Morire per nulla
di Tiziano Tussi
Le parole, il senso da dare loro, al vaglio di un nascondimento pressoché
totale dell’etimologia e del contenuto, della stoffa delle parole stese.
Concetti che non reggono i suoni che pronunciamo. Una litania che segue l’altra,
un’eco è un’eco, un’eco…
Il terrorismo, le bombe a Londra, le reazioni dei politici e le parole della
gente comune, ordinary people.
Le dichiarazioni dei politici sono state come al solito improntate ad una
rivendicazione della superiorità dei valori dell’Occidente, democrazia et
similia. Verso un nemico che non si sa neppure chi sia. I nomi che si danno a
questi “terroristi” sono al solito quelli di al Qaeda e di Osama Bin Laden. Ma
servono veramente a capirci qualcosa? Sembra di no. Priama dell’11 settembre
2001 questo signore era in affari con i potenti della terra. Almeno il film di
Roger Moore, 9/11, ha messo assieme un elenco di fatti impressionante sulla
questione, i movimenti sotterranei. Tutta l’operazione della distruzione delle
Torri gemelle” ha lasciato talmente tanti dubbi da permettere un fiorire di una
letteratura sull’avvenimento che addirittura porta come analisi anche una sorte
di autogol, utile agli USA per potere proseguire… già proseguire cosa?
Le bombe a Madrid l’11 marzo dell’anno scorso hanno portato la Spagna… verso
cosa? Ed ora le bombe a Londra. Cosa si vuole combattere? Chi? Naturalmente le facce del terrorismo sono
molteplici, ma per cosa colpiscono? E pensabile che vi siano talmente tanti
utili idioti che vogliano farsi saltare in aria per una causa santa qualsiasi.
Sempre ve ne sono stati. Ma così tanti è impressionante. Ora però qui a Londra
si parla di timer non di kamikaze. Insomma un gran risiko che ha per posta che
cosa? Non reggono le parole dei leader politici e delle persone che al volo,
intervistate per strada, dicono cosa hanno in testa. Ricordiamoci che la
cultura dominante è la cultura della classe dominante. (Karl Marx)
Logico quindi aspettarsi frasi fatte e generiche da parte delle persone che
vengono intervistate qua e là. Alcuni in effetti si chiedono “ma cosa c’entrano
le persone che vanno al lavoro, i bimbi a giocare, chi si reca in ospedale per
esami, chi parte per un viaggio. Insomma la vita comune! Ma non interessa a
nessuno. A nessuno interessa cosa ne pensano persone comuni sulla questione
della guerra, della pace, della sicurezza di un futuro, della sicurezza che ci
sarà un futuro. La nostra vita è tutta immersa in una specie di ascolto a senso
unico. Noi ascoltiamo ciò che i potenti ci dicono. E basta così. Quando
accendiamo la televisione, la radio o leggiamo qualche giornale, ci viene detto
così e così ed anche che ciò che ci viene detto è ciò che vogliamo sentirci
dire. I segnali contrari, che a volte mandiamo, vengono presi con fastidio, con
indulgenza, ma subito riprende la farsa dei potenti.
L’esempio più vicino è stato l’esito dei due referendum che ha rigettato la
costituzione europea, votati in Francia ed in Olanda. Un incidente di percorso
viene detto, e proprio Blair sospende il referendum che doveva svolgersi in
Inghilterra. Insomma noi diciamo e sentiamo cose insulse. E parliamo di
terrorismo. Di lotta al terrorismo, di barbarie. Quasi come se la nostra
barbarie, giornaliera, non la vedessimo neppure più e del resto anche quando la
vediamo nessuno tra i leader politici dà ascolto.
Rimaniamo in Italia. Le dichiarazioni dei nostri politici sono oramai
completamente interscambiabili. Quello che ha detto Bertinotti lo poteva dire
Fini, Prodi poteva sostituirsi a Berlusconi, D’Alema a Bondi. Ma cosa vuole
dire – Casini docet – “non abbassiamo la guardia”? Verso chi? Perché? Per
difendere cosa? E questi terroristi sono politicamente attendibili? Bombe
mentre i no global, black bloc – anche per loro una bella domanda: chi sono? E
perché appaiono sulla scena solo quando vi sono queste adunanze di potenti? –,
pacifisti e cantati si riuniscono per ululare alla luna dei pii desideri o per
sfasciare qualcosa. Ma è accaduto come se questi “terroristi” avessero detto “bambini fate largo che ci
pensiamo noi.” Ci pensiamo a cosa? Una scena comunque patetica da parte dei
contestatori. Poveri ragazzi da oratorio, anche i “black bloc”. Bombe vere,
vere morti, vero terrore, questo si merita l’Occidente e questo lo sanno fare
solo i professionisti del terrore, non quattro scalzacani. I terroristi. Gli
altri sono ragazzini un po’ stonati che giocano a fare i guerriglieri.
Ma quando sulla scena entra il mattatore ogni brava comparsa si ritira in buon
ordine. Scena miserevole. Poveri pacifisti, no global, preti, suore ed
urlatori. Bambini. Ecco i veri uomini duri dello scontro planetario. Già ecco
chi? Non si sa. Il solito Osama Bin Laden viene quasi evocato. In suo nome si
sono invasi due paesi dell’Oriente. Il secondo, l’Iraq, che c’entrava proprio
come i cavoli a merenda. Invasioni portate a termine per quale risultato?
Oppure bisognerebbe proprio pensare che Bin Laden da una grotta tra
l’Afghanistan ed il Pakistan, grotta che si potrebbe tranquillamente
individuare grazie ad uno dei tanti satelliti che girano sulle nostre teste,
tra un paese, dicono i media, controllato, amico, tranne alcune zone,
l’Afghanistan – ma non hanno appena fatto elezioni democratiche? –, ed un altro, alleato sicuro, il Pakistan, dove
la repressione della dissidenza è capillare, in questo scenario non si riesce a
trovare in una grotta questo Osama? Da là lui avrebbe poteri così eccelsi e
muoverebbe fondi a livello internazionale per pagare l’organizzazione di molto
di ciò che identifichiamo come terroristico si compie a livello mondiale. Ora,
siccome nella grotta di Osama si presume non vi sia un bancomat, i fondi che
lui o suoi amici ha sono in banche, comuni banche, perché non si riesce a
toglierli tutti questi soldi, a lui ed alla sua famiglia? Basterebbe un simile
accorgimento per fare fallire ogni voglia terroristica dello stesso.
Stranamente non si fa. Ma ad ogni occasione lo si invoca come genio malefico,
come male da estirpare e sono oramai quattro anni che lo si cerca.
Ma noi siamo più convinti di lui, dice Blair, a difendere le nostre radici. Già
che radici sono? che cultura è? Colonialista, neo colonialista? Imperialista?
Perché dovremmo difendere questa superiorità? Ma perché tali terroristi
dovrebbero distruggerla? Osama è un miliardario, un capitalista islamico. I
suoi affari collimano e colludono con altri del suo ambiente religioso e di
altri scenari religiosi. Perché un capitalista dovrebbe distruggere altri
capitalisti? Forse i tanto temuti terroristi non sono tali ma sono solo coloro
che decidono quali affari mettere in campo e chi pagare. Uomini di affari
internazionali che cercano di fare proseguire e rendere sempre più profittevoli
i propri affari. Forse non si tratta di terrorismo ma di capitalismo
internazionale che ricorre a mezzi un po’ più spicci del solito, mezzi di
distruzione fisica di uomini e donne, pur di continuare a fare affari.
Solo che ora muoiono un po’ anche uomini e donne e bambini occidentali. Un
prezzo che si può pagare, pensano forse i responsabili politici. Visto anche che del resto questo prezzo, da
un po’ di tempo, uomini, donne e bambini dell’occidente lo pagano lo stesso. Lo
pagano al decadere degli aspetti ecologici del pianeta, città invivibili; lo
pagano con i propri lavori flessibili, sputati fuori dal sistema capitalistico
quando non servono più e richiamati alla bisogna; lo pagano per la mancanza
sempre maggiore della possibilità di costruirsi un futuro, mancando il dato
caratteristico della progettualità esistenziale; lo pagano sulla propria pelle
ammalata se non hanno soldi per farsi curare, e ci viene anche detto che questo
è moderno; lo pagano sull’aumento dell’ignoranza che a scuola si ammassa e ci
viene detto anche che questo è il nuovo.
Insomma che alcuni muoiano fisicamente anche per attentati terroristici è solo
un’aggiunta della morte dello spirito e del corpo che oramai l’occidente ha
assunto come valore, trasformandolo in un luccichio di retorica, feste, balli
latini, bel mondo in vista, spettacoli indecorosi a livello artistico,
culturale e della moda. Un mucchietto di morti in più, qualche cadavere in più,
in fondo non sconvolge e non cambia radicalmente il numero di milioni di
famiglie povere che nel mondo occidentale stentano a tirare avanti e che vivono
ben sotto la soglia della povertà.
Ecco che allora si può ingurgitare anche gli attacchi di, diciamo ancora,
terroristi che servono addirittura a rinsaldare la confraternita dell’idiozia e
del profitto a buon mercato, per permettere a chi fa profitti con le promesse
di vendita o di acquisto, nelle borse mondiali, di continuare a fare soldi.
Basti pensare che la borsa ha traballato, un pochino, solo per un giorno, poi
tutto è ritornato normale. Questi signori della borsa la sanno lunga. Forse la
polizia, Scotland Yard, dovrebbe interrogarli! Non è pensabile sconvolgere il mercato
del petrolio. Magari con qualche bombetta lo si regola un po’, per qualche
giorno, e poi ci si inventa ancora qualcosa.
Le bombe mettono a tacere tutto, a livello sociale, ma solo per poco. Basti
pensare alla macelleria irachena. Altre macellerie sono attive nel mondo: in
Afghanistan, nei territori occupati, in Israele, in troppe parti dell’Africa.
Macelleria che serve per vendere merci ad un prezzo conveniente, che nel
movimento dà sempre frutti, naturalmente a chi ha beni da investire. Certo fa schifo
morire per nulla. Non vi sono valori dietro questa, diciamo, guerra. In fondo
non è l’Occidente contro l’Oriente. Nello stesso giorno delle bombe a Londra, a
Bagdad, alcuni, altri terroristi in piccolo, hanno ucciso l’ambasciatore
egiziano in Iraq. Non vi sono analisi di lotta politica dietro tali atti. Non
si tratta di guerra santa per il controllo del pianeta. Se così fosse subito
qualche sceneggiatore vi scriverebbe una traccia per l’ennesimo film di 007.
Quindi non è neppure una replica della guerra fredda. Quella aveva un senso.
Gli USA avevano terrore dei rossi e questi cercavano di sopravvivere agli
attacchi dei capitalisti. Due campi. Ci si poteva schierare ed anche provare a
costruire un terzo campo intermedio, come fu tentato con i paesi non allineati.
Ma qui, con chi ci si schiera? contro chi ci si schiera? Ovvio che i macellai
sono persone che non possono sperare di
avere appoggio ed adepti in altre persone sane di mente. Tutti noi che
cerchiamo di ragionare abbiamo umanamente schifo di questi imbecilli. Ma oltre
questo non si può andare proprio perché non se ne sa molto. E ciò che si sa è
contraddittorio confuso e sospetto.
Vogliamo appoggiare la politica di Blair e Bush, ed in sottordine, dei vari
Berlusconi? Ridicolo.
Ed allora? Stando così la situazione non ci resta che vivere cercando, sperando
e non pensando che potremmo morire prossimamente in un punto qualunque del
pianeta perché: a) perché un terrorista si è imbottito di esplosivo proprio
qui, nella pizzeria dove siamo venuti; b) perché a qualsiasi gruppo di fanatici
macellai è venuto in mente di fare saltare in aria l’aereo sul quale stiamo
andando a trovare a trovare il nonno; c) perché abbiamo inalato una bella
boccata di gas nella metropolitana, messo da qualche imbecille ed estatico
sognatore di un mondo che non ci sarà mai ma che deve esser perseguito, e
muoiono tutti coloro, ciò il 99% di persone, che non capiscono.
Certo si nasce senza un perché – questo è chiaro salvo per coloro che pensano
che tutto sia deciso da Dio, che decide anche queste porcate terroristiche, con
la difficoltà di capire quale dio abbia deciso cosa –, si può vivere senza
avere trovato stimoli di senso, ma morire allo stesso modo, senza perché, dato
che morire azzera le possibilità di cercare ancora, fa veramente incazzare.