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- osservatorio - mondo multipolare - 30-11-08 - n. 252
Russia e America Latina, tra commercio e geopolitica
Intervista a Carlos Taibo
BBC Mundo
27/11/2008
Nella visita del presidente russo, Dimitri Medvedev, in vari paesi dell’America Latina, è centrale l’interesse economico e commerciale ma vi è pure una forte dimensione simbolica. Riportiamo un’intervista rivolta a Carlos Taibo Arias, che risponde a varie domande dei lettori di BBC Mundo, sul recente attivismo russo nella regione.
Gregorio Galazka da Città del Messico: Ai paesi latinoamericani che cosa offe un’alleanza con la Russia piuttosto che con gli Stati Uniti?
Carlos Taibo Arias: “L’America latina è interessata a diversificare i suoi rapporti politici e commerciali. La sua dipendenza dal gigante nordico, gli USA, è abusiva, ed in questo senso è positivo che migliori i rapporti con l’Unione Europea, che aumenti le relazioni paritarie con l’Africa e l’Asia e che si cerchino nuovi soci. La Federazione Russa è una potenza emergente che può fornire una buona prospettiva all’America Latina.
José Rodríguez, da Lima, Perú: La Russia non è più quella degli ani 60’, non è più un’alternativa.
C.T.: La Russia è un paese con un notevole sviluppo tecnologico ed è anche un importante produttore di materie prime energetiche, inoltre, offre un promettente mercato che è in espansione dal 2000. Sul piano politico è una delle potenze che fungono da contrappeso all’egemonia statunitense, elemento cruciale per quei paesi latinoamericani che stanno cercando di svincolarsi dalla soffocante egemonia yankee.
Adriana Barrios, da Caracas, Venezuela: Il viaggio diplomatico del presidente russo in America Latina come può essere interpretato dalla nuova amministrazione nordamericana, alla luce del dispiegamento di radar e missili USA in Europa orientale?
Marlon García, da Santa Clara, California, USA: La Russia fino dove vuole arrivare con le sue manovre militari all’interno dell’area d’influenza statunitense?
Roger González, da Panama: Si tratta [le manovre militari russe NdT] di una dimostrazione di forza o la Russia vuole davvero aiutare l’America Latina?
C.T.: Sospetto che la politica russa dipenda più che altro da interessi commerciali, però c’è dell’altro. Cuba è un alleato tradizionale, con cui esistono relazioni decennali ben consolidate. Il Venezuela è un paese importante come produttore di materie prime energetiche ed è un cliente interessato ad armarsi rifornendosi su di un mercato libero dai vincoli col mondo occidentale.
Il governo di Chavez ha bisogno di una controparte strategica che gli permetta di affrontare la sfida con gli USA. Il Brasile è poi la principale potenza regionale sul piano economico e commerciale Questa è la dimensione principale all’interno della quale avviene il viaggio di Medvedev, ma esiste anche un altro piano, quello della tensione con gli USA. La Russia vuole dare una risposta forte alla politica aggressiva che gli USA hanno condotto nel loro “cortile di casa”. Penso al Caucaso e alla dimensione simbolica geostrategica di questo viaggio, che ricorda agli USA la possibilità e la potenzialità della Russia nel manovrare in aree vicine al territorio nordamericano.
Carlos Salazar, di Ciudad Ojeda, Venezuela: La manovra russa può scatenare una nuova guerra fredda?
C.T.: Credo che la metafora della Guerra Fredda sia sproporzionata. La manovra russa si attiene a dinamiche molto più tradizionali. Non dimentichiamoci che Russia e Stati Uniti oggi condividono lo stesso sistema economico. Inoltre, la candidatura russa per guidare un blocco di opposizione al mondo occidentale è molto debole, basta ricordare che le spese militari russe sono distanti anni luce da quelle statunitensi. Non solo, ma sono inferiori a quelle del Regno Unito, Francia e Germania. Le spese militari russe sono inferiori a quelle di quattro stati della Nato.
William Salazar, dal Venezuela: Oggi è possibile considerare la Russia un’influenza di tipo “socialista”?
C.T.: "Evidentemente, no. La Russia non è un modello socialista. E’ un modello di capitalismo inserito in alcune modalità più attive della globalizzazione, rispetto all’ideologia del passato non ha più alcun legame. L’avvicinamento della Russia a governi di sinistra potrebbe far pensare che il governo russo si collochi a sinistra, ma i fatti smentiscono questa ipotesi. Ciò che capita è che la contingenza dello scacchiere internazionale facilita quel tipo di lettura che viene dal passato, ma che con l’attualità si avvicina poco. Mi immagino che Medvedev farà lo stesso tipo di viaggio in Colombia o Messico entro pochi mesi.
Omar Pérez Veloz, da Santo Domingo, Repubblica Dominicana: la Russia vuole approfittare della transizione che sta vivendo l’amministrazione nordamericana?
C.T.: Non mi sembra. Piuttosto si tratta dello sviluppo di un’attività in opera da tempo. Dovremmo chiederci lo stesso sui viaggi del presidente russo in Asia o Africa, dove l’elemento di attrito con gli interessi degli USA sono molto meno evidenti. Credo che la visita russa fosse programmata da tempo, e che, per esempio, non sia legata in modo diretto alla crisi estiva nel Caucaso.
Carlos Taibo Arias è insegnate di Scienze Politiche dell’Università Autonoma di Madrid ed e esperto di questioni russe. E’ autore di: “La Russia nell’era di Putin (Catarata, Madrid, 2006), L’eplosione sovietica (Espasa, Madrid, 2000), Politica, mercato e convivenza (Catarata, Madrid, 2006), L’Unione Sovietica. Lo spazio russo-sovietico nel XX secolo (Síntesis, Madrid, 1999).