www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società - 06-07-05

da Confederazione COBAS - Pisa

La guerra senza frontiere


Le dichiarazioni rilasciate dopo il terribile attentato di Londra (che noi condanniamo con tutte le nostre forze) da Blair, Bush e Frattini sono inequivocabili: la lotta contro il terrorismo deve proseguire e si riservano di ricorrere a qualunque mezzo per stroncarlo.
Le parole dei capi di stato USA e GB confermano che la strategia del G8 è quella di continuare con quella guerra globale e preventiva che ha portato alla occupazione di interi paesi creando nel Sud del mondo odio e disprezzo verso i Paesi Occidentali e un clima che alla fine colpisce la popolazione civile, bersaglio indifeso e più facile.
Ma questa determinazione non è la conseguenza dell’attentato di ieri a Londra: già nei giorni scorsi, i governi di Russia, Cina e dei paesi dell'Asia centrale avevano chiesto agli Stati Uniti di fissare una data per il ritiro delle truppe americane dalle basi militari in Kirghizistan e in Uzbekistan, occupate dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 in vista dell'intervento armato in Afghanistan, ma Washington non ha mostrato alcuna intenzione di lasciare le basi, semmai ribadendo a più riprese la volontà di aprirne di nuove nell'Est europeo e di potenziare quelle nel Mediterraneo.

La guerra preventiva non ha dunque colpito il terrorismo, ma lo ha alimentato: il ricorso alla guerra è diventato funzionale alla salvaguardia degli alti prezzi petroliferi e alle politiche di strozzinaggio verso intere aree del globo con le politiche della Banca mondiale.
Oltretutto, l'attentato terroristico è avvenuto mentre 500 mila manifestanti contro il g8 animavano la Scozia, una massa di uomini e donne che individua nella guerra preventiva la principale causa della diffusione del terrorismo che colpisce obiettivi civili.
È tempo che le truppe italiane si ritirino dai luoghi di guerra e il nostro Paese smetta di seguire la cieca politica di Bush e della guerra permanente: dobbiamo smascherare le false missioni umanitarie che coprono gli interessi militari ed economici delle grandi multinazionali.
L’impegno che chiediamo a tutti/e, ai cittadini come ai politici che a sinistra tergiversano e rilasciano dichiarazioni in piena sintonia con le posizioni del G8, è quello di esprimere la piena opposizione alle missioni militari: l’unico modo realistico per liberare i popoli europei e occidentali dalla violenza degli attentati è liberare i popoli aggrediti e oppressi dalla violenza della guerra, della tortura, della miseria e della povertà inflitte dai Governi dei Paesi capitalistici

CONFEDERAZIONE COBAS - PISA