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- osservatorio - mondo multipolare - 20-06-09 - n. 279
L’Ecuador è il nuovo membro dell’ALBA
di Hedelberto López Blanch - Rebelión
14/06/2009
L’annuncio dell’integrazione dell’Ecuador nell’Alternativa Bolivariana per i popoli della nostra America (ALBA) che sarà ufficializzata il 24 giugno, conferma l’importanza che va acquistando quest’organismo di unità regionale.
In Venezuela, durante la celebrazione della battaglia di Carabobo ci sarà un incontro straordinario del gruppo, occasione in cui il presidente ecuadoregno Rafael Correa renderà effettivo l’ingresso del suo paese nell’ALBA.
Lentamente, ma inesorabilmente, si sono già uniti a quest’organismo otto paesi dell’America Latina.
Le avvisaglie della nascita dell’ALBA si sono avute durante la terza Conferenza dei capi di Stato e Governo dell’Associazione di Stati dei Caraibi nel dicembre 2001, quando il presidente venezuelano Hugo Chavez parlò del progetto di un’unità regionale con nuova volontà politica, economica e sociale.
Tre anni dopo, nel 2004, durante un incontro all’Avana, Chavez e il presidente cubano Fidel Castro hanno firmato i documenti della fondazione dell’ALBA sulla base del principio dell’integrazione per lo sviluppo indipendente dell’America Latina e dei Caraibi, in cui primeggino collaborazione e solidarietà fra i popoli.
La Bolivia vi ha aderito nell’aprile del 2006, il Nicaragua nello stesso mese del 2007, la Repubblica Dominicana nel gennaio del 2008, l’Honduras nell’agosto 2008 e San Vicente e le Granadinas nell’aprile del 2009.
L’ingresso dell’Ecuador comporta una popolazione di circa 74 milioni di persone ed una superficie globale di 2.536.000 chilometri quadrati e un PIL approssimativamente di 461.000 milioni di dollari.
Il controllo egemonico che gli Stati Uniti hanno esercitato su qualunque nazione sudamericana, e le politiche neoliberali imposte da Washington tramite il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca Mondiale (BM) e la Banca Americana di Sviluppo (BID) sono stati la causa del saccheggio delle ricchezze dell’intera area, a detrimento delle masse.
Povertà e miseria si sono diffuse per tutto l’emisfero sudamericano, ma quelle sono divenute la molla che ha spinto i popoli dell’area a unirsi per uscire dal degrado sociale.
Sebbene nessuno potrà sfuggire alla crisi economica-finanziaria che sta vivendo il mondo, provocata e cresciuta nei paesi capitalisti sviluppati, l’ALBA è dotata di strumenti per frenare l’impatto dei suoi effetti, sulla base dei principi di uguaglianza e privilegiando lo sviluppo economico e sociale. Naturalmente, l’ALBA non può trasformare la struttura dell’ordine economico internazionale, ma può stabilire nuove basi di scambio fra i paesi che la compongono, permettendo loro di fare fronte all’emergenza e di elaborare nuove relazioni economiche.
I paesi membri hanno già fatto passi avanti nei cinque anni dalla sua fondazione. Lo scambio commerciale si è incrementato di circa 10.000 milioni di dollari e ha permesso di resistere alla crisi petrolifera, che altrimenti li avrebbe condannati a un enorme deficit commerciale, grazie alla politica venezuelana che ha offerto greggio a prezzi e credito preferenziale per le nazioni facenti parte di Petrocaribe.
In alcune di queste nazioni sono in costruzione o in via di ristrutturazione raffinerie petrolifere che consentiranno di produrre derivati del greggio, derivati molto cari nel mercato internazionale.
Sono state create numerose imprese miste (seppure fra paesi che presentano molte differenze di tipo economico, sociale, culturale), rendendo possibile la diminuzione della disoccupazione in quasi tutti i paesi membri. I cosiddetti progetti “Gran nazionali” hanno spinto aziende di distribuzione e commercializzazione di prodotti farmaceutici, di uso e difesa dell’acqua, esplorazione, sfruttamento e raffinazione del greggio, produzione di alimenti, centri di vigilanza epidemiologica, programmi di alfabetizzazione generale, produzione di libri e creazione dell’Università dell’ALBA.
E’ ora in via di realizzazione la posa di un cavo sottomarino per telecomunicazione che unirà Venezuela e Cuba, e in seguito il Nicaragua con tutti i Caraibi. Un passo avanti per l’informazione veritiera, al cui lavoro è già impegnato il canale televisivo Telesur.
Sul piano sociale in alcuni dei paesi dell’ALBA si lavora per togliere dalla strada i bambini poveri. Sono operativi programmi di sicurezza comunitaria, prevenzione della violenza famigliare e di attenzione alle famiglie a rischio.
I programmi di alfabetizzazione, attraverso il metodo cubano “Sì, IO Posso”, hanno permesso di dichiarare Venezuela e Bolivia liberi da questo flagello, e il Nicaragua prevede di esser in procinto di fare lo stesso.
E’ stata creata la Banca dell’ALBA per aiutare lo sviluppo economico e sociale mediante un finanziamento di favore, libero dalle costrizioni imposte dal FMI e la Banca Mondiale.
E’ in fase di realizzazione una valuta comune chiamata SUCRE, che permetterà di incrementare il commercio e di rendere indipendenti dal dollaro.
L’ingresso dell’Ecuador fa il gruppo più forte, e le porte dell’ALBA restano aperte agli altri paesi interessati a unirsi.
Ci sono molte difficoltà, come capita per il problema dell’incremento della produttività alimentare, ma l’ALBA ha dimostrato che il libero commercio o la privatizzazione non sono in grado di generare i cambiamenti sociali richiesti, e che con la volontà si possono sradicare i problemi che vivono milioni di esseri umani in America Latina.