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- osservatorio - mondo multipolare - 18-06-08 - n. 233
Si rafforza la proposta di creare forze armate congiunte in America Latina
Agencias/La Jornada
17/06/2008
Il presidente del Paraguay Nicanor Duarte, alla commemorazione per la fine della guerra del Chaco, (1932-1935, tra Paraguay e Bolivia), cerimonia svoltasi in Bolivia su invito di Evo Morales, ha affermato: “emerge l’idea di unire forze armate regionali e sopranazionali per difendere gli interessi strategici dell’area, come petrolio, risorse energetiche e idriche”.
Il riferimento è al progetto brasiliano per costituire il Consiglio Sudamericano di Difesa (CSD). Mancano 16 giorni al ritorno della IV flotta statunitense, ora indispettita dal rifiuto del governo ecuadoregno circa il rinnovo dell’uso della base aere di Manta, sulla costa del Pacifico.
Alla cerimonia ha partecipato anche Fernando Lugo, il neo eletto presidente dell’Uruguay. Morales, da parte sua, ha manifestato il suo appoggio alla formazione del CSD, affinché l’organismo assuma la difesa delle risorse naturali della regione amazzonica, area condivisa da Bolivia, Colombia, Ecuador e Brasile.
Duarte nel suo intervento ha fatto anche riferimento agli interessi stranieri che provocarono la guerra del Chaco e che continuano a provocare guerre, appellandosi all’unità latinoamericana.
La cerimonia si è svolta nella base militare di Sanandita, sede dell’Escuela di Cóndores, centro d’addestramento dell’esercito boliviano, mille e 100 chilometri a sud di La Paz, nella provincia di Tarija.
Il riferimento al CSD è avvenuto meno di un mese dopo che l’Unione Sudamericana delle Nazioni - costituita il 23 maggio - ha deciso di discutere in 90 giorni i dettagli che potranno portare alla formalizzazione di tale organismo, cui solo la Colombia si manterrà ai margini, per decisione del presidente Alvaro Uribe.
Negli ultimi giorni si è intensificata la discussione sul futuro della base di Manta, aeroporto civile che Washington affitta in Ecuador dal 1978. Il presidente Rafael Correa, coerentemente con una delle promesse elettorali, l’anno scorso ha annunciato che nel 2008 non avrebbe rinnovato il permesso circa l’uso di quella base.
L’ex vice presidente venezuelano José Vicente Ranger, durante il suo programma televisivo “José Vicente Oggi”, domenica scorsa ha assicurato che gli USA hanno iniziato la costruzione di piste d’atterraggio vicino alla frontiera col Venezuela, probabilmente per trasferirvi le forze che si sposteranno dalla base di Manta.
L’ambasciatore statunitense a Bogotá, William Brownfield, ha affermato che non scarta l’ipotesi di trasferire la base aerea in Colombia, aggiungendo: “abbiamo dialogato col governo colombiano sulla possibilità di ubicarla in un qualche punto del Pacifico colombiano.”
Le dichiarazioni di Brownfield, però, contraddicono quanto riferito dal Ministro della Difesa Juan Manuel Santos, che invece ha negato l’esistenza di tale piano.
Nell’area si trovano sempre altre basi militari statunitensi: nella baia di Guantanamo a Cuba e nell’isola olandese di Curacao, da dove il 17 maggio scorso è partito un aereo antisommergibile che ha invaso lo spazio aereo venezuelano.
Secondo Rangel, il governo olandese ha rifiutato la richiesta statunitense di rafforzare con truppe speciali la base di Curacao - a 30 minuti di volo da Caracas -, poiché le autorità olandesi accettano la collaborazione con gli Stati Uniti solo in materia di lotta la narcotraffico e non vogliono minacciare il Venezuela.
Secondo il presidente Chavez - opinione che ha espresso in varie occasioni - una variante delle azioni di Washington contro Caracas è quella di provocare uno scontro armato con un paese vicino, in modo da permettere l’ingresso delle sue truppe dislocate nell’area.
Basi militari segrete statunitensi nella zona di Mariscal Estigarribia, provincia di Boquerón.
Il Venezuela ha concluso sabato le grandi manovre chiamate “Patria Socialista 2008” nell’isola di La Orchila, a Puerto Cabello, negli stati di Carabobo e Cojedes. Vi sono state simulate azioni di risposta ad un’eventuale invasione di truppe straniere, approntando una “guerra popolare di resistenza”. Hanno partecipato 200 mezzi corazzati, aerei F-16 e Su-30, elicotteri Mi-17 e più di 3.000 soldati, la guardia nazionale e la fanteria di marina. Nel corso delle operazioni sono state realizzate prove balistiche.
Circa l’esistenza di una base militare USA nella Tripla Frontiera, formata da Paraguay, Brasile e Bolivia, Lugo la scorsa domenica a La Paz ha dichiarato che non ha mai visto strutture simili, aggiungendo che quando il 16 agosto avrà assunto pienamente il governo, aprirà il paese a giornalisti e a ricerche per chiarire l’esistenza di queste ipotizzate basi militari segrete statunitensi nella zona di Mariscal Estigarribia, provincia di Boquerón.