www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società - 13-10-04

Esiste ancora il diritto di denunciare la politica di Bush?


Elaborazione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova

Giovedì, 7 ottobre 2004 i server che ospitano la maggior parte dei siti di Indymedia, fra cui quello italiano, sono stati sequestrati materialmente dalla FBI negli uffici londinesi del provider USA Rackspace, uno dei maggiori provider internet degli Stati Uniti. La giurisdizione dell’FBI si è estesa perfino sul territorio britannico, e questa azione costituisce un attacco mirato alla rete di informazione alternativa e indipendente più diffusa nel mondo. Sembra che l’azione si inquadri in un’indagine sul terrorismo internazionale: una corte Statunitense, sollecitata dalle magistrature svizzera e italiana, ha fatto riferimento al Mutual Legal Assistance Treaty (MLAT), un protocollo che stabilisce le procedure di mutua assistenza fra gli Stati durante indagini sul terrorismo internazionale, i rapimenti e il riciclaggio di denaro.

L’indagine non riguarda gli Stati Uniti ma è una forma di collaborazione e di cooperazione con autorità internazionali per la sicurezza. Comunque tutto viene avvolto da una coltre di riservatezza e di censura. Il MLTA è un accordo internazionale che ha preceduto il Patriot Act, la norma che con la scusa del terrorismo internazionale ha attribuito enormi poteri sovranazionali agli Stati Uniti e alle loro agenzie di sicurezza. Ad esempio viene consentito all’FBI il sequestro di hard disk di agenzie di informazione internazionali, senza alcun obbligo di motivare la causale del provvedimento, e così è avvenuto il sequestro informativo censorio e piratesco.

Ma dall’articolo che segue si comprende bene che da qualche tempo è in atto un attacco subdolo, capillare, capzioso, ma di una assoluta violenza, contro qualsiasi fonte informativa che mette a nudo l’illegalità di prassi e la prepotenza nelle azioni di tutti i poteri degli USA, dei loro alleati e della NATO. Le guerre detestabili dell’imperialismo USA vedono la loro continuità nella guerra contro la libertà di espressione, per condizionare l’opinione pubblica e assoggettarla a sostenere e difendere gli interessi particolari di dominio della società.


Wolfowitz (Pentagono) pretende 265.000 euro dall’editore di Michel Collon !


di Vanessa Stojilkovic

265.000 euro?! Questa somma enorme viene pretesa dall’azienda Hasbro nei riguardi della casa editrice EPO per avere pubblicato il libro di Michel Collon «Monopoly - L'Otan à la conquête du monde – Monopoli - la Nato alla conquista del mondo».
Hasbro ha intentato presso la corte di Parigi un processo per una pretesa “contraffazione” del suo gioco “Monopoli”. Ma chi muove i fili di questa azienda? Paul Wolfowitz. Sì, proprio lui, il numero 2 del Pentagono, il Ministero della Guerra di Bush. Diversi segnali mostrano che questo attacco è politico…

La multinazionale US Hasbro ha citato in giudizio l’editore EPO davanti al tribunale di Parigi, in data 16 maggio 2003, pretendendo “150.000 euro per danni materiali ai suoi marchi, 100.000 euro per…parassitismo e 15.000euro per spese processuali”.
Ma perché proprio a Parigi, dal momento che questa casa editrice risulta Belga? 
Perché i tribunali francesi sono noti per essere i più severi in materia di libertà di espressione e di diritto all’imitazione grottesca.
Il 9 luglio 2004, la terza sezione della Corte di Appello del Tribunale di Parigi ha dato ragione a Hasbro - Monopoly e ha condannato l’editore al pagamento di 20.000 euro. L'editore ha deciso di ricorrere in appello.

Si tratta di una semplice vertenza commerciale e giuridica? Assolutamente no: 

1° Il pretesto «giuridico» è grossolano :
Hasbro pretende di essere «vittima di contraffazione» dato che Michel Collon ha pubblicato la sua magistrale analisi della strategia globale USA sotto il titolo “Monopoly - L'Otan à la conquête du monde”.
Giuridicamente la manovra è grossolana, visto che la proibizione di utilizzare marchi commerciali esistenti è diretta ad impedire atti cosiddetti di ‘concorrenza sleale’. Ora, un libro di analisi politica evidentemente non fa alcuna concorrenza alla vendita di un gioco di società! Forse, il libro di Michel Collon ha dato fastidio agli ambienti dell’amministrazione USA, in quanto vi è esposta la strategia Statunitense sulla guerra globale e vi sono state smascherate le loro pretese menzognere. 
Ma chi avrebbe potuto asserire, senza suscitare delle grasse risate, che questo libro avrebbe fatto abbassare nel mondo le vendite del gioco “Monopoli”?
Dunque, l’obiettivo è un altro!

2° Nel Consiglio di amministrazione di Hasbro vi troviamo Paul Wolfowitz.
Vice-ministro della Guerra di Bush, è lui il ‘teorico’ che dopo il 1991 ha preparato la Strategia degli Stati Uniti della «guerra globale». È lui che, per primo, ha spinto Bush ad attaccare l’Iraq. Senza dubbio, alla sua nomina nell’amministrazione Bush, ha sospeso questa attività decisamente lucrativa (con Mattel, Hasbro è uno dei due giganti mondiali che dominano l’industria del giocattolo).  Ma negli USA affari e politica sono come «vasi comunicanti» con dei frequenti avanti e indietro. Anche lo stesso Dick Cheney ha abbandonato i suoi incarichi in Halliburton, ma è assolutamente cosa sicura che lui continua a tirarne i fili.
Fra gli amministratori di Hasbro troviamo anche Marie-Hélène Kravis. Un nome poco conosciuto, ma si tratta della moglie di uno degli uomini più ricchi del mondo. La coppia è collegata al complesso militar-industriale USA e a Israele (servizi segreti e lobby del Congresso giudaico mondiale: vedere più avanti «Chi si cela dietro Hasbro?» e «Wolfowitz, l’ideatore della guerra globale»).

3° L’obiettivo è chiaramente quello di far dichiarare fallimento all’editore. La casa editrice EPO, attiva in Francia e in Belgio, si è segnalata in questi ultimi anni per avere pubblicato molti libri di rilievo sull’imperialismo USA.
Citiamo solamente «11 septembre» di Franssen, «Palestine» di Lucas Catherine, come pure i lavori di Calvo Ospina sui collegamenti CIA - Bacardi - mafia cubana, o come il lavoro di Hassan & Pestieau sull’occupazione dell’Iraq. (vedi http://www.epo.be/)
La casa editrice EPO si batte con accanimento per conservare la propria indipendenza a fronte della concentrazione delle importanti case editrici nelle mani dell’industria e della finanza. Esigere da questo editore dei risarcimenti così esorbitanti sta manifestamente a significare di voler impedirgli di continuare la sua attività. 

4° É il contenuto politico del libro “Monopoli” che ha posto dei problemi !
In questo libro, pubblicato nel 2000, Michel Collon ha dimostrato in modo magistrale che la guerra contro la Yugoslavia non era per nulla una “guerra umanitaria”, ma annunciava altre guerre, in particolare quelle contro l’Iraq e l’Afghanistan, cosa che in pratica è stato confermato.
Era stato messo in evidenza che Washington si batteva per controllare le vie del petrolio (progetti di oleo-e gasdotti attraverso i Balcani), controllo che avrebbe permesso agli Stati Uniti l’eventuale blocco dei rifornimenti energetici all’Europa.
Effettivamente, il crimine di Collon è stato di aver esposto senza fronzoli la strategia della guerra globale USA. 

5° Michel Collon aveva già smascherato Wolfowitz nel suo libro “Poker menteur”. L'autore belga aveva puntualizzato una relazione di Wolfowitz poco considerata. Fin dal 1992, Wolfowitz aveva richiesto al Pentagono di fare di tutto per impedire la comparsa di un esercito Europeo. In un periodo in cui sembrava che gli USA e l’Europa marciassero ancora di concerto, Collon aveva indicato che questo rapporto non era altro se non una dichiarazione di guerra appena camuffata nei confronti degli…amici Europei. 
Analisi che veniva in seguito confermata dagli avvenimenti e dall’aumento dei contrasti. (riferimento a p.116 di “Poker menteur”)

6° Michel Collon : un uomo da demolire ? Sono dodici anni che questo autore belga conduce un’azione originale, che molto ha contribuito a smascherare l’imperialismo degli Stati Uniti. Dopo il celebre "Attention, médias !" (1992), i suoi libri, dalle molteplici traduzioni ed edizioni, presentano ai lettori una analisi strategica nello stesso tempo globale e minuziosa, con un approccio originale alle “prove mediatiche” che gli ha valso la reputazione di “esperto nel braccare mediamenzogne, le menzogne dei mezzi di informazione di massa”.
Co-autore del film di Vanessa Stojilkovic “Les Damnés du Kosovo – I dannati del Kosovo”, tradotto in sei lingue, Collon è stato invitato a centinaia di conferenze e dibattiti in tutta Europa e nel mondo.
Analista, ma nello stesso tempo militante contro la guerra, Collon è stato a capo di missioni internazionali importanti per testimoniare sulle conseguenze delle aggressioni Statunitensi : i «15 Belgi sotto le bombe della NATO» (Yugoslavia, 1999) e i «120 Ispettori della pace» (Iraq, 2002). Da tutto questo deriva l’accanimento di Washington! (http://www.michelcollon-info/bio)

7° Ma soprattutto è stata la denuncia per «crimini di guerra», depositata presso il tribunale di Bruxelles contro il generale Franks, che ha scatenato la collera di Washington. Michel Collon è uno degli animatori del movimento “Stop Usa”, che ha aiutato le famiglie di 17 vittime Irachene a presentare denuncia per crimini di guerra a Bruxelles nel 2003 contro il generale Franks, comandante in capo dell’esercito USA.   Basandosi su numerose testimonianze e su un solido dossier, la denuncia aveva tutte le possibilità di essere accolta.
Ma le minacce di Washington avrebbero obbligato Bruxelles a sopprimere la sua legge di “competenza universale”. 
'Coincidenza' : è avvenuto che la società Hasbro è passata all’attacco qualche giorno dopo la presentazione di questa denuncia, ma …ben tre anni dopo l’uscita del libro “Monopoli”. La relazione è chiarissima !

Tutti questi segnali dimostrano che l’attacco di Hasbro – Wolfowitz è politico. Si ha a che fare con i più importanti rappresentanti dell’imperialismo USA, con un esempio perfetto di fusione personificata di interessi economici e politici. 
Le guerre detestabili dell’imperialismo USA vedono la loro continuità nella guerra contro la libertà di espressione, per il monopolio di Hollywood, di Bill Gates e della CNN. Chiaro?!

Bisogna salvare la casa editrice EPO !
Non è il soldato Ryan, ne’ il presidente Bush che bisogna salvare, ma le edizioni EPO. Gli editori indipendenti sono sempre meno numerosi in tutto il mondo, in modo da impedire la pubblicazione di testimonianze, rivelazioni, analisi dignitose sul militarismo USA, sui maneggi delle grandi potenze e sulle importanti questioni sociali.
Nel momento in cui il mondo intero si mobilita contro la guerra e l’imperialismo degli Stati Uniti, l’attacco di Hasbro e di Wolfowitz fa parte dei tentativi del regime di Bush di mettere il bavaglio alla contestazione.
Ma, nello stesso modo in cui Michael Moore non si è inchinato quando hanno tentato di impedire la distribuzione del suo film “Fahrenheit 9/11”, Michel Collon e l’editore EPO hanno deciso di continuare il combattimento. Si rifiutano di farsi mettere la museruola, qualsiasi siano i pretesti utilizzati.

Come potete sostenerli in questa lotta ?

1. Diffondendo questa informazione

2. Inviando una e-mail di protesta sui siti della Hasbro a:
http://www.hasbro.com
http://www.hasbro.fr
o scrivendo a: (Hasbro, 1027 Newport Avenue Pawtucket, Rhode island, 02862, USA)

3. Facendo conoscere i titoli delle edizioni EPO, invitando a dei dibattiti gli autori di questi lavori, aiutando EPO a trovare dei canali di diffusione 
Per contatti: mailto:jos.hennes@epo.be

4. Acquistando, a titolo di solidarietà per coprire le spese processuali, uno o più esemplari del libro «Monopoly», sia per voi stessi, sia per donarlo, in particolar modo per la fine dell’anno. Questo libro esiste in francese, inglese, spagnolo, olandese. La sua vendita resta autorizzata ancora per qualche settimana, al prezzo di 19 Euro + spese postali.

Inviate il vostro ordine a: mailto:nessa.kovic@indymedia.be che lo inoltrerà.
Indicate il vostro indirizzo e-mail o postale per ricevere il modulo di pagamento!

Per ordinare in inglese, scrivere a Milo Yelesiyevich a: mailto:serbianclassics@hotmail.com
Per ordinare in spagnolo, scrivere a Eva Forest a: mailto:hiru@clientes.euskaltel.es
Per ordinare in olandese, scrivere a Jos Hennes a: mailto:jos.hennes@epo.be


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Chi si nasconde dietro la Hasbro, “rispettabile” ditta di giochi?
di Michel Collon
http://www.anti-imperialism.net/lai/texte.phtml?section=&object_id=23085

Non è solo perché si parla di giocattoli che ci addentriamo in un mondo di “bambini” e di persone “gentili”. Oggi, il mercato mondiale del giocattolo si trova nelle mani di due mastodonti che sono riusciti ad eliminare o a ramazzare quasi tutte le altre società: in testa la Mattel che controlla in particolare Barbie, la Fisher - Price, Scarabeo... Quanto alla Hasbro, era una piccola ditta familiare (Fratelli Hassenfeld) che è decollata negli anni Sessanta lanciando un gioco militarista, G.I. Joe.

Successivamente, prendendo il controllo di numerose società, è riuscita a conseguire la proprietà dei marchi di “Monopoli”, “Trivial Pursuit”, “Playskool”, “Pictionary”, “Cluedo”, “Atari”, “Teletubbies”, dei prodotti derivati dal “Pokemon” e da “Guerre Stellari”, di numerosissimi giochi elettronici, di fabbriche di dolciumi e di molte altre ancora.

Un classico: i profitti di questi due giganti del giocattolo sono esplosi con la chiusura al massimo possibile di fabbriche negli USA e in Europa e delocalizzandole verso i paesi poveri del terzo mondo. Così, nel 2002, la Mattel ha chiuso la sua fabbrica del Kentucky. Ora sfrutta 39.000 persone nelle sue fabbriche in Asia.
Se la Hasbro impiega direttamente solo 10.000 persone, questo è perché ricorre soprattutto al subappalto dai ben noti vantaggi. (1)

Quando acquistate un gioco,  state facendo ricco Paul Wolfowitz, l’ideologo di Bush?

Dunque, quando acquistate un gioco per voi o per i vostri bambini, praticamente avete tutte le probabilità di arricchire gli azionisti di Mattel o Hasbro. E bisogna sapere che il budget medio per i giocattoli di un bambino dell’Unione Europea si è elevato a 250 euro l’anno.

Così, in mezzo agli amministratori che voi arricchite involontariamente, si possono trovare persone della buona società. O gentaglia, dipende dai punti di vista.
Innanzitutto, uno dei più grandi guerrafondai degli Stati Uniti: Paul Wolfowitz, il numero due di Rumsfeld, ministro della Guerra di Bush, con cui forma un “tandem perfetto”, secondo il settimanale ultra-conservatore statunitense “Time”: “Se Rumsfeld è la faccia, la bocca ed il braccio armato della guerra in Iraq, Wolfowitz, il suo padrino intellettuale, ne è il cuore e lo spirito”. (2) (vedi articolo su Wolfowitz, subito dopo)

“Il cuore e lo spirito della guerra” è stato amministratore della Hasbro fino alla vigilia della sua nomina nell’amministrazione di George Bush.
E tornerà in Hasbro dopo il suo mandato politico, come molte delle personalità USA, ferventi praticanti di questo sport redditizio che è lo yo-yo, l’andare avanti e indietro fra affarismo e politica? È probabile, ma in ogni modo i collegamenti e gli interessi comuni rimangono, in modo discreto o palese.
Ecco allora che Dick Cheney, il vicepresidente degli USA, teoricamente non ha più niente a che vedere con la impresa petrolifera Halliburton che dirigeva prima dell’assunzione della sua carica politica. Ma lo scandalo delle “commesse gonfiate” ha dimostrato come lui abbia utilizzato senza vergogna l’occupazione dell’Iraq per riempire le tasche di Halliburton e, quindi, molto probabilmente, anche le sue.
 
(La Hasbro)Legata al complesso militar-industriale e ad Israele

Ma percorrendo l’elenco degli amministratori della Hasbro, si incappa su un altro nome estremamente interessante, quello di Marie-Josée Kravis che è, o è stata, amministratrice di Ford, Canadian Imperial Bank, Vivendi Universal e Hollinger.
Questa società ha collegamenti con la destra più dura degli Stati Uniti e con i servizi informativi israeliani, visto che il loro vecchio capo Shlomo Ben Gazit siede in un consiglio direttivo della Hasbro (3). Inoltre, la stessa società controlla diversi giornali britannici ed israeliani che hanno giocato un ruolo assolutamente di primo piano nella questione irachena.

Marie-José Kravis è stata anche amministratrice di Seagram, il cui fondatore Edgar Bronfman Sr. è presidente della lobby molto influente del “Congresso Ebraico Mondiale”. Lei siede anche alla direzione di un think-thank, un centro di elaborazioni ideologiche conservatore degli USA, l’Istituto Hudson. Bush Senior l’aveva nominata al Consiglio del Ministero per l’Energia. 
Sul sito del Consiglio per gli Affari Esteri, il maggiore organo dove viene discussa e decisa la politica internazionale degli USA, questa signora viene presentata come “esperta” in economia internazionale, politica della cosa pubblica e strategia. (4)

Suo marito, Henry Kravis, occupa il 351° posto della lista Forbes degli uomini più ricchi del mondo con una fortuna stimata su 1,3 miliardi di dollari. La sua società, la KKR ha posseduto, o possiede ancora, in tutto o in parte, diverse imprese significative: Safeway, Union Texas Petroleum, Duracell, American Re Insurance, Nabisco...

Infine, a coloro che potrebbero stupirsi se un tribunale francese si mostra forse compiacente verso una società USA, segnaliamo che la KKR è la principale azionista della società francese elettrica Legrand, il cui presidente è Ernest-Antoine Seillière, proprietario della Medef, ovvero il padrone dei padroni francesi (5).
È veramente piccolo il mondo degli affari!

Tra gli altri amministratori attuali della Hasbro, possiamo trovare anche Jack Greenberg, ex boss di McDonalds, Paula Stern, ex presidentessa della Commissione per il Commercio Internazionale degli Stati Uniti, Sylvia Hassenfeld (American Jewish Joint Distribution Committe) ed Alan Batkin, vicepresidente della Kissinger Associates. Quest’ultima è una società di consulenza che mette a disposizione delle multinazionali Statunitensi i consigli sperimentati del “Dottor Henry”, che è stato il capobanda di
Pinochet e di alcuni dei dittatori più sanguinari del pianeta.

Conclusione: la Hasbro, non è affatto un gioco. Né per le decine di migliaia di lavoratori del terzo mondo, super sfruttati per il profitto di azionisti ed amministratori ricchissimi come Kravis e Wolfowitz. Né per il suo ruolo al fianco delle aggressioni militari Statunitensi ed Israeliane. La Hasbro è un elemento del complesso militar-industriale
che ha consentito l’insediamento del regime di Bush e la sua guerra globale.

Note:
(1) Cifre dell'International Council of Toy Industry-Commisione Internazionale sull’Industria del Giocattolo. Vedere anche Thérèse Jeunejean, “Le grand jeu de la mondialisation”, Le Ligueur (Belgio), 12/11/2002. Gresea (Belgio), “La face cachée du jouet”, luglio 2002.
(2) http://www.time.com/time/personoftheyear/2003/poywolf.html
(3) Vedere l’indice di Geoffrey Geuens, “Tous pouvoirs confondus”, edizioni EPO, 2003, che ringraziamo per il loro aiuto prezioso.
(4) Fonte: http://www.kkr.com/
(5) Sull’importanza del Comitato per i rapporti con l’Estero, vedere Geuens,
idem, p. 84-92. (E Gounet, EM?)

Paul Wolfowitz, l’ideologo della «guerra globale» di Bush 
Fra poco potrete trovare questo documento, assieme agli sviluppi del processo Wolfowitz contro EPO & Collon – sul sito http://www.michelcollon.info/ che attualmente non è ancora aperto, ma lo sarà ben presto. Una e-mail vi avvertirà. Voi e i vostri compagni potrete inserirvi nella lista di ingresso, o cancellarvi.