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da Globalresearch 24/2/2007 
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I leader di India, Cina e Russia sono pronti per una svolta radicale?

Rajiv Sikri
 

Rediff, 22/2/2007
 
L’incontro a lungo atteso del 14 febbraio a Nuova Delhi dei Ministri degli Esteri di India, Cina e Russia è stato soltanto l'ultimo di una serie di incontri trilaterali a questo livello tenuti annualmente dal 2002, generalmente ai margini degli incontri multilaterali.
 
E’ comunque stato solo il secondo incontro indipendente; il primo si era tenuto a Vladivostok nel giugno 2005. E’ stato anche il primo incontro dei tre Ministri degli Esteri dopo che i rispettivi leader si erano incontrati a S.Pietroburgo nel luglio 2006 ai margini del vertice del G-8. Il fatto che l'ultima riunione abbia avuto luogo in una delle capitali, altra novità, ha dato l’impressione di una visibilità e un profilo molto più alto.
 
La Russia è stata la forza guida e la proponente più attiva nel concepire più strette consultazioni e cooperazione fra India, Cina e Russia. L'idea della cooperazione trilaterale fu lanciata dall’ex ministro russo Yevgeny Primakov nel 1998.
 
Fu la Russia ad ospitare il primo incontro dei Ministri degli Esteri a New York, il primo meating indipendente a Vladivostok e il vertice dei leader a S.Pietroburgo. La settimana scorsa, il Ministro degli Esteri russo ha fatto una visita particolare a Delhi per l’incontro trilaterale, in concomitanza con la visita bilaterale del Ministro degli Esteri cinese in India.
 
E’ facile capire l'entusiasmo della Russia per la cooperazione trilaterale. Dopo essere stata una co-primaria con gli Stati Uniti (nella sua incarnazione come l'Unione Sovietica), nell'era post Guerra Fredda è stata sprezzantemente, anche se erroneamente, relegata dall'Occidente all'irrilevanza strategica.
 
Vennero stimolate le aperture di Boris Yeltsin per ottenere che la Russia fosse accettata nelle spire dell'Occidente. Nel frattempo, mentre la Nato si insinuava inesorabilmente verso Est, fino agli stessi confini della Russia, e gli Stati Uniti riuscivano a conquistare una posizione sicura nei paesi strategici al confine della Russia, specialmente in Ucraina e Georgia, i timori per la sicurezza della Russia divennero più elevati.
 
Da un punto di vista strategico, la Russia comprende di non essere abbastanza forte per sfidare l'Occidente da sola, specialmente gli Stati Uniti. La Cina e l'India sono gli unici paesi ad essere attori abbastanza grandi e con una indipendenza sufficiente per essere partner potenziali in questa azione di bilanciamento strategico.
 
La Russia può anche aver intuito che una relazione triangolare comprendente la Russia potrebbe facilitare una migliore comprensione tra India e Cina. Questo potrebbe minimizzare le possibili contraddizioni nei legami della Russia con due dei suoi più importanti partner, e con ciò evitare scelte spiacevoli per la Russia.
 
La riunione di Nuova Delhi costringerà gli Stati Uniti a drizzare le orecchie e prendere nota. Alcuni anni fa, quando gli Stati Uniti sovrastavano il mondo come un colosso, questi tre paesi pensavano fosse prudente non provocare gli Stati Uniti, con i quali la posta in gioco di ognuno di questi paesi era più alta che con gli altri.
 
Perciò, le precedenti riunioni trilaterali dei Ministri degli Esteri erano formali e prive di sostanza, con una divulgazione volutamente tenuta in tono minore. Come il livello economico e militare dei tre paesi si è elevato, così è avvenuto per la loro sicurezza di sé, e la loro volontà di sfidare la visione del mondo degli Stati Uniti- anche se ciò è accompagnato da reiterate e ostentate riassicurazioni e alti proclami che la cooperazione trilaterale 'non è diretta contro gli interessi di alcun altro paese.'
 
Obiettivamente gli Stati Uniti restano ancora molto importanti per ognuno dei tre paesi ed i Ministri degli Esteri non possono essere biasimati per la loro cautela. Allo stesso tempo il discorso schietto, estremamente significativo, del Presidente Vladmir Putin alla conferenza della sicurezza di Monaco di Baviera dell’inizio del mese, i test ASAT della Cina e gli sforzi consapevoli dell’India di trarsi fuori da Iran e Myanmar sono segnali per gli Stati Uniti che tutti i tre paesi intendono seguire una politica estera indipendente, che serve i loro rispettivi interessi nazionali.
 
La Dichiarazione Congiunta pubblicata dopo la riunione di Nuova Delhi contiene molte sfumature interessanti in questa direzione. È notevole che il suo accento dominante sia sulla convergenza di visione su ampi problemi strategici, piuttosto che su specifiche aree di cooperazione trilaterale.
 
In una critica sottilmente adombrata alle politiche globali e al comportamento degli Stati Uniti, i Ministri degli Esteri hanno enfatizzato il 'forte impegno' dei tre paesi alla diplomazia multilaterale, e sullo scambio di opinioni su 'come sono condotte al momento le relazioni internazionali.'
 
Le loro discussioni sugli sviluppi in Iran, Iraq, Afganistan, Asia Occidentale e nella penisola coreana, hanno rivelato il loro approccio comune su queste questioni ed una prospettiva globale in modo evidente molto diversa dalla visione del mondo degli Stati Uniti. L'assenza di alcuna specifica menzione ai problemi regionali nella Dichiarazione Congiunta può essere solamente dovuta al fatto che i ministri abbiano ritenuto prudente non provocare direttamente gli Stati Uniti uscendo con una formulazione formale comune su queste questioni.
 
È probabile che altre aree di convergenza strategica emergano qualora la Russia e la Cina accettino la proposta dell'India di ospitare più avanti nell’anno un seminario trilaterale sulle ‘tendenze geostrategiche emergenti’, con la partecipazione non solo di studiosi ma anche di funzionari.
 
Nel richiedere una 'distribuzione più equa delle risorse dello sviluppo e di influenza' ed il conseguimento di un ordine mondiale multipolare 'più stabile ed equilibrato' con lo strumento dell'Onu, per la prima volta, i tre paesi hanno segnalato collettivamente che anche loro, non solo l'Occidente, devono avere la parola su come è governato il mondo e come sono utilizzate le sue limitate risorse.
 
Il disastro in Iraq e l’immanente scontro con l'Iran spiegano il loro comune avviso che, non lo scontro, ma la cooperazione, con un importante ruolo per l'Onu, dovrebbe governare gli approcci degli affari regionali e globali.
 
Anche l’Asia Centrale è stata materia di discussione. Anche se dalla metà del XX secolo la politica estera di Russia, Cina e India era largamente orientata in una direzione lontana dall’Eurasia rispettivamente verso Europa, Asia Orientale e Meridionale, piuttosto che verso la massa terrestre continentale, oggi le differenti circostanze costringono tutti i tre paesi a guardare agli sviluppi in Eurasia molto più seriamente.
 
Come potenze continentali con le rispettive porte sul retro, per così dire, aperte sulla fragile, volatile e strategicamente importante regione dell'Asia Centrale, è perfettamente logico che India, Cina e Russia dovrebbero mettersi ad esplorare attivamente le vie della cooperazione per assicurare che questa regione rimanga pacifica e stabile.
 
La larga convergenza strategica delle politiche di questi tre paesi in questa regione è evidente nella loro partecipazione all’Organizzazione della Cooperazione Centro-Asiatica di Shanghai, nella quale la Russia e la Cina sono membri e l'India è un osservatore.
 
Data la debolezza istituzionale degli stati dell’Asia Centrale, molti pericoli potenziali emanano da questa regione, tali da poter minacciare la sicurezza e la stabilità di tutti i tre paesi. Tendenze separatiste e attività terroristiche esistono precisamente in quelle regioni dell’India, della Cina e della Russia che sono contigue all’Asia Centrale.
 
Di fronte al fatto che in tutti i tre paesi vi sono attività terroristiche separatiste (Cecenia per la Russia, Xinjiang per la Cina, Kashmir per l'India), c'è stato un notevole terreno comune su queste questioni fra i tre Ministri degli Esteri.
 
Su questo sfondo, hanno avuto poca difficoltà ad essere d'accordo che non ci può essere giustificazione per alcun atto di terrorismo, qualsiasi siano le motivazioni, così come nel rifiutare approcci selettivi e doppi standard nel contrastare il terrorismo. C'è stato accordo in termini concettuali e nell'intenzione di sviluppare la cooperazione pratica in strutture multilaterali e regionali attraverso l’azione coordinata trilaterale. Resta da vedere quali sarebbero le forme concrete di tale cooperazione.
 
Inoltre, la presenza militare U.S. nella regione, che è probabile sia di lungo termine, pone una minaccia incipiente a tutti i tre paesi, riguardo la quale nessuno di loro può essere ottimista. La formulazione nella Dichiarazione Congiunta che la Russia e la Cina ‘potrebbero facilitare attivamente la rapida concretizzazione della collaborazione di mutuo beneficio dell'India alla Organizzazione della Cooperazione di Shanghai’ ed una recente dichiarazione dell'Ambasciatore russo in India, offre indicazioni che l’India possa presto essere invitata a diventare pienamente membro della Organizzazione della Cooperazione Centro-Asiatica di Shanghai. Se ciò avvenisse, potrebbe diventare materia di seria preoccupazione strategica per gli Stati Uniti, che tendono a considerare lo SCO un'alleanza anti-statunitense.
 
Mentre molte idee per la cooperazione trilaterale sono state discusse fra studiosi in diverse riunioni accademiche trilaterali organizzate negli ultimi anni, finora non è stato fatto alcun progresso visibile sul terreno. I ministri hanno identificato energia, infrastrutture dei trasporti, salute e alta tecnologia come aree promettenti per la cooperazione congiunta e la collaborazione.
 
Si spera che dagli incontri proposti a livello di esperti e dalla riunione di affari a fine anno in India, verrà fuori una cooperazione economica trilaterale nelle aree pratiche.
 
L’energia è un'ovvia area di cooperazione mutuamente benefica se i tre paesi sono disposti a pensare creativamente ed audacemente. Carenti di energia, a rapida crescita e geograficamente vicine, l’India e la Cina potrebbero diventare sicuri mercati di lungo termine per l’eccedenza energetica russa, purché la Russia prenda una decisione strategica che le sue enormi risorse di energia vengano rese disponibili per alimentare la crescita dell’India e della Cina invece di essere impegnate principalmente ai mercati occidentali.
 
Il considerevole potenziale idrico della Siberia e del Tibet potrebbe essere intercettato per trasportare elettricità attraverso lo Xinjiang e il Tibet al grande mercato indiano attraverso le montagne. Progetti di oleodotti via terra, se tecnicamente ed economicamente fattibili, potrebbero trasportare petrolio e gas russo e caspico attraverso la Cina ai mercati in India, così come al mercato globale, attraverso gli attivi porti marittimi dell’India.
 
Questo potrebbe essere più economico e potrebbe anche risolvere molti dei rischi conseguenti al contare esclusivamente sulle rotte marittime di approvvigionamento di energia. La Cina sta già esplorando rotte alternative via Pakistan per trasportare il petrolio del Golfo alla Cina.
 
Si può anche trovare una rotta mare-terra via India più affidabile e sicura, particolarmente se si instaura una dipendenza reciproca - dell’India dal gas russo e centroasiatico transitando dalla Cina e da qui all’India; e della Cina dal petrolio del Golfo transitando dall’India e da qui alla Cina. Investimenti congiunti di India-Cina-Russia in progetti per l’energia in Russia e altrove, ed accordi di scambi sono altre possibili aree di cooperazione.
 
Un'altra area eccitante e potenzialmente molto significativa di cooperazione è l'alta tecnologia. Se i tre paesi mettono in un fondo comune i loro beni e sinergizzano le loro forze, potrebbero emergere come un nucleo alternativo per lo sviluppo delle tecnologie del futuro e rompere l’attuale dominio tecnologico dell'Occidente. La tecnologia informatica e la biotecnologia sono già state identificate come aree che meritano particolare attenzione.
 
C'è qualche trattativa per lo sviluppo di un aereo civile che potrebbe inserirsi nel duopolio Boeing ed Airbus, e per la cooperazione nel campo farmaceutico, che potrebbe porre una sfida al cartello americano e alle società farmaceutiche multinazionali europee.
 
Controllando tra loro un miliardo e mezzo di dollari di valuta estera, i tre paesi hanno parlato anche di cooperazione nei servizi finanziari.
 
La riunione di Nuova Delhi dei Ministri degli Esteri di India, Cina e Russia ha instradato fermamente la cooperazione trilaterale. Ci saranno regolari riunioni di questi ministeri e il prossimo sarà ospitato dalla Cina. L’approssimazione e l’esitazione che hanno caratterizzato le precedenti riunioni sono superate. Le atmosfere dell'ultima riunione sono state buone, il suo risultato efficace, e l'umore dei partecipanti ottimista e fiducioso.
 
Le nascenti consultazioni e la cooperazione trilaterali costituiscono il tentativo più serio e credibile per costruire un mondo multipolare. Ma non c'è alleanza strategica- almeno non ancora. Ciò che stiamo vedendo è una dimostrazione di come nel complesso scenario globale di oggi possano esserci coalizioni di stati basate sui problemi. È la concretizzazione di anche uno o due dei grandi progetti del genere sopra indicato che può guidare i tre paesi in una mutua interdipendenza a lungo termine e portare ad una vera alleanza strategica.
 
Per questo, in tutti i paesi saranno necessarie decisioni strategiche consapevoli. I leader di India, Cina e Russia sono pronti per un avanzamento concettuale radicale per avvantaggiasi delle nuove realtà geo-politiche del XXI secolo?
 
Traduzione dall’inglese per resistenze.org Bf