da
http://www.cubasocialista.cu/texto/cs0136.htm
Porto
Alegre 2005: Un Social Forum diverso?
Dennys Guzmán. Direttore
Rebeca Oroza. Ricercatrice Centro di Studi Europei
Raccogliendo importanti sfide, e a testimoniare un processo di maturazione
durato quattro edizioni consecutive del FSM e di numerosi Fori regionali e
tematici, nel gennaio del 2005 si è svolto il V Foro Sociale Mondiale di Porto
Alegre.
Sebbene dalla quarta edizione del FSM - quello svoltosi in India - è stato
possibile apprezzare un avanzamento nell’identificazione del modello
capitalista globalizzatore neoliberale quale responsabile dei principali
problemi che affronta oggi l’Umanità, le preoccupazioni sulla rotta di
quest’ultima edizione - e in generale sul futuro dei Fori Sociali -, sono state
rivolte alla necessità di trasformare la capacità di mobilitazione che
continuano a fornire i Fori Sociali, in proposte ed azioni concrete su
possibili alternative alla globalizzazione neoliberale.
A questo proposito, la scrittrice e militante indiana Arundhati Roy aveva
dichiarato:
“non dobbiamo permettere che la resistenza non violenta si atrofizzi e si
trasformi in un teatro politico passivo, di sole buone intenzioni. Non possiamo
permettere che diventi un mero spettacolo, un’opportunità di foto per i media.”
Per dare una migliore visibilità alla resistenza contro la globalizzazione
neoliberale e avanzare nell’elaborazione di un’agenda “minima” globale, nel
settembre del 2004 erano state annunciate due novità per la celebrazione del V
FSM: la maggior parte delle attività sarebbero state autogestite dalle
organizzazioni che partecipano al Foro, e i lavori si sarebbero conclusi con
appelli all’azione, documenti nei quali si sarebbero definiti gli obiettivi
operativi e futuri. Si calcola che siano state consultate circa 1.863
organizzazioni via Internet per identificare le lotte, i problemi, le proposte
e le sfide che i partecipanti consideravano importanti discutere in questo
Foro. A partire da questa consultazione, il Consiglio Internazionale del FSM,
“principale istanza di coordinamento” e in particolare le sue commissioni di
contenuto e metodologia, hanno sintetizzato e proposto dei percorsi sui temi
centrali che sarebbero stati dibattuti. Si sono così individuati undici Spazi
Tematici di riferimento su cui organizzare i lavori, e quattro temi portanti
che sarebbero stati presenti in tutti i dibattiti:
1 - emancipazione sociale e dimensione politica delle lotte.
2 - lotta contro il capitalismo ed il patriarcato.
3 - diversità e genere.
4 - lotta contro il razzismo.
Secondo i suoi organizzatori, in questo modo si sarebbe evitato sia di cadere
in un Foro “verticalista” sia lo show mediatico centrato su Conferenze di
“notabili”, riuscendo così ad ottenere una sintonia funzionale più solida tra
il Foro come struttura ed i movimenti sociali, pilastri insostituibili dello
stesso.
Benché lo scenario del Foro potesse sembrare il meno trascendente, la
distribuzione delle undici Aree Tematiche sulla la riva del fiume Guaiba, con
una maggiore incidenza e partecipazione dei giovani collocati nell’Accampamento
della Gioventù, ha riflettuto in modo molto più fedele la realtà e lo spirito
del movimento, facilitando una maggiore partecipazione alle attività ed
ottenendo una visione più completa dei dibattiti che lì si sono svolti.
In questa V edizione del FSM si è posta in evidenza l’esistenza di varie
alternative, che vanno da quella che pretende di dare un volto umano al
capitalismo, spinto dai sostenitori della riforma impossibile, fino a quelle degli
esponenti della necessità e possibilità di sostituire il sistema capitalista.
Così, tra le 352 proposte presentate in un “Murale” collettivo dalle diverse
organizzazioni, gruppi e reti - alcuni utopici - per cui lottare è doveroso e
possibile, risaltano:
- Rafforzare la carta dell'ONU per condannare Bush per crimini contro
l’umanità.
- Intraprendere campagne mondiali contro la corruzione dei governi e delle
imprese multinazionali.
- Stabilire un sistema bimonetario nei paesi dell’America del Sud che integrano
il MERCOSUR.
- Applicare la riformatrice ed eternamente utopica Tassa Tobin.
- Esigere il condono del debito estero ai paesi del Sud.
- Lottare contro il tentativo di privatizzazione dell’acqua, diritto umano
basilare e non merce.
- Denunciare la mancanza di etica del G-8, l’OMC, il BM ed il FMI, strumenti
del capitale per il saccheggio dei
paesi del Sud.
- Esigere la fine del genocidio in Iraq e la non aggressione a Corea del Nord,
Venezuela e Cuba, e la cessazione della vendita di armi ai governi dei paesi
poveri.
- Denunciare le supposte bontà del Trattati di Libero Commercio (TLC) che
indeboliscono gli Stati e depauperano i popoli. Questo tema è stato presente
per tutto il tempo, e l’adesione del movimento a quella lotta è stata
dimostrata nella mobilitazione contro l’Alca,
- Promuovere globalmente la sovranità alimentare con alimenti sani, esigendo
dai paesi industrializzati l’abolizione dei sussidi agricoli e la cancellazione
del tema agricolo dalle negoziazioni dell’OMC.
Secondo la consuetudine dei Fori Sociali mondiali e regionali, l’Assemblea dei
Movimenti Sociali ha organizzato uno scenario in cui si è condannata la guerra,
il libero commercio ed il neoliberalismo, e si fatto un appello a tutti i
movimenti del mondo ad unirsi nella lotta per la pace, i diritti umani, sociali
e democratici.
Nell’Appello dei Movimenti Sociali si convocano tutte le organizzazioni e
movimenti a partecipare ad una serie di campagne e mobilitazioni:
quella del 19 di marzo del 2005, esigendo la fine dell’occupazione dell’Iraq,
l’appoggio alla Marcia delle Donne che incomincerà a San Paulo e finirà in
Africa, con istanze che esigono realmente il cambiamento del sistema egemonico;
partecipare alle Giornate di Azione Globale dal 10 al 17 di aprile
mobilitarsi contro le politiche neoliberali e l’appoggio militare dell’Unione
Europea all’America Latina, durante la Conferenza dei Presidenti di questa
regione e l’Unione Europea, nel maggio del 2006 a Vienna, Austria
un’appello alla mobilitazione globale per un nuovo ordine mondiale democratico,
contro la povertà e la guerra, il 10 settembre, previa celebrazione
dell’Assemblea Generale dell'ONU
Una mobilitazione durante la Conferenza dei Paesi del Sudamerica, in Argentina,
nel novembre del 2005, e la riunione dell’OMC, in Hong Kong, da celebrarsi nel
dicembre di quest’anno.
Si tratta, davvero, di un’ampia Agenda di azioni e mobilitazioni che abbraccia
le istanze ed aspirazioni di tutti quelli che oggi integrano quest’eterogeneo
movimento di massa che dovrà contribuire alla necessaria radicalizzazione e
consolidamento del movimento antiglobalizzazione neoliberale su scala mondiale.
E’ stata raccolta per la prima volta in un Appello di questo tipo.
La condanna all’ingiusto Blocco di Cuba e la petizione per un processo giusto
per i cinque eroi cubani incarcerati negli Stati Uniti.
A proposito del dibattito permanente, circa la partecipazione di partiti e
figure politiche, tanto ai lavori interni del movimento quanto ai lavori del
Forun di questa V edizione, si è potuto apprezzare una maggiore comprensione ed
accettazione dei vincoli necessari che devono stabilirsi tra tutti gli attori
politici. La storica presenza del Presidente venezuelano Hugo Chávez nel Foro è
stata una dimostrazione di come le masse sono capaci di identificare quei
leader e figure politiche che sono realmente esponenti della lotta che oggi
portano a termine i movimenti sociali.
Infine, vogliamo sottolineare il fatto che, sebbene come stabilisca la Carta
dei Principi del FSM, l’evento non può emettere un documento finale, un gruppo
di noti intellettuali tra cui Ignacio Ramonet, Bernard Cassen, Adolfo Pérez
Esquivel, Federico Mayor, José Saramago e Eduardo Galeano - tra gli altri -
hanno presentato quello che è stato chiamato il “Manifesto di Porto Alegre”[1],
nel contesto del dibattito intitolato "Chisciotte oggi: utopia e
politica.”
Il
documento raccoglie dodici proposte per “un altro mondo possibile”, che hanno
provocato critiche tanto da parte dei partecipanti, quanto dai membri del
Comitato Organizzatore brasiliano del FSM.
Senza pretendere un’analisi particolareggiata del Manifesto, è però doveroso
notare che queste dodici proposte che riflettono l’anelito di migliaia di
milioni di persone nel mondo, sono idee propugnate già molti anni fa, e rimangono
sempre vincolate alla volontà dei grandi interessi capitalisti. Concepite dai
loro creatori come “passo necessario per trasformare il FSM in una forza
politica effettiva per il cambiamento sociale”, in realtà alcune sono proposte
che corrispondono al noto programma riformista di ATTAC, altre non sono che
pura retorica, e nessuna di esse è accompagnata dalla cosa più importante: il
come fare.
Il discorso di alcuni dei presenti al Dibattito ed il testo del Manifesto di
Porto Allegro è idilliaco, quasi poetico; un progetto che lungi da trasformarsi
in un’opzione concreta, almeno per adesso resta solo una chimera.
Molti sono ritornati da Porto Alegre con l’impressione che c’è stato un Forum
diverso.
Si è notata nei dibattiti ed incontri svoltisi durante il Foro, la necessaria
presa di coscienza che è ora di passare dall’azione sociale alla politica, e
che comincino a materializzarsi le proposte in azioni concrete, quale unica
forma di raggiungere quel “mondo migliore”.
In questa V edizione del FSM è divenuto più palese il rifiuto su scala mondiale
del “neoliberalismo armato” e della guerra infinita che pretende di imporre la
potenza egemonica,
nonostante rimanga ancora molta strada da percorrere, tanto dal punto di vista
organizzativo, che nella messa in opera di azioni e proposte concrete che
contribuiscano alla necessaria radicalizzazione di quest’ampio movimento di
masse.
La maggiore debolezza del movimento continua ad essere il suo frazionamento e
la poca chiarezza sulla necessità di raggiungere il potere. Pertanto, nel
futuro, le forze della contestazione dovranno chiarire le loro posizioni e due
aspetti della lotta: la storica polemica tra riforma - rivoluzione e l’irrealtà
di un progetto rivoluzionario se non si riesce prima a definire un criterio
elementare di governabilità.
I prossimi Fori Sociali regionali dovranno e potranno contribuire a ciò. ![]()
[1] il testo integrale di questo documento si può vedere in Internet:
http://www.rebelion.org/noticia.php?id=11213
Febbraio 2005
traduzione dallo spagnoli di FR