www.resistenze.org - osservatorio - mondo multipolare - 17-10-08 - n. 246

da Rebelion - www.rebelion.org/noticia.php?id=74361
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org di FR
 
E’ l’ora della Banca del Sud
 
di Emir Sader - Carta Maior
 
15/10/08
 
L’UNASUR dovrebbe convocare subito una riunione urgente, per discutere come i paesi del continente debbano fare fronte alla crisi internazionale. Non c’è altra possibilità che approfondire i processi d’integrazione per diminuire la fragilità e i rischi regionali, davanti alla crisi scoppiata nel centro del capitalismo e che vuole che i poveri d’ogni paese ed i paesi della periferia del sistema, paghino il prezzo dei brutali rimedi che i governi centrali mettono in pratica.
 
Una serie di presupposti consensuali richiedono che il nostro continente rafforzi i suoi meccanismi di difesa a fronte della crisi internazionale, risultato di una escalation speculativa dei paesi centrali, degli USA in particolare. La deregolamentazione finanziaria è la fonte di questa gigantesca bolla speculativa; deregolamentando (secondo le formule del FMI, del OMC e della Banca Mondiale) è stata promossa l’egemonia del capitale finanziario nella sua forma più speculativa, e allo stesso tempo si è resa più agevole la libera circolazione dei capitali. I risultati si vedono ora.
 
I paesi che partecipano al processo d’integrazione regionale in America Latina sono meno esposti alla crisi, perché hanno incrementato il commercio e gli scambi fra loro, diversificando i rapporti internazionali. Adesso si tratta di fare nuovi passi avanti, per non essere vittime passive della crisi internazionale.
 
E’ il momento di avanzare ed approfondire il processo d’integrazione. E’ il momento di avanzare nella costruzione della Banca del Sud, verso la creazione di una moneta unica regionale, di una Banca centrale unica, di meccanismi di controllo della circolazione del capitale finanziario, della protezione dei mercati interni, di avanzare verso politiche economiche uniche, di sviluppare progetti d’integrazione industriale e tecnologica, e di elaborare un piano di sviluppo regionale.
 
E’ la risposta latinoamericana alla crisi, Rafforzando i meccanismi d’integrazione, la diversificazione dei rapporti internazionali, lo sviluppo dei mercati interni di consumo, aumentando il coordinamento dei sistemi bancari e finanziari dei paesi dell’UNASUR.
 
I paesi centrali del capitalismo, responsabili dell’esportazione delle politiche del libero commercio e della libera circolazione dei capitali, vogliono coinvolgerci nelle loro soluzioni, che consistono nell’iniettare grandi quantità di capitale per riscattare un sistema guasto, senza introdurre modifiche fondamentali nelle politiche che hanno portato all’attuale gigantesca crisi.
 
Dobbiamo avere una nostra risposta, che sul piano internazionale deve proporre forme di regolazione per la circolazione del capitale finanziario (tasse su questa circolazione come quella che propone ATTAC, tasse per politiche sociali), di controllo statale del sistema finanziario, di penalizzazione dei responsabili dei processi speculativi che hanno condotto alla crisi attuale.
 
Ma niente sostituisce le nostre alternative; il processo d’integrazione regionale deve essere la nostra forma di difesa e d’azione autonoma a fronte di un sistema finanziario internazionale in rovina.
 
Avanzare nella costruzione di un modo politico ed economico multipolare, verso la costruzione della Banca del Sud, con proprie riserve, moneta unica e Banca Centrale unica. Basta con l’avere le nostre riserve in pericolo nelle banche del Nord, è ora che quelle riserve finanzino direttamente il nostro sviluppo, sotto il nostro controllo. Dobbiamo progredire contemporaneamente in ogni forma d’integrazione dello sviluppo regionale.
 
Altrimenti, saremo vittime (ancora una volta) delle soluzioni dettate dagli stessi responsabili della crisi, che cercano di socializzare le perdite di un sistema basato sulla privatizzazione dei profitti. E’ ormai chiaro che non si può avere nessuna fiducia nei presupposti del sistema finanziario internazionale fondato sulla cosiddetta “libera circolazione di capitali”.
 
E’ il momento della Banca del Sud, è l’ora di approfondire e consolidare ogni meccanismo d’integrazione regionale, è il momento di impedire che esportino la loro crisi e di far prevalere lo sviluppo regionale sopra le rovine del neoliberalismo e dell’egemonia imperiale statunitense.