www.resistenze.org - osservatorio - mondo multipolare - 20-09-07 - n. 195

Russia e MERCOSUR in tempi di multilateralismo
 
Jorge Petinaud Martinez - Prensa Latina
 
16/09/2007
 
L’interessante commento agli sviluppi delle relazioni tra America Latina e Russia è apparso recentemente nell’agenzia cubana “Prensa Latina”
 
L’America Latina esprime oggi la sua indipendenza rispetto agli Stati Uniti e il riconoscimento formale del carattere multipolare del mondo, con l’invito formulato alla Russia a partecipare, per la prima volta, al Vertice del MERCOSUR.
 
Annunciata la settimana scorsa durante il giro nella regione del ministro russo degli Affari Esteri Serghey Lavrov, la decisione dimostra che il territorio compreso tra il Rio Bravo e la Patagonia ha cessato di essere “il cortile di casa” del gigante del nord.
 
Il capo dell’Istituto di Studi dell’America Latina in Russia, Piotr Yakolev, ritiene che la decisione di partecipare alla riunione di dicembre 2007 in Uruguay significa il consolidamento delle posizioni di Mosca nell’emisfero occidentale.
 
I 10 paesi confluiti in questo blocco integrazionista riuniscono più di 260 milioni di abitanti, 13 milioni di chilometri quadrati e un Prodotto Interno Lordo di circa 1.200 miliardi di dollari, il 75% di quello del subcontinente.
 
Queste cifre collocano tale mercato al livello dell’Unione Europea e dell’Organizzazione di Cooperazione Economica di Asia e Pacifico, ha fatto rilevare Yakolev.
 
La visita di Lavrov nell’andino Perù e nei paesi membri del MERCOSUR Uruguay e Paraguay, è il risultato di conversazioni diplomatiche che si protraggono da lungo tempo, orientate all’avvicinamento a questa associazione regionale.
 
Sul piano economico, i suoi membri interessano molto a Mosca, che ha con Brasile, Argentina e Uruguay un intercambio commerciale che già supera le migliaia di milioni di dollari.
 
La prospettiva dell’incorporazione formale del Venezuela moltiplicherebbe l’ammontare di tale cifra.
 
Con la loro crescente capacità d’acquisto e i loro progetti di autentico sviluppo nazionale opposti alle formule fondo monetariste, le nazioni sudamericane costituiscono uno spazio ideale per la Russia, che non è una semplice esportatrice di materie prime.
 
Per citare un solo esempio, l’esperienza russa come trasportatore di gas naturale a grandi distanze potrebbe risultare decisiva nella costruzione del gasdotto di più di 8.000 chilometri, stimolata dal Venezuela, attraverso varie regioni fino all’Argentina.
 
Di fronte all’offerta di Washington che pretende di imporre un’alleanza asimmetrica di libero commercio senza rinunciare al protezionismo per sostenere settori della sua economia, Mosca risulta un’alternativa tecnologica affidabile.
 
Mosca vive un periodo di prosperità economica senza precedenti, in cui è diventata il primo esportatore di gas del pianeta e il secondo di petrolio dopo l’Arabia Saudita, con più di sette milioni di barili al giorno.
 
Le sue vendite internazionali di oro nero nel primo trimestre del 2007 hanno raggiunto i 129,2 milioni di tonnellate (dei 243 milioni estratte), tre per cento in più dello stesso periodo del 2006.
 
In questo contesto, la scienza e l’innovazione russe hanno molto da offrire all’America Latina nel campo dell’energetica e dell’industria mineraria, nella modernizzazione del trasporto ferroviario, nelle telecomunicazioni satellitari, e nella collaborazione nello spazio extraterrestre.
 
Un capitolo a parte è rappresentato dal commercio della tecnica militare quale variante sicura di fronte all’intenzione di Washington di impedire il rafforzamento della capacità difensiva della zona, nel momento in cui questa comincia ad uscire dalla sua sfera di influenza.
 
Dal punto di vista politico, la diplomazia del Cremlino considera il MERCOSUR una delle forze internazionali influenti, senza la cui partecipazione è difficile risolvere problemi economici e di sicurezza globale.
 
Mosca rappresenta, insieme al Brasile, uno dei punti di forza a sostegno del progetto BRIC (Brasile, Russia, India, Cina), che supera nei risultati economici gli Stati Uniti e l’Unione Europea.
 
L’America Latina, per parte sua, trova in Mosca un importante alleato nelle Nazioni Unite, soprattutto negli ultimi anni, quando come membro permanente del Consiglio di Sicurezza il Cremlino ha rifiutato l’egemonia unipolare che Washington pretende di imporre.
 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare