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- osservatorio - mondo multipolare - 12-11-07 - n. 202
da: workers.org
L’espansione della NATO e l’incubo di Brzezinski
Parte II
di Heather Cottin
Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica e del Patto di Varsavia, le classi dirigenti dei paesi della NATO, incluso il Giappone, hanno iniziato a muovere passi per ristabilire la dominazione coloniale sui popoli e sulle risorse del mondo.
Ma sono sorti ostacoli. La resistenza dei popoli iracheno e afgano hanno messo in evidenza la debolezza del Pentagono. Inoltre, alcuni dei più potenti paesi non imperialisti hanno definito accordi diplomatici per contrastare l'offensiva della NATO.
Il discorso sull’espansione della NATO in Africa e i piani del Pentagono di istituire un comando africano – denominato AFRICOM – per coordinare le manovre militari nella zona hanno iniziato a stimolare l’opposizione. Perfino il Marocco, uno stato notoriamente cliente degli Stati Uniti, si è unito all'Algeria e alla Libia nel dire che l’AFRICOM è stato istituito "solo per garantire un flusso costante di petrolio verso gli Stati Uniti."
Il 27 luglio, Radio Free Europe, un’agenzia di propaganda istituita durante la Guerra Fredda, ha riferito quello che Washington pensa: "L'Artide e l'Antartide costituiscono le ultime grandi riserve di risorse minerali del pianeta ancora non intaccate. Nel profondo del Mare Glaciale Artico ci sono gigantesche riserve di stagno, manganese, nichel, oro, platino e diamanti. Ma il tesoro più prezioso è costituito dagli enormi depositi di petrolio e di gas, che potrebbero ammontare al 25% delle risorse mondiali".
La Norvegia, la Danimarca (con la sua colonia della Groenlandia), il Canada e gli Stati Uniti sono tutti stati membri della NATO che hanno litorali sul Mare Glaciale Artico. Tuttavia, il tratto più lungo di costa artica appartiene alla Russia. Mosca ritiene che la regione contenga almeno 10 miliardi di tonnellate di petrolio e gas naturale.
Quando la NATO minacciò di rivendicare l'Artico come sua nuova regione di controllo, il governo russo inviò i suoi sottomarini a una profondità senza precedenti (13.800 piedi di immersione) sotto il Polo Nord. Aerei spia della NATO avvistarono il rompighiaccio Russia durante l'immersione: la spedizione aveva piantato la bandiera russa sul fondo dell'oceano.
Le potenze imperialiste sono in piena frenesia per il controllo delle risorse mondiali, e hanno plasmato la nuova NATO per adempiere a questo. Nel Comando europeo (EUCOM) sono rimasti solo 95.000 soldati ad ottemperare al "compito primario di assicurare la stabilità europea", ossia mantenere governi di destra e filo-capitalisti nell'Europa dell'Est nei Balcani. Secondo il Vice Ammiraglio statunitense Richard Gallagher, nuovo vicecomandante di EUCOM ed ex capo delle operazioni, la "stabilità" nell'Europa dell'Est "è buona per noi, buona per il business, buona per i più centrali interessi USA". (Stars and Stripes, 16 ottobre).
Il ruolo strategico della NATO
Le potenze imperialiste stanno utilizzando la NATO nel tentativo di soddisfare i disegni strategici imperialisti che Zbigniew Brzezinski, l'ex Consigliere per la sicurezza nazionale nell’ amministrazione di Jimmy Carter, ha descritto nel 1997 nel suo libro "The Grand Chessboard ": "Per l'America dopo la Guerra Fredda, la preda principale è l'Eurasia." Brzezinski, temendo un'alleanza tra la Cina, la Russia e l'Iran, ha avvertito gli Stati Uniti che avevano solo 20 anni per completare la conquista della regione.
Ne sono passati dieci e gli Stati Uniti e la NATO sono bloccati in Iraq e in Afghanistan. Recentemente le forze armate russe e cinesi hanno partecipato ad esercitazioni militari congiunte, effettuando manovre negli Urali. Un giornale iraniano ha osservato: "Al vertice della Shanghai Cooperation Organization entrambi i paesi hanno ammonito gli Stati Uniti a stare lontano dalla regione dell'Asia Centrale, ricca di energia e strategica." (Teheran Times, 21 ottobre)
I due governi hanno ampliato "tutti i settori delle relazioni russo-cinesi: summit e contatti ad ampio raggio, commercio, cooperazione economica e umanitaria, e contatti interregionali", ha detto Konstantin Vnukov, direttore del Ministero degli esteri russo del Primo Dipartimento Asiatico, e la Russia ha "avanzato alleanze con la Cina, l'Iran, la Siria ed altri stati limitrofi." (Xinhua News Agency, 20 ottobre)
Quando, a luglio, la Russia e la Cina, come pure la Serbia e il Sud Africa, si opposero insieme al disegno USA/NATO di fare del Kosovo, provincia della Serbia, un paese indipendente, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha dovuto far cadere la risoluzione. (Itar-Tass, 20 luglio)
A corto di alleati, a corto di truppe
Con le popolazioni che si levano contro l'espansione della NATO, nelle guerre in Afghanistan e in Iraq e nella guerra minacciata contro l'Iran, gli Stati Uniti hanno pochi alleati. Tuttavia, il segretario alla Difesa statunitense Robert Gates nel mese di luglio ha visitato l'Afghanistan e ha detto che gli Stati Uniti intendono "combattere da qualche parte del mondo ancora per almeno 20 o 30 anni." Oltre alle grandi campagne che gli Stati Uniti stanno conducendo in Afghanistan e in Iraq, i militari sono "pesantemente coinvolti" in altri 20 paesi. "molte cose che non sono visibili stanno accadendo proprio adesso" ha detto il Generale dei marine Peter Pace. (AP, 18 luglio)
Ciò che è visibile, non è altro che omicidi e mutilazioni in Afghanistan e in Iraq. Queste guerre e l’espansione della NATO sono costate ai paesi legati alla NATO centinaia di miliardi di dollari, il taglio dei loro programmi sociali e migliaia di giovani vite.
Gli eserciti volontari nei paesi della NATO stanno avendo sempre più difficoltà ad attirare le reclute, visto che i soldati sono spediti in Iraq e in Afghanistan. L’opposizione popolare all'intervento della NATO in Afghanistan, è in aumento in Canada e anche i paesi europei.
"Mancano truppe necessarie per la vittoria", scrive l'International Herald Tribune del 21ottobre: "la NATO fa nuovamente appello agli stati membri ad intensificare i loro impegni. ... Jaap de Hoop Scheffer, il segretario generale della NATO, ha esortato i membri della alleanza a restare in Afghanistan....i ministri della Difesa sono stati invitati a inviare truppe in Kosovo, Congo, Sudan, Somalia, Libano e Ciad. "
I governi di Gran Bretagna, Canada e Paesi Bassi stanno esortando quelli di Francia e Germania a prendere parte ai combattimenti nella parte meridionale dell'Afghanistan ma questi governi sono riluttanti, riflettendo l’opposizione di massa e il loro stesso pessimismo. Paddy Ashdown, l'ex alto rappresentante delle Nazioni Unite per la Bosnia ed Erzegovina, il 25 ottobre ha detto al British Telegraph che in Afghanistan "a mio parere abbiamo perso e il successo è ora improbabile."