Israele cerca di stabilire basi in Iran,Siria e Iraq con l’appoggio dei gruppi indipendentisti kurdi
Lo scrive il giornalista che ha rivelato le torture di Abu Ghraib
Eduardo Gonzalez
www.rebelion.org
22 giugno 2004
L’esercito e l’intelligence di Israele hanno inviato effettivi nelle aree kurde
dell’Iran, della Siria e dell’Iraq per stabilire, con l’appoggio e
l’addestramento segreto dei gruppi indipendentisti kurdi, basi militari che le
permettano di controllare la regione. E’ quanto afferma oggi la rivista “The
New Yorker” in un articolo firmato dallo stesso giornalista che ha rivelato i
maltrattamenti e le torture nella prigione irachena di Abu Ghraib, il vincitore
del Premio Pulitzer Seymour Hersh.
Citando fonti anonime dell’intelligence di Israele, Stati Uniti e Turchia,
Hersh afferma nel suo articolo che l’obiettivo di Israele è quello di
predisporre una forza militare kurda che combatta le milizie sciite e che
stabilisca una base in Iran dalla quale sia possibile spiare il supposto
programma nucleare di Teheran.
“Israele ha appoggiato sempre i kurdi come parte di un piano machiavellico
contro Saddam Hussein”, ha dichiarato un vecchio responsabile dell’intelligence
israeliana a “The New Yorker”. “E’ la realpolitik”, afferma l’ex ufficiale
israeliano. “Alleandosi con i kurdi, Israele ottiene occhi e orecchie in Iran,
Iraq e Siria. La domanda critica è quella sul possibile atteggiamento
dell’Iran, in presenza di un Kurdistan indipendente strettamente legato ad Israele.
L’Iran non vuole una base aerea israeliana alla sua frontiera”, ha aggiunto.
D’altronde, con il suo appoggio ai separatisti kurdi, Israele potrebbe mettere
in pericolo la sua alleanza con la Turchia, pregiudicando i suoi intenti di
destabilizzazione in Iraq. “Se si arrivasse ad un Iraq diviso, ci sarebbero più
sangue, lacrime e danni per il Vicino Oriente”, ha dichiarato a Hersh un alto
ufficiale turco.
Da parte sua, “Intel Brief”, un organo di stampa pubblicato dalla CIA, ha
avvertito all’inizio di questo mese che le azioni di Israele stanno aumentando
la tensione nelle sue relazioni con la Turchia, già deterioratesi a causa della
guerra dell’Iraq. “I turchi sono sempre più preoccupati per l’appoggio alle
ambizioni kurde di creare uno Stato indipendente”, segnala il bollettino.
Secondo Hersh, Israele ha deciso di aumentare il suo ruolo nel Kurdistan la
scorsa estate, dopo che risultò chiaro che l’invasione statunitense dell’Iraq
si era rivelata rovinosa e per il timore che il caos che ne conseguiva potesse
rafforzare l’Iran, il cui possibile programma nucleare preoccupa in particolar
modo Israele.
Traduzione a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare