www.resistenze.org - osservatorio - mondo multipolare - 18-10-07 - n. 199

da “Ria Novosti” del 26 settembre 2007
in http://www.voltairenet.org/article151754.html#article151754
 
Assisteremo a una nuova guerra fredda tra Russia e USA?
 
Serghey Rogov - Direttore dell’Istituto di USA e Canada (Accademia delle Scienze di Russia)
 
La fine della Guerra Fredda e il collasso dell’URSS sono stati interpretati a Washington come una “vittoria” che avrebbe permesso di consolidare il sistema unipolare nelle relazioni internazionali, in cui gli Stati Uniti svolgerebbero il ruolo di superpotenza.
 
Nella nuova situazione, i presidenti dei due paesi in diverse occasioni hanno proclamato l’associazione strategica. Ma dopo le dichiarazioni, il meccanismo di interazione non è stato mai disegnato. Un altro scoglio è costituito dall’enorme asimmetria delle forze e dalla rinuncia degli Stati Uniti a rispettare gli interessi della Russia.
 
Ma il modello del mondo unipolare non è risultato praticabile. In questi ultimi anni, si è accentuata la tendenza alla formazione di un mondo multipolare, che ha ricevuto impulso dalla sconfitta dell’avventura militare nordamericana in Iraq, da una rapida crescita economica di Cina e India, ed anche dal fatto che la Russia ha saputo risollevarsi dalla crisi degli anni ’90. A un certo punto si sono profilati indizi di un serio aggravamento delle relazioni tra Russia e USA su molte questioni. In modo particolarmente grave queste divergenze si sono manifestate in relazione ai piani di installazione della difesa antimissilistica nordamericana in Europa dell’Est.
 
Alla luce di tutto ciò sorge questa domanda: sarà possibile una nuova edizione della Guerra Fredda tra Mosca e Washington?
 
Una nuova guerra fredda sarà impossibile, se utilizziamo questo concetto per parlare di ricostruzione nel secolo XXI del sistema bipolare delle relazioni internazionali, diviso in due campi che si scontrano e guidati da Russia e USA. A differenza dell’URSS, la Russia non ha il rango di superpotenza né professa un’ideologia messianica né interessi vitali che richiedano la mobilitazione di tutte le forze per far fronte agli USA in qualsiasi parte del mondo. La Cina potrebbe essere il pretendente potenziale ad assumere il ruolo di nuova superpotenza, ma difficilmente tale bipolarismo corrisponderebbe agli interessi della Russia. Sembra molto più probabile un modello multipolare, costituito da Russia, USA, Cina, India e alcune altre potenze.
 
Una nuova edizione della Guerra Fredda sarà possibile, qualora ci trovassimo di fronte all’esistenza di un modello delle relazioni russo-nordamericane in cui le tendenze allo scontro predominino sugli interessi comuni. In ambito economico, gli USA sono impegnati a stabilire un rigoroso controllo sui termini dell’integrazione della Russia nel mercato globale, il che trova la sua espressione negli ostacoli all’ingresso nell’OMC, nel mantenimento dell’emendamento Jackson-Vanick, nel tentativo di limitare il ruolo della Russia nel settore energetico. I legami economico-commerciali tra i due paesi si sviluppano con lentezza e sono suscettibili di pressioni politiche.
 
Nell’ambito politico è cessata la rivalità globale, ma si assiste ad una vivace concorrenza nella CSI. Sono molto diversi gli atteggiamenti riguardo la soluzione di vari problemi internazionali (ampliamento della NATO, Kosovo, Iran, conflitto palestinese-israeliano, Iraq). In materia militare è in pericolo tutto il regime dei trattati di controllo sugli armamenti nucleari (difesa antimissilistica, armamenti strategici offensivi, missili di media e più corta portata). Un fattore nuovo è rappresentato dalla moratoria sul rispetto del Trattato sulle armi convenzionali, decretata dalla Russia. Se si mantenessero le attuali tendenze, trascorsi vari anni, potrebbe tornare a prendere corpo la corsa agli armamenti nucleari e convenzionali. Nel campo ideologico, sebbene sia finito ufficialmente lo scontro “comunismo-anticomunismo”, si sta imbastendo una campagna propagandistica che si propone di dimostrare l’incompatibilità dei valori ideologici della Russia e dell’Occidente. L’asprezza della retorica ricorda quella della Guerra Fredda.
 
Allo stesso tempo, per la piega e la misura assunte, le attuali tendenze allo scontro differiscono negli aspetti quantitativo e qualitativo dai tempi del confronto URSS-USA. In certi momenti non sono prevalenti. In ogni caso, Washington non ha annunciato ufficialmente che passerà ad applicare la strategia di “dissuasione” nei confronti di Mosca. Certamente, le relazioni di partnership tra Russia e USA non sono istituzionalizzate. E inoltre, stanno perdendo di efficacia i meccanismi di conciliazione degli interessi nell’ambito della sicurezza, definiti ancora all’epoca dell’Unione Sovietica, il che rende molto vulnerabili le relazioni tra i due paesi, generando spinte negative che potrebbero trasformarsi in una frana. Nei prossimi anni, le relazioni tra Russia e USA potrebbero attraversare una grave crisi, se teniamo conto anche del fatto che la politica interna può rappresentare un fattore più aggravante che attenuante.
 
Ciononostante, una nuova edizione della Guerra Fredda non è inevitabile. Esattamente come nel passato, Russia e USA hanno importanti aree di interesse comune o parallelo. Se in queste si operassero importanti progressi (ad esempio, accordi di cooperazione in materia di difesa antimissilistica, controllo sugli armamenti, energia nucleare, soluzione del problema Iran), si riuscirebbe non solo a stabilizzare le relazioni bilaterali ma anche ad elaborare meccanismi efficaci di cooperazione.
 
Naturalmente non scartiamo rivalità in vari campi, ma se conserveremo le relazioni di partnership, tale rivalità assumerà la forma di concorrenza e non di scontro. Non va dimenticato che storicamente, Russia e USA non sono mai state nemiche nel mondo multipolare. Di conseguenza, il modello dello scontro non corrisponderebbe ai loro interessi nel mondo multipolare del secolo XXI.
 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare