www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società - 09-07-05

Morire per nulla


di Tiziano Tussi

Le parole, il senso da dare loro, al vaglio di un nascondimento pressoché totale dell’etimologia e del contenuto, della stoffa delle parole stese. Concetti che non reggono i suoni che pronunciamo. Una litania che segue l’altra, un’eco è un’eco, un’eco…

Il terrorismo, le bombe a Londra, le reazioni dei politici e le parole della gente comune, ordinary people.

Le dichiarazioni dei politici sono state come al solito improntate ad una rivendicazione della superiorità dei valori dell’Occidente, democrazia et similia. Verso un nemico che non si sa neppure chi sia. I nomi che si danno a questi “terroristi” sono al solito quelli di al Qaeda e di Osama Bin Laden. Ma servono veramente a capirci qualcosa? Sembra di no. Priama dell’11 settembre 2001 questo signore era in affari con i potenti della terra. Almeno il film di Roger Moore, 9/11, ha messo assieme un elenco di fatti impressionante sulla questione, i movimenti sotterranei. Tutta l’operazione della distruzione delle Torri gemelle” ha lasciato talmente tanti dubbi da permettere un fiorire di una letteratura sull’avvenimento che addirittura porta come analisi anche una sorte di autogol, utile agli USA per potere proseguire… già proseguire cosa?

Le bombe a Madrid l’11 marzo dell’anno scorso hanno portato la Spagna… verso cosa? Ed ora le bombe a Londra. Cosa si vuole combattere? Chi?  Naturalmente le facce del terrorismo sono molteplici, ma per cosa colpiscono? E pensabile che vi siano talmente tanti utili idioti che vogliano farsi saltare in aria per una causa santa qualsiasi. Sempre ve ne sono stati. Ma così tanti è impressionante. Ora però qui a Londra si parla di timer non di kamikaze. Insomma un gran risiko che ha per posta che cosa? Non reggono le parole dei leader politici e delle persone che al volo, intervistate per strada, dicono cosa hanno in testa. Ricordiamoci che la cultura dominante è la cultura della classe dominante. (Karl Marx)

Logico quindi aspettarsi frasi fatte e generiche da parte delle persone che vengono intervistate qua e là. Alcuni in effetti si chiedono “ma cosa c’entrano le persone che vanno al lavoro, i bimbi a giocare, chi si reca in ospedale per esami, chi parte per un viaggio. Insomma la vita comune! Ma non interessa a nessuno. A nessuno interessa cosa ne pensano persone comuni sulla questione della guerra, della pace, della sicurezza di un futuro, della sicurezza che ci sarà un futuro. La nostra vita è tutta immersa in una specie di ascolto a senso unico. Noi ascoltiamo ciò che i potenti ci dicono. E basta così. Quando accendiamo la televisione, la radio o leggiamo qualche giornale, ci viene detto così e così ed anche che ciò che ci viene detto è ciò che vogliamo sentirci dire. I segnali contrari, che a volte mandiamo, vengono presi con fastidio, con indulgenza, ma subito riprende la farsa dei potenti.

L’esempio più vicino è stato l’esito dei due referendum che ha rigettato la costituzione europea, votati in Francia ed in Olanda. Un incidente di percorso viene detto, e proprio Blair sospende il referendum che doveva svolgersi in Inghilterra. Insomma noi diciamo e sentiamo cose insulse. E parliamo di terrorismo. Di lotta al terrorismo, di barbarie. Quasi come se la nostra barbarie, giornaliera, non la vedessimo neppure più e del resto anche quando la vediamo nessuno tra i leader politici dà ascolto.

Rimaniamo in Italia. Le dichiarazioni dei nostri politici sono oramai completamente interscambiabili. Quello che ha detto Bertinotti lo poteva dire Fini, Prodi poteva sostituirsi a Berlusconi, D’Alema a Bondi. Ma cosa vuole dire – Casini docet – “non abbassiamo la guardia”? Verso chi? Perché? Per difendere cosa? E questi terroristi sono politicamente attendibili? Bombe mentre i no global, black bloc – anche per loro una bella domanda: chi sono? E perché appaiono sulla scena solo quando vi sono queste adunanze di potenti? –, pacifisti e cantati si riuniscono per ululare alla luna dei pii desideri o per sfasciare qualcosa. Ma è accaduto come se questi “terroristi”  avessero detto “bambini fate largo che ci pensiamo noi.” Ci pensiamo a cosa? Una scena comunque patetica da parte dei contestatori. Poveri ragazzi da oratorio, anche i “black bloc”. Bombe vere, vere morti, vero terrore, questo si merita l’Occidente e questo lo sanno fare solo i professionisti del terrore, non quattro scalzacani. I terroristi. Gli altri sono ragazzini un po’ stonati che giocano a fare i guerriglieri.

Ma quando sulla scena entra il mattatore ogni brava comparsa si ritira in buon ordine. Scena miserevole. Poveri pacifisti, no global, preti, suore ed urlatori. Bambini. Ecco i veri uomini duri dello scontro planetario. Già ecco chi? Non si sa. Il solito Osama Bin Laden viene quasi evocato. In suo nome si sono invasi due paesi dell’Oriente. Il secondo, l’Iraq, che c’entrava proprio come i cavoli a merenda. Invasioni portate a termine per quale risultato? Oppure bisognerebbe proprio pensare che Bin Laden da una grotta tra l’Afghanistan ed il Pakistan, grotta che si potrebbe tranquillamente individuare grazie ad uno dei tanti satelliti che girano sulle nostre teste, tra un paese, dicono i media, controllato, amico, tranne alcune zone, l’Afghanistan – ma non hanno appena fatto elezioni  democratiche? –, ed un altro, alleato sicuro, il Pakistan, dove la repressione della dissidenza è capillare, in questo scenario non si riesce a trovare in una grotta questo Osama? Da là lui avrebbe poteri così eccelsi e muoverebbe fondi a livello internazionale per pagare l’organizzazione di molto di ciò che identifichiamo come terroristico si compie a livello mondiale. Ora, siccome nella grotta di Osama si presume non vi sia un bancomat, i fondi che lui o suoi amici ha sono in banche, comuni banche, perché non si riesce a toglierli tutti questi soldi, a lui ed alla sua famiglia? Basterebbe un simile accorgimento per fare fallire ogni voglia terroristica dello stesso. Stranamente non si fa. Ma ad ogni occasione lo si invoca come genio malefico, come male da estirpare e sono oramai quattro anni che lo si cerca.

Ma noi siamo più convinti di lui, dice Blair, a difendere le nostre radici. Già che radici sono? che cultura è? Colonialista, neo colonialista? Imperialista? Perché dovremmo difendere questa superiorità? Ma perché tali terroristi dovrebbero distruggerla? Osama è un miliardario, un capitalista islamico. I suoi affari collimano e colludono con altri del suo ambiente religioso e di altri scenari religiosi. Perché un capitalista dovrebbe distruggere altri capitalisti? Forse i tanto temuti terroristi non sono tali ma sono solo coloro che decidono quali affari mettere in campo e chi pagare. Uomini di affari internazionali che cercano di fare proseguire e rendere sempre più profittevoli i propri affari. Forse non si tratta di terrorismo ma di capitalismo internazionale che ricorre a mezzi un po’ più spicci del solito, mezzi di distruzione fisica di uomini e donne, pur di continuare a fare affari.

Solo che ora muoiono un po’ anche uomini e donne e bambini occidentali. Un prezzo che si può pagare, pensano forse i responsabili politici.  Visto anche che del resto questo prezzo, da un po’ di tempo, uomini, donne e bambini dell’occidente lo pagano lo stesso. Lo pagano al decadere degli aspetti ecologici del pianeta, città invivibili; lo pagano con i propri lavori flessibili, sputati fuori dal sistema capitalistico quando non servono più e richiamati alla bisogna; lo pagano per la mancanza sempre maggiore della possibilità di costruirsi un futuro, mancando il dato caratteristico della progettualità esistenziale; lo pagano sulla propria pelle ammalata se non hanno soldi per farsi curare, e ci viene anche detto che questo è moderno; lo pagano sull’aumento dell’ignoranza che a scuola si ammassa e ci viene detto anche che questo è il nuovo.

Insomma che alcuni muoiano fisicamente anche per attentati terroristici è solo un’aggiunta della morte dello spirito e del corpo che oramai l’occidente ha assunto come valore, trasformandolo in un luccichio di retorica, feste, balli latini, bel mondo in vista, spettacoli indecorosi a livello artistico, culturale e della moda. Un mucchietto di morti in più, qualche cadavere in più, in fondo non sconvolge e non cambia radicalmente il numero di milioni di famiglie povere che nel mondo occidentale stentano a tirare avanti e che vivono ben sotto la soglia della povertà.

Ecco che allora si può ingurgitare anche gli attacchi di, diciamo ancora, terroristi che servono addirittura a rinsaldare la confraternita dell’idiozia e del profitto a buon mercato, per permettere a chi fa profitti con le promesse di vendita o di acquisto, nelle borse mondiali, di continuare a fare soldi. Basti pensare che la borsa ha traballato, un pochino, solo per un giorno, poi tutto è ritornato normale. Questi signori della borsa la sanno lunga. Forse la polizia, Scotland Yard, dovrebbe interrogarli! Non è pensabile sconvolgere il mercato del petrolio. Magari con qualche bombetta lo si regola un po’, per qualche giorno, e poi ci si inventa ancora qualcosa.

Le bombe mettono a tacere tutto, a livello sociale, ma solo per poco. Basti pensare alla macelleria irachena. Altre macellerie sono attive nel mondo: in Afghanistan, nei territori occupati, in Israele, in troppe parti dell’Africa. Macelleria che serve per vendere merci ad un prezzo conveniente, che nel movimento dà sempre frutti, naturalmente a chi ha beni da investire. Certo fa schifo morire per nulla. Non vi sono valori dietro questa, diciamo, guerra. In fondo non è l’Occidente contro l’Oriente. Nello stesso giorno delle bombe a Londra, a Bagdad, alcuni, altri terroristi in piccolo, hanno ucciso l’ambasciatore egiziano in Iraq. Non vi sono analisi di lotta politica dietro tali atti. Non si tratta di guerra santa per il controllo del pianeta. Se così fosse subito qualche sceneggiatore vi scriverebbe una traccia per l’ennesimo film di 007.

Quindi non è neppure una replica della guerra fredda. Quella aveva un senso. Gli USA avevano terrore dei rossi e questi cercavano di sopravvivere agli attacchi dei capitalisti. Due campi. Ci si poteva schierare ed anche provare a costruire un terzo campo intermedio, come fu tentato con i paesi non allineati. Ma qui, con chi ci si schiera? contro chi ci si schiera? Ovvio che i macellai sono  persone che non possono sperare di avere appoggio ed adepti in altre persone sane di mente. Tutti noi che cerchiamo di ragionare abbiamo umanamente schifo di questi imbecilli. Ma oltre questo non si può andare proprio perché non se ne sa molto. E ciò che si sa è contraddittorio confuso e sospetto.

Vogliamo appoggiare la politica di Blair e Bush, ed in sottordine, dei vari Berlusconi? Ridicolo.
Ed allora? Stando così la situazione non ci resta che vivere cercando, sperando e non pensando che potremmo morire prossimamente in un punto qualunque del pianeta perché: a) perché un terrorista si è imbottito di esplosivo proprio qui, nella pizzeria dove siamo venuti; b) perché a qualsiasi gruppo di fanatici macellai è venuto in mente di fare saltare in aria l’aereo sul quale stiamo andando a trovare a trovare il nonno; c) perché abbiamo inalato una bella boccata di gas nella metropolitana, messo da qualche imbecille ed estatico sognatore di un mondo che non ci sarà mai ma che deve esser perseguito, e muoiono tutti coloro, ciò il 99% di persone, che non capiscono.

Certo si nasce senza un perché – questo è chiaro salvo per coloro che pensano che tutto sia deciso da Dio, che decide anche queste porcate terroristiche, con la difficoltà di capire quale dio abbia deciso cosa –, si può vivere senza avere trovato stimoli di senso, ma morire allo stesso modo, senza perché, dato che morire azzera le possibilità di cercare ancora, fa veramente incazzare.