da Confederazione
COBAS - Pisa
La guerra senza frontiere
Le dichiarazioni rilasciate dopo il terribile
attentato di Londra (che noi condanniamo con tutte le nostre forze) da Blair,
Bush e Frattini sono inequivocabili: la lotta contro il terrorismo deve
proseguire e si riservano di ricorrere a qualunque mezzo per stroncarlo.
Le parole dei capi di stato USA e GB confermano che la strategia del G8 è
quella di continuare con quella guerra globale e preventiva che ha portato alla
occupazione di interi paesi creando nel Sud del mondo odio e disprezzo verso i
Paesi Occidentali e un clima che alla fine colpisce la popolazione civile,
bersaglio indifeso e più facile.
Ma questa determinazione non è la conseguenza dell’attentato di ieri a Londra:
già nei giorni scorsi, i governi di Russia, Cina e dei paesi dell'Asia centrale
avevano chiesto agli Stati Uniti di fissare una data per il ritiro delle truppe
americane dalle basi militari in Kirghizistan e in Uzbekistan, occupate dopo
gli attentati dell'11 settembre 2001 in vista dell'intervento armato in
Afghanistan, ma Washington non ha mostrato alcuna intenzione di lasciare le
basi, semmai ribadendo a più riprese la volontà di aprirne di nuove nell'Est
europeo e di potenziare quelle nel Mediterraneo.
La guerra preventiva non ha dunque colpito il terrorismo, ma lo ha alimentato: il
ricorso alla guerra è diventato funzionale alla salvaguardia degli alti prezzi
petroliferi e alle politiche di strozzinaggio verso intere aree del globo con
le politiche della Banca mondiale.
Oltretutto, l'attentato terroristico è avvenuto mentre 500 mila manifestanti
contro il g8 animavano la Scozia, una massa di uomini e donne che individua
nella guerra preventiva la principale causa della diffusione del terrorismo che
colpisce obiettivi civili.
È tempo che le truppe italiane si ritirino dai luoghi di guerra e il nostro
Paese smetta di seguire la cieca politica di Bush e della guerra permanente:
dobbiamo smascherare le false missioni umanitarie che coprono gli interessi
militari ed economici delle grandi multinazionali.
L’impegno che chiediamo a tutti/e, ai cittadini come ai politici che a sinistra
tergiversano e rilasciano dichiarazioni in piena sintonia con le posizioni del
G8, è quello di esprimere la piena opposizione alle missioni militari: l’unico
modo realistico per liberare i popoli europei e occidentali dalla violenza
degli attentati è liberare i popoli aggrediti e oppressi dalla violenza della
guerra, della tortura, della miseria e della povertà inflitte dai Governi dei
Paesi capitalistici
CONFEDERAZIONE COBAS - PISA