Boutros Boutros-Ghali: “Gli interventi americani nel Kosovo e in Irak erano illegali”
BOUTROS BOUTROS-GHALI, ex segretario generale dell’ONU e dell’Organizzazione internazionale della francofonia deplora che non si sia provveduto ad una riforma completa delle Nazioni Unite alla fine della guerra fredda e constata che oggi la situazione non si presta più. Fa notare che ci sono gli interventi in Kosovo ed in Iraq senza l’avallo del Consiglio di Sicurezza, che si è indebolita la credibilità dell’ONU e che bisognerà ritornare al multilateralismo. Osserva anche che le pressioni esercitate contro il programma nucleare iracheno mettono in evidenza una ancora una volta il principio dei “due pesi, due misure”.
Signor BOUTROS BOUTROS-GHALI lei è l’ex segretario generale dell’ONU e dell’Organizzazione internazionale della francofonia. E’ anche giurista e scrittore. Cosa ne pensa dei progetti di riformare la struttura dell’ONU e l’allargamento del Consiglio di Sicurezza?
BOUTROS BOUTROS-GHALI: Questo è un argomento che è stato affrontato ormai da oltre due decenni. Nel 1972 si è creata una commissione incaricata di studiare la riforma del Consiglio di Sicurezza, sia per quanto riguarda la sua composizione, sia per le modalità di voto al suo interno. Ci sono stati centinaia di progetti di riforma. Attualmente una commissione è incaricata dal segretario generale di presentare un rapporto entro la fine dell’anno. La mia opinione è, e penso sia l’opinione di tutti gli Stati senza eccezione alcuna, che le Nazioni Unite hanno bisogno di una riforma estremamente importante. Le Nazioni Unite sono state create nel 1945 e ci ritroviamo tra poco nel 2005. E’ necessario che l’ONU corrisponda alla situazione del XXI secolo. Detto ciò, se tutti sono d’accordo sull’importanza della riforma, c’è un disaccordo estremamente importante sulle modalità di questa riforma. Alcuni Stati propongono di assegnare un seggio permanente al Giappone e alla Germania, altri fanno notare che i Paesi in via di sviluppo non sono sufficientemente rappresentati e si pensa ad una rappresentanza per l’America latina, per l’Asia e per l’Africa. Bisogna poi mettersi d’accordo su quale Stato rappresenterà ‘Africa, quale l’America latina e quale altro l’Asia. Per concludere, penso che non ci sarà una riforma nei prossimi mesi e nemmeno nei prossimi anni. Ciò non significa che non sia necessario prepararsi, né mobilitare l’opinione pubblica e mantenere questa mobilitazione sull’importanza di una riforma drastica delle Nazioni Unite.
Esiste un disaccordo all’interno del Consiglio di sicurezza a proposito del suo allargamento?
BOUTROS BOUTROS-GHALI: Certo! C’è disaccordo perché alcuni Stati pensano che sia sufficiente il solo allargamento al Giappone e alla Germania, mentre altri ritengono che sarebbe necessario l’allargamento ad altri Stati. C’è una proposta indiana, c’è anche l’idea di una rappresentativa dell’Unione europea al posto di Francia e Gran Bretagna ed eventualmente Germania e anche Italia. Ci sono poi decine di progetti e questa moltitudine non facilita una riforma. Penso che abbiano perso un’occasione. Si sarebbe dovuto fare una riforma all’indomani della Guerra fredda. Normalmente la fine di un grande evento è l’occasione per mobilitare l’opinione pubblica e ottenere riforme. Le ricordo che alla fine della Prima Guerra mondiale è stata creata la Società delle Nazioni e alla fine della Seconda Guerra mondiale le Nazioni Unite, ma alla fine della Terza Guerra, ovvero la Guerra fredda, non è stato fatto nulla.
Qual è la posizione degli Stati Uniti a questo proposito?
BOUTROS BOUTROS-GHALI: Bisognerebbe chiederlo a loro, ma penso che per il momento non sono ancora favorevoli alla riforma dell’ONU.
Secondo lei l’unilateralismo americano ha indebolito l’ONU?
BOUTROS BOUTROS-GHALI: Certo! L’unilateralismo americano e l’interventismo americano, prima in Kosovo e poi in Irak, senza l’accordo del Consiglio di sicurezza, ha indebolito la credibilità dell’ONU.
Alcuni paesi accusano gli Stati Uniti di strumentalizzare l’ONU quando i loro interessi lo esigono.
BOUTROS BOUTROS-GHALI: Penso che non sono solo gli Stati Uniti a comportarsi in questo modo. Tutti gli Stati utilizzano l’ONU per difendere i propri interessi ed è nel quadro delle loro attività in seno alle Nazioni Unite che gli Stati membri provano a difendere i propri interessi. Gli Stati Uniti, però, essendo oggigiorno la solo superpotenza, detiene una influenza enorme in seno all’ONU, maggiore di tutti gli altri Stati.
Qual è la sua analisi sul futuro dell’ONU se persegue l’unilateralismo americano?
BOUTROS BOUTROS-GHALI: Penso sia necessario sperare che presto o tardi ritorneremo al multilaterismo. Che l’opinione pubblica americana si renda conto, in primo luogo, che gli Stati Uniti non possono avere il ruolo di poliziotto a livello planetario e che, in secondo luogo, la stessa opinione pubblica non voglia che il proprio paese giochi questo ruolo. Presto o tardi si dovrà ritornare al multilateralismo.
Qual è la sua analisi della situazione dell’Irak, dopo un anno di occupazione?
BOUTROS BOUTROS-GHALI: Al momento dell’intervento ho dichiarato che era illegale e che era stato fatto in contrasto con la Carta dell’ONU perché non aveva l’avallo del Consiglio di sicurezza. Penso che le truppe americane e alleate dovrebbero lasciare l’Irak il più presto possibile e lasciare all’Irak l’incarico di trovare una soluzione ai suoi problemi interni.
La Conferenza internazionale di Charme el-Cheik sull’Irak porterà a dei risultati tangibili?
BOUTROS BOUTROS-GHALI: Non posso rispondere alla sua domanda. Spero che ogni conferenza internazionale di per sé sia un progresso e porti, direttamente o indirettamente, al multilateralismo per pensare e trovare delle soluzioni al dramma iracheno.
Perché gli Stati Uniti rifiutano di assegnare all’ONU un maggior ruolo in Irak?
BOUTROS BOUTROS-GHALI: Per il momento è un rifiuto, ma non sappiamo cosa potrà succedere nei prossimi mesi.
Non crede che l’offensiva americano-britannica contro l’Irak abbia portato ad un aumento del pericolo del terrorismo?
BOUTROS BOUTROS-GHALI: Sono d’accordo con lei: il terrorismo ha per culla i conflitti militari. E’ attraverso una guerra che il terrorismo può svilupparsi perché i terroristi si possono addestrare, avere delle armi e trovare delle motivazioni per mobilitarsi. Le guerre dunque facilitano il terrorismo.
Dov’è la democrazia in nome di cui gli Stati Uniti hanno lanciato una guerra contro l’Irak?
BOUTROS BOUTROS-GHALI: Penso che ciò non corrisponda alla realtà. Ogni popolo deve da solo scegliere la propria democrazia. La democrazia non si esporta come un prodotto, deve nascere da una evoluzione che è peculiare ad ogni nazione e che tiene conto delle sue tradizioni.
Cosa pensa del progetto americano del “Grande Medio Oriente”?
BOUTROS BOUTROS-GHALI: Ho tenuto delle conferenze a questo proposito. Penso che il progetto americano del “Grande Medio Oriente” non sia nell’interesse del mondo. Penso soprattutto al mondo arabo e nel modo in cui marginalizzerà il problema palestinese.
Cosa pensa delle pressioni esercitate dagli americani ed europei contro il programma nucleare iraniano?
BOUTROS BOUTROS-GHALI: Mi stia a sentire! Questo è un atteggiamento generale; vi sono due pesi e due misure. Si esercita una pressione contro il programma nucleare iraniano ma non contro quello di Israele. Questo è un atteggiamento che si ritrova a scala planetaria nel quale ci sono due pesi e due misure.
Perché allora questa politica dei due pesi e due misure?
BOUTROS BOUTROS-GHALI: Perché la politica è basata su scelte che non hanno nulla a che vedere con la giustizia e l’equità.
Discorso/intervista raccolto da Ahmad Nokhostine, giornalista della Radio francofona iraniana.
Da www.reseauvoltaire.net
Traduzione di C. Guerra