da Rebelion - http://www.rebelion.org/noticia.php?id=7273
7/11/04
Bush lancerà un ultimatum stile Monroe contro
Venezuela, Cuba ed il Blocco Regionale di Potere
Heinz Dieterich
(Estratto)
La lealtà classista di Kerry
John Kerry ha perso
le elezioni contro Georg Bush perché non ha rotto la lealtà di classe con
l’élite a cui appartiene.
Mobilitare agli apatici era una buona idea, ma che non poteva trionfare senza
attaccare la testa dell'idra.
Poche volte nella storia
statunitense c’è stato un presidente più vulnerabile del ladro elettorale del
2000.
La sua immagine corporativa elettorale di “Comandante in Capo” che avrebbe
creato un mondo migliore e più “sicuro” senza Saddam e la sua aggressione
contro Kerry, che “you cane run, but you can´t hide” (puoi correre, ma non
nasconderti), si sarebbe potuta distruggere nei primi trenta minuti del primo
dibattito televisivo.
Ma, smascherare un Commander in Chief che sì, davvero è
corso e si è nascosto dietro suo papà durante la Guerra del Vietnam, sarebbe
stato equivalente a smascherare l’istituzione della Repubblica di Wall Street
che sostiene la farsa della democrazia statunitense.
Kerry ha ripetuto
l’atteggiamento classista di Al Gore che davanti al delitto costituzionale di
Bush nell’anno 2000 ha preferito farsi complice della frode, piuttosto di
tradire l’oligarchia plutocratica. In quel modo, Kerry è sceso in campo con una
mano legata ed una squadra consulente castrata. (..)
Il Termidoro
La democrazia negli
Stati Uniti è il risultato diretto delle idee più progressiste della modernità
borghese vilipesa ciecamente oggigiorno da una cricca di nuovi
"filosofi", sociologi e politici che sono compatibili col progetto
involutivo della combriccola di Bush.
Quel progetto prevede la
distruzione di idee ed istituzioni centrali nate in europea in una delle fasi
più produttive di tutti i tempi per il progresso dell’umanità. L’agenda di Bush
incarna la minaccia di un’autentica controrivoluzione che implica il ritorno ai
tempi dell’Inquisizione e dello Stato teocratico-autocratico. (..)
Tale regressione potrebbe considerarsi un argomento interno dell’Unione
Americana se non fosse che quel paese costituisce il centro di gravità ed
equilibrio del sistema.
Ogni sviluppo protofascista
nel Colosso del Nord è, pertanto, a priori, un tema di estrema importanza su
scala mondiale. Per i paesi latinoamericani l’implicazione è anche più
drammatica: si tratta di una questione vitale per il loro futuro.
America Latina: The Empire strikes back
Bush ha detto che il suo
trionfo elettorale significa un avallo della sua politica degli ultimi quattro
anni, dei suoi “valori” e della sua geopolitica, ed un mandato per approfondire
quella politica negli anni venturi.
Questo significa per l’America
Latina che le due macrodianmiche contraddittorie del continente (la schiavutù
monroeista e la liberazione bolivariana) entreranno in una fase di conflitto
che veniva detta “guerra senza quartiere” nella Prima Indipendenza. Si tratta
di un gioco in cui chi vince prende tutto.
Uno dei membri più influenti della combriccola
"neoconservatrice", Frank J. Gaffney, Presidente del Centro per le
Politiche di Sicurezza (Center for Security Policy) ed ex-funzionario nel
governo di Ronald Reagan, (..) ha già chiesto pubblicamente che dopo il trionfo
elettorale il governo Bush progetti una strategia per il confronto aggressivo
con i “regimi antistatunitensi in America Latina.”
Tali regimi, secondo Gaffner,
sono quelli di Cuba, Venezuela, Brasile, Argentina, Uruguay e le forze sociali
dell’Ecuador. “Il regime di Fidel Castro, per la sua antichità, è il primo
nella lista.” Ma, “Chávez in Venezuela ci sta arrivando rapidamente, e credo
che sia probabile che lo soppianti data la sua abilità di agire con il suo
rabbioso sentimento antistatunitense, e perché ha il petrolio.”
Il Presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula dà Silva è un altro bersaglio delle
agende strategiche della combriccola. (..)
Su scala internazionale, gli obiettivi includono la “pacificazione”
dell’Iraq e dell’Afghanistan, il cambiamento dei regimi in Iran e Corea del
Nord, l’appoggio incondizionato ad Israele e la “sconfitta del nostro nemico
islamofascista ed i suoi modelli statali.”
È ovvio che prima che finisca l’anno, Bush metterà i
governi del Venezuela, Brasile, Argentina ed Uruguay davanti all’alternativa di
capitolare davanti alla sua politica di riannessione militare, economica,
politica e culturale monroeista, e di rinunciare al Progetto Storico del Blocco
Regionale di Potere (BRP) indipendente, o essere destabilizzati violentemente.
Davanti a tale minaccia, l’unica strategia di difesa possibile è
l’intensificazione ed accelerazione dell’integrazione sud-americana a livello
statale sul piano economico, politico, culturale e militare, un cocktail per la
costruzione di un’alleanza strategica tra i governi rispettivi ed i movimenti
popolari latinoamericani.
La prima data per implementare
quella strategia è la Conferenza dei Ministri della Difesa dell’America (CMDA)
che avrà luogo a Tolgo, dal 16 al 21 novembre del 2004, e nella quale è vitale
frenare per quanto possibile l’avanzata di Washington nell’applicazione
dell’interventista Carta Democratica Interamericana, nella sottomissione
monroeista delle Forze armate della regione, nella privatizzazione
dell’Amazzonia e nel consolidamento della dipendenza finanziaria e del debito
estero.
A tale fine, varie organizzazioni della società civile ecuadoriana, come
l’Associazione Americana dei Giuristi, sezione Ecuador; la Confederazione di
Nazionalità Indigene dell'Ecuador (CONAIE); il Movimento per la Repubblica
Bolivariana dell’Ecuador (M-RBE) e l’Assemblea Permanente dei Diritti umani,
realizzerà mercoledì 18 novembre, una Conferenza alternativa alla CMDA, che il
giorno dopo consegnerà ai Ministri un manifesto sulla la posizione e le domande
del Movimento per il Blocco Regionale di Potere latinoamericano (MBRP). Questo
evento è pubblico e gli organizzatori invitano organizzazioni e persone
solidali del mondo a partecipare e ad appoggiarlo (quijote@punto.net.ec) per
quanto possibile..
Per difendere gli interessi latinoamericani ed ostacolare l’avanzamento
dell’agenda monroeista di Bush a Tolgo, tuttavia, è imprescindibile che i
governi di Venezuela, Argentina, Uruguay e Brasile, arrivino ad un consenso
previo per presentare una posizione unificante di fronte al Pentagonismo e
al Panamericanismo in Ecuador
L’unico protagonista col
potere, la visione strategica ed il dinamismo necessario per ottenere quel
consenso, è Hugo Chávez.