www.resistenze.org - osservatorio - mondo multipolare - 10-11-08 - n. 249

da Global Research - www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=10793
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Cina, Russia e Bielorussia rinunciano al dollaro?
 
di Anatoly Gorev
 
03/11/2008
 
Il recente incontro tra il Primo Ministro russo Vladimir Putin e il suo omologo cinese, Wen Jiabao, ha suscitato scalpore in ambito finanziario. Wen Jiabao ha detto che le due nazioni potrebbero sopportare la crisi finanziaria mondiale, se unissero le forze; Putin sprona ad andare oltre e propone di interrompere l'uso della valuta statunitense nelle transazioni cino-russe.
 
Non è una novità. Russia e Cina hanno già siglato un accordo quadro nel novembre 2007, seguito da un’intesa simile tra Cina e Bielorussia.
 
All'inizio di quest'anno, il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad e il leader venezuelano Hugo Chavez si sono schierati contro l'uso del dollaro, in particolare quando hanno chiesto ai partner dell'OPEC di non usare più la valuta USA nel commercio del petrolio, sostenendo che il biglietto "verde" non è più affidabile ed è giunto il momento di trovare un'alternativa più stabile e prevedibile.
 
Stranamente, a differenza della sollecitazione di Ahmadinejad e Chavez, la proposta di Putin giunge quando il dollaro recupera e inizia a spingere sull'euro. Gli economisti hanno anche parlato in termini di inversione di tendenza globale della valuta, piuttosto che di un temporaneo apprezzamento del dollaro.
 
Gli analisti prevedono che il dollaro si appresti a riguadagnare il suo valore nei prossimi mesi, poiché ritengono che nulla possa ostacolare una costante crescita.
 
Tuttavia, Putin ha proposto che la Russia e la Cina smettano di utilizzarlo come strumento di transazione. Perché? Si tratta di mancanza di fiducia nei confronti delle prospettive del dollaro o di una scelta politica?
 
Gli esperti hanno opinioni differenti in merito. Igor Nikolayev, analista strategico responsabile di FBK, società di revisione tra le più quotate in Russia, sembra scettico: "Credo che si tratti di una dichiarazione politica piuttosto che di una decisione economica. Vi è un sentimento diffuso per cui gli Stati Uniti sarebbero la fonte di ogni male, così cerchiamo di smettere di usare il dollaro", ha spiegato. "Si deve tenere presente, però, occorrerebbe trovare un'altra valuta per sostituire il dollaro nelle transazioni internazionali. La Cina è improbabile che usi il rublo e la Russia sarebbe ugualmente riluttante ad accettare lo yuan. Potrebbero allora optare per l'euro, ma il suo futuro è incerto, soprattutto considerando gli attuali sviluppi sui mercati finanziari globali. Inoltre non è certo che la Cina, che detiene la maggior parte delle riserve internazionali in dollari, sia propensa a utilizzare l'euro", ha aggiunto. "Ci sono più domande che risposte", ha concluso Nikolayev.
 
Per essere obiettivi, riportiamo che altri analisti non sono così scettici circa la possibilità che le imprese russe e cinesi utilizzino unità monetarie comuni.
 
Andrei Marinchenko, direttore generale della Kalita-Finance, ha detto che l'idea è del tutto realistica. Inoltre, ritiene che il rublo abbia buone probabilità di essere selezionato come valuta per le riserve, in primo luogo perché i cinesi sono delusi del dollaro e non abituati all'euro.
 
Solo il tempo mostrerà chi ha ragione. Ma è evidente che smettere l'uso del dollaro nelle transazioni russo-cinesi è una decisione troppo importante per essere giustificata da motivi meramente politici.
 
Supponiamo che accada; quali saranno le implicazioni per le imprese russe, quale impatto avrà la nuova realtà politico-finanziaria sui redditi e i risparmi?
 
Marinchenko è convinto sugli esisti positivi dell'operazione: "una volta che il rublo fosse riconosciuto come moneta di scambio, si avrebbe una crescita della domanda cinese, sia delle aziende che dei privati. La moneta russa di conseguenza si rafforzerebbe e diverrebbe più influente a livello mondiale. La Russia diventerebbe immune ai molti shock dovuti ai crolli delle borse e non dovrebbe temere future svalutazioni o rivalutazioni del rublo. Tutto ciò accadrà perché il dollaro USA, che ha guadagnato la reputazione di moneta instabile e inaffidabile, sarà molto meno importante".