www.resistenze.org - osservatorio - mondo multipolare - 26-12-07 - n. 208

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Il Summit della CSI ad Ashgabat: verso una nuova configurazione dello spazio eurasiatico
 
Vladimir Yurtayev*
 
Il Consiglio dei capi di governo della CSI ha tenuto il 22 novembre 2007 la sua sessione plenaria. Gli osservatori hanno notato un numero record di presenze nonché una rinnovata volontà di procedere con il lavoro comune: ad Ashgabat accanto al presidente del Turkmenistan vi erano infatti i capi del governo di Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Moldavia, Russia, Tajikistan, Ukraina e Uzbekistan.
 
Ricapitolando i risultati del primo giorno il primo ministro russo Viktor Zubkov ha così riportato ai giornalisti: “La Russia ha firmato 25 documenti su 27, proponendo di posporre la discussione sui restanti due alla prossima sessione del consiglio dei capi di Stato della CSI. Fra questi il primo è la Convenzione sui lavoratori migranti, questione quest’ultima che interessa molti Paesi, Russia compresa. Recependo l’incarico dei presidenti della CSI assegnato il 05/10/07 sulla creazione di un comitato di coordinamento di tutte le sedi ministeriali che si occupano di politiche migratorie all’interno della CSI, una commissione ad hoc studierà la bozza dell’accordo proponendo le correzioni necessarie per risolvere gli importanti problemi legati allo spostamento di forza lavoro fra i vari Paesi, dopodiché firmeremo il documento. Il secondo documento ancora da siglare riguarda invece il mercato dell’autotrasporto nella CSI. Riteniamo che i diritti della Russia non siano pienamente rispettati e che quindi tutti i ministri dei trasporti della CSI debbano esaminare a fondo questo problema. Tuttavia la sessione di oggi, che per me è anche la prima a cui partecipo, ha mostrato appieno la vitalità e il bisogno reali di un’organizzazione come la CSI.”
 
Viktor Zubkov ha anche evidenziato l’importanza della partecipazione del presidente del Turkmenistan al summit. Durante l’incontro del 22/11/07, Gurbanguly Berdymuhammedov e Viktor Zubkov hanno notato come l’attività della CSI fosse stata rilanciata e hanno deciso di approfondire ulteriormente le questioni relative alla cooperazione fra Russia e Turkmenistan durante il secondo giorno del summit, dedicato agli incontri bilaterali. Essi inoltre hanno sottolineato il nuovo grado di sviluppo raggiunto dalla cooperazione fra i Paesi della CSI: nei primi 9 mesi di quest’anno il giro d’affari della Russia con i Paesi della CSI ha raggiunto i 59 miliardi di dollari, con un aumento del 37% rispetto all’anno precedente. Secondo S. Naryshkin, vicepresidente del consiglio della Federazione Russa e capo dell’ufficio della presidenza, questa dinamica è destinata a perdurare.
 
Ricordiamo che la discussione preliminare sulle prospettive e le priorità di sviluppo della CSI hanno avuto luogo il 20/11/07 in un incontro fra il Presidente del Turkmenistan e presidente nonché segretario del comitato esecutivo della CSI S. Lebedev, all’interno dei lavori preparatori della sessione del Consiglio. Allora l’enfasi fu posta sulle questioni relative alle politiche dei trasporti degli Stati membri della CSI.
 
Durante l’incontro del 22/11 il presidente turkmeno ha invitato i capi di governo dei Paesi interessati a partecipare a uno dei maggiori progetti nell’area dei trasporti e delle comunicazioni: la creazione di corridoi che unirebbero le rotte del trasporto via mare e su rotaia : “Con una linea marittima che connetta i porti di Astrakhan, Turkmenbashi and Aktau (Kazakhstan), e con una serie di ferrovie che passino dal Kazakhstan al Turkmenistan fino all’Iran, i membri della CSI avrebbero nuove opportunità di trasporto mercantile lungo le direttrici “Nord-Sud” e “Ovest-Est.” Riguardo a ciò Gurbanguly Berdymuhammedov ha evidenziato come la sfera dei trasporti e delle comunicazioni sia stata designata come prioritaria per il 2008 nelle discussioni tenutesi nella sessione di ottobre dei capi di Stato della CSI a Dushanbe.
 
La creazione di nuove rotte per il trasporto merci nell’area del Caspio e lungo la direttrice che unisce quest’ultimo con il Mare d’Azov e il Mar Nero, è stata oggetto di discussione al secondo Summit dei Paesi del Caspio svolto a Teheran il 16/10/07: in quella occasione i capi di Stato di Russia, Iran, Azerbaijan, Kazakhstan e Turkmenistan si sono concentrati sull’implementazione del corridoio di trasporto internazionale “Nord-Sud” . Il 2/11/07 all’interno della Comunità Economica Eurasiatica è stata posta allo studio del Comitato di Integrazione una bozza di progetto per la formazione di un unico sistema di trasporto integrato.
 
Attualmente in agenda ci sono progetti strategici la cui implementazione porterà a ridisegnare radicalmente lo spazio eurasiatico. La cooperazione internazionale all’interno del progetto strategico di creare un sistema di trasporto comune eurasiatico può costituire la base dello sviluppo dell’integrazione eurasiatica in corso (1). La partecipazione della Russia e degli altri Paesi della CSI all’elaborazione di piani di cooperazione lungo le linee dell’integrazione eurasiatica dei trasporti (i cui progetti chiave sono la “Transsib”, “Nord-Sud”, “Nord-Nord, ecc.) permetterà loro di sviluppare un modello armonico di “Via della Seta del XXI secolo”, sia in senso latitudinale che longitudinale. Riguardo a ciò, recependo la direttiva del governo russo n° SN-P2-4625 del 21/09/07, è stato costituito un gruppo di lavoro che elabori i relativi obbiettivi tecnici. Gli elementi base degli studi di nuove vie d’acqua includono il canale “Eurasia” (2) e il secondo sistema di chiuse lungo la direttrice Volga-Don che interessi il basso Volga, il canale navigabile Volga-Don (VDSK) e il Don dal bacino idrico di Cimljansk alla foce. Le priorità circa la costruzione de canale navigabile “Eurasia” e il secondo sistema di canali Volga-Don saranno identificate sulla base di studi e calcoli che terranno conto di molteplici fattori. Fra i potenziali partecipanti al progetto il più interessato è il Kazakhstan, seguito da Azerbaijan, Turkmenistan e persino Iran.
 
Da notare inoltre è il fatto che per questi mastodontici progetti, inclusa la costruzione di un canale navigabile fra Mar Caspio e Mar Nero, non esiste un solo scopo: insieme allo sviluppo economico il progetto assume un grosso significato geopolitico. Dare uno sbocco agli oceani ai Paesi del Caspio Azerbaijan, Kazakhstan e Turkmenistan li trasformerebbe in potenze marittime: l’importanza di questo fattore non può essere sopravvalutata e la Russia può assicurare loro questo accesso.
 
In totale i capi di governo della CSI hanno discusso di circa 30 questioni legate alla cooperazione nei settori: trasporti, finanze, carburanti ed energia, militare, sociale, umanitaria, cooperazione interregionale e alle frontiere così come nell’ambito della difesa missilistica.
 
Gli aspetti economici della cooperazione sono stati oggetto di un’attenzione maggiore del solito: in particolare, è stato proposto di elaborare una Strategia di sviluppo economico della CSI. Sono stati siglati accordi per armonizzare le procedure doganali relative al trasferimento di energia elettrica fra i Paesi della CSI e un accordo per coordinare le attività di informatizzazione dei sistemi educativi all’interno della CSI. La prossima sessione dei capi di governo della CSI si terrà a Minsk nel maggio 2008.
 
(1) La decisione di istituire uno spazio di trasporto eurasiatico integrato è stata presa durante la III Conferenza internazionale eurasiatica dei trasporti (S. Pietroburgo, Russia, 11-12/09/2003)
 
(2) L’idea di un canale navigabile fra il Caspio e i mari Nero e d’Azov ha una lunga storia: uno dei primi a porsi il problema fu nel XVI sec. il sultano turco Selim II, il quale iniziò a scavare un canale per unire il Volga all’Ilovlja, un affluente del Don. Nel XVIII sec. il ricercatore Buffon e il prof. Pallas proposero di collegare direttamente Caspio e Mar d’Azov lungo le valli dei fiumi Manych occidentale e orientale. Da allora molte altre proposte furono avanzate. In URSS la necessità di sviluppare il progetto di collegamento fra i mari Caspio, Nero e d’Azov passando per la depressione del Kuma-Manych fu per la prima volta presa in esame il 16/05/1932 con decreto del Sovnarkom.
 
*Membro della “European Society of Iranian Studies”, Assistant Professor, Russian University of Friendship of Peoples Ph.D.(History)
 
Traduzione dall’inglese di Paolo Selmi per www.resistenze.org