Russia, ha sottolineato il portavoce ufficiale, si è dato impulso a risoluzioni che affrontassero le minacce del XXI secolo, come il terrorismo internazionale, la fame e le malattie.
In merito alla linea latinoamericana di politica estera, si deve affermare che ha dato frutti concreti di stimolo e approfondimento delle relazioni. Sono significative le visite effettuate dal primo ministro Mikhail Fradkov in Argentina, Brasile e Cuba. Prima della fine dell’anno, il ministro degli esteri Serghey Lavrov ha compiuto un giro nel Cono Sud, in Brasile e Argentina, alla luce del vertice del Mercato Comune del Sud.
Un fatto importante, secondo il funzionario, è rappresentato dalla firma del protocollo per la creazione di un meccanismo di consultazione politica con questo foro per l’integrazione latinoamericana. Tutto ciò, nel suo complesso, riflette un interesse molto grande in America Latina, che non è artificiale, dal momento che ha aperto prospettive di ampliamento dei vincoli politici, economici e commerciali.
In un altro ambito, la diplomazia russa ha lasciato un’impronta nel quartetto dei mediatori internazionali per il Medio Oriente, con la sua proposta di dare impulso al processo di pace che si trova in fase stagnante, mediante negoziati e meccanismi diplomatici. Emerge il sostegno di Mosca alle elezioni realizzate nei territori dell’Autorità Nazionale Palestinese, nonostante la campagna dispiegata in Occidente e la reticenza degli Stati Uniti insieme ai loro alleati a legittimare i risultati delle urne.
La Russia ha offerto un’assistenza finanziaria al governo di Mahmud Abbas per alleviare la crisi umanitaria dovuta al blocco di Israele al passaggio dell’aiuto internazionale per il popolo palestinese. Intensa può essere definita anche la partecipazione al sestetto di mediazione (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, più la Germania), creato per favorire un’uscita negoziata dal contenzioso aperto per pressione di Washington contro l’Iran.
Per la Russia, il 2006 è stato un anno complesso sul piano della politica estera e del contesto internazionale, ma si è realizzata anche una maggiore comprensione dei problemi globali e di come devono essere affrontati.
lac.oda
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare