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- osservatorio - mondo multipolare - 17-07-08 - n. 237
Il Mercosur si espande a Sud
di Hedelberto López Blanch
16/07/08
Il Mercato Comune del Sud (MERCOSUR) negli ultimi tempi è riuscito a moltiplicare gli sforzi per indurre gli stati membri ad agglomerare altri paesi, lo scopo è favorire la necessaria integrazione regionale per ottenere l’indipendenza e la crescita economica dei suoi popoli.
Se si considerano i livelli di controllo politico ed economico che i governi statunitensi hanno esercitato per più di un secolo su tutta la regione latinoamericana, non può che essere confortante il fatto che negli ultimi anni sia aumentato il numero di governi sudamericani coscienti che l’unione fra i loro paesi permette di salvaguardarne la sovranità, impedendo che le multinazionali con base negli USA, Europa e Giappone s’impadroniscono delle loro terre, industrie e servizi.
Nonostante alcuni critici segnalino, giustamente, la persistenza d’incomprensioni e deficienze all’interno del gruppo, la realtà concreta è che in questo lustro il MERCOSUR ha registrato dei progressi nell’autonomia regionale.
Ora è composto da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, insieme ai paesi associati: Bolivia, Cile, Colombia, Ecuador e Perú, col Venezuela in pieno processo di adesione.
Nella XXXV Conferenza di Capi di Stato del MERCOSUR, svoltasi nella città argentina di San Miguel de Tucumán, la presidentessa argentina Cristina Fernández, ha dichiarato che “L’indipendenza e la crescita della regione sono connessi al percorso d’integrazione e se questo un tempo era una sfida, ora è diventata una necessità strategica e di difesa delle nostre risorse naturali”.
A fronte delle serie minacce che nel mondo rappresenta l’attuale rincaro dei prodotti alimentari, che produce inflazione e maggiore povertà, i capi di stato hanno insistito sull’urgenza di passare all’eliminazione delle asimmetrie ancora esistenti all’interno dell’organizzazione per trasformarla in una potenza esportatrice di alimenti ed energia. Con questo obiettivo è stato approvato un programma di integrazione produttiva, ed un fondo per lo sviluppo di piccole e medie imprese (pyme) nelle catene produttive integrate da vari paesi.
Sulla base della richiesta del presidente venezuelano Hugo Chavez, sarà creato un gruppo di alto livello per dibattere la sicurezza alimentare, una richiesta che secondo il collega brasiliano Luis Ignacio Lula da Silva, permetterà al MERCOSUR e allo UNASUR (Unione delle Nazioni Sudamericane) di fare una vera discussione sulle necessità alimentari di ogni paese, oltre che sulla crisi in sé.
Chavez ha pure proposto un fondo di 920 milioni di dollari per un piano d’emergenza alimentare che sarà finanziato con un dollaro per ogni barile di greggio venduto dal Venezuela, in una fase in cui il prezzo del greggio supera i 100 dollari.
Coscienti dei gravi problemi che porterebbe con sé un accordo di libero commercio con l’Unione Europea, che richiede accesso illimitato ai mercati di servizi e beni industriali del MERCOSUR ma non vuole aprire i suoi mercati agricoli né eliminare i sussidi ai suoi prodotti, il gruppo ha cercato altre destinazioni per le sue esportazioni.
In questo senso, durante la conferenza è stata annunciata la conclusione di un accordo con l’Unione Doganiera dell’Africa Australe (SACU, secondo la sigla in inglese), integrata da Sudafrica, Lesotho, Namibia, Botswana e Swaziland.
Il libero commercio Sud - Sud, va ricordato, aspira a realizzarsi in via trilaterale, con l’integrazione dell’India. Inoltre, saranno realizzati altri due accordi con Giordania e Turchia, come primo passo verso la negoziazione di accordi di libero commercio bilaterali.
Argentina e Brasile, da parte loro, hanno reso noto che hanno raggiunto un meccanismo che consente un sistema bilaterale di pagamento in moneta locale per le transazioni tra i loro due paesi, in modo da fornire maggiore competitività ai settori produttivi con risparmio nel tipo di cambio e attraverso il quale si mettono in secondo piano le negoziazioni in dollari nordamericani.
Rimangono aperte alcune questioni, come la redazione del codice doganale comune, che non è stato concluso per discrepanze tra le parti circa l’inclusione dei diritti di esportazione reclamati dall’Argentina, ma è in vigore il Fondo di Convergenza Strutturale (FOCEM) che finanzia 23 progetti per circa 169 milioni di dollari.
Lula da Silva, ricevendo la temporanea presidenza del gruppo che il Brasile eserciterà nei prossimi sei mesi, ha detto: “L’integrazione ci rende più forti, insieme potremo reclamare giustizia, uguaglianza ed equilibrio a livello internazionale. Dove saremmo, ora. senza il MERCOSUR, in piena crisi alimentare e petrolifera?”.
La realtà, è che i risultati della XXXV Conferenza (nonostante i suoi detrattori) mostrano chiari segni del progresso verso la vera integrazione latinoamericana.