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da Newstatesman 15/11/2004 - http://www.newstatesman.com/site.php3?newtemplate=NSArticle_NS&newDisplayURN=200411150006

Iraq. L’inammissibile diventa normale


I principali media parlano di Falluja come se fosse popolata solo di insorti stranieri. In realtà sono donne e bambini ad essere massacrati in nostro nome.

John Pilger *
5 Novembre 2004

Il saggio fondamentale di Edward Herman, “La Banalità del Male”, sembra più appropriato che mai. “Fare cose terribili in modo organizzato e sistematico favorisce la ‘normalizzazione’”, scrisse Herman. “ Nel fare e nel pensare l’impensabile vi è normalmente una divisione di lavoro, con la diretta azione di brutalizzare e uccidere fatta da alcuni…mentre altri lavorano a perfezionare la tecnologia (migliori gas ustionanti, un napalm più persistente, bombe a frammentazione che penetrino nella carne in modo più difficile da operare). Compito di esperti e dei principali media è ‘normalizzare’ l’inammissibile per l’ampio pubblico”

Un reporter della BBC da Baghdad ha riferito dell’imminente attacco su Falluja come ‘altamente pericoloso’ per gli Americani. Quando gli è stato domandato dei civili ha risposto rassicurando che i marines US stavano avanzando con i Tannoy, dicendo alla gente di andarsene. Ha omesso di dire che decine di migliaia di persone sarebbero state lasciate in città. Ha riferito del “più intenso bombardamento” della città senza alcun riferimento a quello che significavano le bombe per la popolazione che stava sotto. E nemmeno per i difensori, gli iracheni resistenti, considerati semplicemente “insorti imbucati nella città”, considerati come se fossero dei corpi alieni, un’infima forma di vita da eliminare (the Guardian). Secondo un ufficiale superiore Britannico, nella visione degli Americani gli iracheni sono Untermenschen, termine usato da Hitler nel Mein Kampf per definire ebrei, zingari e slavi come subumani. E accade come quando l’armata Nazista pose l’assedio alle città russe, massacrando i combattenti e non combattenti allo stesso modo.

Normalizzare crimini coloniali come l’attacco su Falluja richiede quel tipo di razzismo legato alla nostra immagine “dell’altro”. Il nocciolo dei reportage è che gli insorti sono guidati da sinistri stranieri, del genere che decapita la gente: per esempio Mussab al Zarquawi, un giordano che si dice sia il capo di al-Quaeda in Iraq. Questo è ciò che dicono gli Americani, ed è anche l’ultima bugia di Blair in Parlamento. Senza ironia è stato riferito che gli stranieri in Iraq stanno minacciando l’America e che secondo tutti gli indicatori, sono detestati. Queste indicazioni vengono da organizzazioni di sondaggi apparentemente credibili, una delle quali stima che su 2.700 attacchi al mese dalla resistenza, sei possano essere accreditati all’infame al Zarqawi.

Una lettera mandata il 14 Ottobre a Kofi Annan, il Consiglio della Sura di Falluja, che amministra la città, dice: “Gli Americani a Falluja hanno creato un nuovo falso obiettivo: al Zarqawi. Da circa un anno hanno creato questo nuovo pretesto e da allora distruggono ovunque case, moschee, ristoranti e uccidono bambini e donne. E dicono ‘abbiamo lanciato con successo una operazione contro al Zarqawi’. La popolazione di Falluja assicura che, se questa persona esiste, non sta a Falluja… noi non abbiamo contatti con nessun gruppo che sostenga comportamenti inumani. Facciamo appello a lei per chiedere alle Nazioni Unite di prevenire l’inizio imminente del massacro che gli Americani e il governo fantoccio stanno preparando a Falluja come in molte altre parti del Paese”.

Non una parola di ciò è stata riportata sui principali media Britannici e Americani.

“Cosa può smuoverli da questo sconcertante silenzio?” ha domandato lo scrittore Ronan Bennet in Aprile, dopo che i marines, in un’azione collettiva di vendetta per l’uccisione di 4 mercenari Americani, uccisero più di 600 persone a Falluja, un prezzo che non è mai stato negato. Poi, di nuovo, hanno usato le più feroci armi, gli AC130, i bombardieri F16 con bombe da 500 Ib contro catapecchie. Hanno incenerito bambini; e si vantano di tirare a uccidere chiunque, come hanno fatto a Sarajevo.

Bennet si riferiva alla legione silenziosa dei parlamentari Laburisti, con onorevoli eccezioni, e ai ministri lobotomizzati; e anche a quei giornalisti che tendono ogni muscolo a proteggere la “nostra” parte, che normalizza l’inammissibile, e persino immoralità e criminalità dimostrabili senza sforzo. Certamente, essere urtati da quello che “noi” facciamo è pericoloso, perché questo può portare ad una maggiore comprensione del perché “noi”ci troviamo in prima fila nel portare afflizione, non solo in Iraq, ma in così tante parti del mondo. E che il terrorismo di al-Quaeda è poca cosa a paragone del “nostro”.

Non vi è nulla di illecito in questa rimozione; accade alla luce del sole. L’esempio recente più urtante è seguito all’annuncio di un prestigioso giornale scientifico, the Lancet, il 29 Ottobre, di uno studio che stimava 100.000 morti iracheni in seguito all’invasione Anglo-Americana. 84% delle morti è stata causata  da azioni degli Americani e dei Britannici; il 95% di questi sono stati uccisi da bombardamenti aerei o dell’artiglieria.

I curatori dell’eccellente MediaLens  hanno osservato la corsa- precipitosa- ad appianare le notizie urtanti con lo “scetticismo” e il silenzio; hanno riferito che il reportage di Lancet del 2 Novembre è stato ignorato da Observer, Telegraph, Sunday Times,Financial Times, Star, Sun, e molti altri. La BBC ha inquadrato il reportage nel termine di “dubbi” del governo e Channal 4 News ha rilasciato una mistificazione basata su istruzioni di Downing Street. Niente è stato pubblicato sui principali giornali, così l’inammissibile che “noi” abbiamo prodotto in questo massacro, è stato soppresso, ‘normalizzato’.  E’ come la cancellazione della morte di un milione di iracheni, incluso mezzo milione di bambini sotto i cinque anni, come risultato dell’embargo voluto dagli Anglo-Americani.

Per contro non vi sono media che mettano in dubbio la metodologia del Tribunale Speciale iracheno, che ha denunciato 300.000 vittime di Saddam Hussein. Il Tribunale Speciale, un prodotto del regime collaborazionista di Baghdad, lavora per gli Americani; esperti degni di rispetto non vogliono averci niente a che fare. Non c’è dibattito su quanto propugna la BBC: “Prime elezioni democratiche in Iraq”! Non vi sono rapporti su come gli Americani abbiano assunto il controllo sui processi elettorali con due decreti passati a Giugno, che concedono una “commissione elettorale” al fine di eliminare i partiti non graditi a Washington. La rivista Time riferisce che la CIA sta comprando i candidati preferiti, che è il mezzo con il quale l’agenzia ha fissato le elezioni nel mondo. Quando e se le elezioni avranno luogo, noi saremo immersi nel cliché della nobiltà delle votazioni, come se i fantocci dell’America fossero scelti ‘democraticamente’.

Il modello di ciò è stata la ‘copertura’ delle elezioni presidenziali americane, un diluvio di  banalità per normalizzare l’inammissibile, perché ciò che è accaduto il 2 Novembre non è la democrazia in azione. Con un’eccezione, nessuno nella folla dei ‘colti e agiati’ arrivati da Londra ha descritto il circo di Bush e Kerry come l’invenzione di poco più dell’un per cento della popolazione, gli ultra-ricchi e potenti che controllano e guidano la guerra economica permanente. Non è stato possibile dire che tra i perdenti non ci sono solo i Democratici, ma la grande maggioranza degli Americani, per la quale per è indifferente chi votare.

Nessuno ha riportato che John Kerry, per contrastare i disastrosi attacchi all’Iraq della “guerra del terrore” di Bush, ha utilizzato la sfiducia pubblica sull’invasione semplicemente per costruire un sostegno per la dominazione Americana nel mondo. “Non sto parlando di lasciare l’Iraq. Sto parlando di vincere” Così sia lui sia Bush, hanno spostato l’agenda ancora più a destra, così milioni di Democratici contro la guerra sono stati persuasi che gli US avevano la responsabilità di “finire il lavoro”, per paura che ci sarebbe stato il caos. In questione nella campagna presidenziale non erano Bush o Kerry ma un’economia di guerra puntata a conquiste all’estero e alla divisione economica in patria. Il silenzio su questo è stato totale, sia in America sia qui, nell’UK.

Bush ha vinto invocando, con più astuzia di Kerry, la paura di una minaccia non ben definita. Come avrebbe potuto normalizzare questa paranoia? Guardiamo al passato recente. Seguendo la fine della Guerra Fredda, l’elite Americana- Democratica e Repubblicana- aveva avuto grande difficoltà a convincere il pubblico che i milioni di dollari spesi nell’economia di guerra non sarebbero stati convertiti in “dividendi di pace”. Una maggioranza di Americani rifiutò di credere nell’esistenza di un’altra minaccia, potente quanto quella rossa. Questo non trattenne Clinton dal devolvere al Congresso il più grande stanziamento per la Difesa nella storia, in supporto alla strategia del Pentagono chiamata “Full-spectrum dominance”. L’11 Settembre 2001, alla minaccia è stato dato un nome: l’Islam.

Il rapporto congressuale Kean sulla Commissione dell’11 Settembre ancora oggi è una rivelazione. Come il rapporto Butler in UK(che specifica tutte le prove incriminanti delle operazioni di intelligence di Blair prima dell’invasione dell’Iraq) dopo aver tirato i suoi pugni, ha concluso che nessuno era responsabile, così il rapporto Kean rende chiaro quello che è successo realmente ma poi manca di tirare le conclusioni, che pure saltavano agli occhi. Questo è l’atto supremo di ‘normalizzazione’ dell’inammissibilità.

La testimonianza più importante della Commissione 11 Settembre viene dal comandante Eberhart, del Norad: “i caccia dell’air force avrebbero potuto intercettare gli aerei dirottati che rombavano verso le torri e il Pentagono, se solo i controllori del traffico aereo avessero chiesto aiuto 13 minuti prima, noi saremmo stati in grado di colpirli tutti e tre… tutti e quattro”.

Perché non è successo? Il rapporto Kean rende chiaro che “La difesa dello spazio aereo US dell’11 Settembre non è stata condotta secondo le pre-esistenti esercitazioni e protocolli…Se un dirottamento era confermato, le procedure richieste per il coordinatore dei dirottamenti in servizio imponevano di contattate l’NMCC del Pentagono. Il quale avrebbe chiesto il benestare all’ufficio del Segretario della Difesa per fornire assistenza militare”.

Solo che questo non è successo. Alla commissione è stato detto dall’amministratore deputato dell’Autorità dell’Aviazione Federale che non vi era ragione di procedere e che non era operante quella mattina. Monte Belger ha detto: “ Per i miei 30 anni d’esperienza, l’NMCC era collegato in rete e ascoltava tutto in tempo reale; ho vissuto dozzine di dirottamenti, e loro hanno sempre ascoltato insieme a tutti gli altri”.

Ma in questa occasione loro non c’erano. Il rapporto Kean dice che l’NMCC non fu mai informato. Perché? E ancora, singolarmente tutte le linee di comunicazione erano cadute, è stato detto dai vertici militari d’alto rango alla commissione. Non si riuscì a trovare Donald Rumsfeld, segretario della Difesa, e quando, un’ora e mezza dopo, finalmente parlò con Bush - secondo il rapporto Kean - fece una breve chiamata, durante la quale l’argomento dell’autorizzazione a colpire, non fu in discussione”. Da quanto risulta i comandanti Norad furono “ lasciati al buio riguardo quale fosse la loro missione”.

Il rapporto rivela che la sola parte del sistema di comando del dispositivo di sicurezza preventivo che ha lavorato era alla Casa Bianca, dove il Vicepresidente Cheney era quel giorno in effettivo comando, e in stretto rapporto con l’NMCC .Perché non  fece nulla per i primi due aerei dirottati ? Perché l’NMCC, il collegamento vitale, è stato silenzioso per la prima volta della sua esistenza? Kean rifiuta ostentatamente di dare indicazioni. Ovviamente ciò potrebbe essere dovuto ad una combinazione straordinaria di coincidenze. O potrebbe non esserlo.

Nel Luglio 2001 un’istruzione top-secret preparata per Bush scrive “Noi (CIA ed FBI) crediamo che Osama Bin Laden lancerà un significativo attacco terroristico contro gli interessi degli US e/o di Israele nelle prossime settimane. L’attacco sarà spettacolare e programmato ad infliggere distruzione di massa contro gli interessi e risorse US. I preparativi per l’attacco sono stati fatti. L’attacco avverrà con poco o senza avviso.”

Nel pomeriggio dell’11 Settembre Donald Rumsdfeld, avendo mancato di agire contro quelli che avevano appena attaccato gli US, manifestò il suo appoggio a muovere un attacco all’Iraq, mentre non vi erano prove. Diciotto mesi più tardi ebbe luogo l’invasione dell’Iraq, immotivata e basata su menzogne documentate. Questo crimine epico, il più grande scandalo politico del nostro tempo, è l’ultimo capitolo nella storia del XX sec. delle conquiste dell’Ovest di altre terre e delle loro risorse. Se noi permettiamo che ciò sia ‘normalizzato’, se noi rifiutiamo di discutere e sondare nell’agenda nascosta e nelle irresponsabili strutture segrete del potere nel cuore dei governi ‘democratici’, e se noi permettiamo che il popolo di Falluja sia massacrato in nostro nome, noi cediamo sia la democrazia sia l’umanità.

*John Pilger è visitor professor alla Cornell University di NY. Il suo ultimo libro è “Tell Me No Lies”, pubblicato da J. Cape

Traduzione dall’inglese Bf