da
FSM - 16.12.2005
Dichiarazione
Finale del XV Congresso Sindacale Mondiale
Convegno dell’Avana
1. Sessant’anni fa il movimento sindacale mondiale adottò la
decisione storica di fondare la Federazione Sindacale Mondiale. Dopo la
vittoria sul fascismo, i suoi obiettivi fondamentali furono la lotta a
beneficio della giustizia sociale ed il progresso, l'emancipazione, il rispetto
per la dignità dei lavoratori e delle loro famiglie, e per la pace.
2.
All’epoca le divergenze tra le organizzazioni sindacali erano molte, ma
l'urgente necessità di dare risposta alla colossale devastazione economica,
sociale ed umana, rese vitale l'imperativo di vincere detti pregiudizi e porsi
al di sopra delle differenze politiche ed ideologiche. Era necessario mettere
da un lato l'ostracismo ed il settarismo di ogni tipo, e raggiungere l'unità.
3.
I partecipanti al XV Congresso Sindacale Mondiale, convocato dalla Federazione
Sindacale Mondiale e celebrato nella Città dell'Avana, dal 1 al 4 di Dicembre
del 2005, riconoscono che le sfide di oggi sono ancora maggiori, e riaffermano
gli obiettivi che hanno ispirato il movimento sindacali per 60 anni. È nostra
ferma convinzione che l'unità del movimento operaio e sindacale diventi una
necessità, una necessità che nessuna organizzazione sindacale, locale,
nazionale o internazionale può negare o sfuggire.
4.
Chi potrebbe argomentare che le conseguenze della globalizzazione capitalista
possono essere affrontate da soli, senza la solidarietà internazionale?
5.
Non crediamo che le organizzazioni sindacali possano svolgere il loro ruolo in
modo efficace se difendono solo i diritti di una parte della classe operaia,
quando l'immensa maggioranza è privata o del tutto esclusa da quei diritti e
dalle garanzie collettive.
6.
Crediamo che sia vitale unire tutti i popoli sfruttati ed oppressi, i
lavoratori, indigeni e di campagna, i disoccupati, i senza terra, i lavoratori
informali, come gli altri movimenti sociali e comunitari, in modo che possa
sorgere una forza solida e vittoriosa e rendere possibile quel mondo nuovo al
quale tutti aspirano.
7.
Non possiamo ignorare né accettare le disuguaglianze e la discriminazione
contro le donne, relegate in molte parti del mondo ai lavori più difficili e
che perfino nei paesi industrializzati, ricevono salari inferiori agli uomini
proprio perché donne.
8.
Non possiamo tollerare violazioni né aggressioni contro la dignità di quei
gruppi più vulnerabili, come i pensionati, gli immigranti, i bambini o gli
handicappati.
9.
Mentre non c'è impiego per centinaia di milioni di genitori e madri nel mondo,
decine di milioni di bambini sono sfruttati brutalmente e costretti alle
peggiori forme di lavoro infantile, di cui lo sfruttamento sessuale è una
vergogna per l’intera umanità.
Bisogna fare una vera battaglia contro tali ingiustizie.
10.
Lo sfruttamento a cui sono costretti gli immigranti e la popolazione nera e
povera degli Stati Uniti, venuto alla luce tragicamente dopo il passaggio
dell'uragano Katrina, dimostra fino a che punto il sistema imperante favorisce
solo le classi dominanti e condanna alla povertà popolazioni intere. Arriviamo
con la nostra solidarietà a quei milioni di esseri umani esclusi da tutti i
diritti.
11.
La pandemia del HIV-AIDS, così legato alla povertà e all’esclusione a cui le
potenze occidentali hanno condannato l'Africa, quella regione tanto vicina a
tutti noi, ci costringe ad azioni urgenti per reclamare con tutta la nostra
forza la sospensione dello sfruttamento delle sue risorse, la soppressione
totale del debito di tutti i paesi ed un programma concreto di soluzione al
grave problema dello HIV, che ormai minaccia il futuro di grandi masse di
popolazione africana.
12.
Noi, partecipanti al XV Congresso Sindacale Mondiale, affermiamo che il
movimento sindacale ha la responsabilità di identificare, in maniera chiara,
gli ostacoli che si pongano durante il tragitto dell'unità e dell'azione.
Dobbiamo combattere la logica rapace e predatrice del sistema capitalista ed
imperialista, poiché è illusorio il concentrarci soltanto nell’affrontare i
suoi eccessi! Le esperienze più recenti hanno dimostrato che il sindacalismo
non guadagna nulla negoziando le richieste del capitale, piuttosto conduce solo
alla regressione sociale e all’indebolimento del movimento sindacale.
13.
L'aggravamento della crisi economica e finanziaria non offre nessun’altra
alternativa al capitale che il continuare ad esercitare l'oppressione sul
lavoro. In realtà, la logica di massimizzazione dei profitti, sostentando le
strategie e le politiche delle corporazioni transnazionali, dei programmi di
accomodamento strutturali della FMI/Banca Mondiale, OMC, Aree di Libero
Commercio, unilateralismo, misure coercitive, sanzioni, embarghi e le guerre
imperialiste imposte a popoli e loro stati, hanno destabilizzato le relazioni
internazionali e il multilateralismo. Tutto ciò ha incrementato le
disuguaglianze a detrimento dei diritti sovrani di popoli e nazioni; il loro
diritto all'autodeterminazione, al controllo sulle loro risorse e ricchezze
naturali, sul loro ecosistema e culture, sui diritti fondamentali delle
minoranze etniche.
14.
Come accadde 60 anni fa, gli attuali avvenimenti stanno portandoci verso un'era
di nuova e maggiore barbarie, prpsèettando un pericolo straordinario per il
futuro dell'umanità. Pertanto, noi partecipanti a questo XV Congresso Sindacale
Mondiale, dichiariamo che il sindacalismo deve ergersi all'altezza di queste
sfide. Facciamo un appello urgente a tutti i sindacalisti ed organizzazioni
sindacali a livello locale, nazionale ed internazionale, per una lotta di
massa, unitaria ed articolata su scala mondiale.
15.
Noi, i partecipanti al XV Congresso Sindacale Mondiale, proclamiamo la
necessità di contribuire, lavorare e lottare per il risultato di questi
obiettivi insieme a tutti quelli che condividono questa visione, o che abbiano
scelto di costruire un mondo di giustizia, uguaglianza, umanesimo e
solidarietà. La storia del sindacalismo è inseparabile del progresso sociale e
dei più brillanti risultati raggiunti dall'umanità. Rinunciare a questo ruolo e
a questa responsabilità, colpirebbe definitivamente la credibilità del
movimento sindacale e condurrebbe alla negazione della ragione d’essere della
sua esistenza.
16.
Guardiamo con ottimismo e fiducia verso il futuro. Ognuno di noi, senza
esclusione alcuna e con gran modestia, dobbiamo ricavare le lezioni delle
nostre vittorie e sconfitte, in modo che possiamo essere più utili e svolgere
il nostro ruolo in modo più efficiente. Esistono grandi aspettative circa il
rinnovo delle pratiche sindacali. Le nostre azioni sindacali non possono
rimanere ristrette alle dichiarazioni, alla retorica, e alle rappresentazioni
di carattere istituzionale, poiché ciò contribuisce solo a forme di
burocratizzazione che allontanano le nostre azioni proprio dalle realtà
economiche e sociali che devono essere trasformate. Nessuno rimane escluso da
queste esigenze.
17.
La stessa globalizzazione ha incrementato la necessità di una maggiore
solidarietà tra i lavoratori ed i sindacati a livello mondiale. Oggi è più
necessaria che mai la costruzione di una rete di relazioni solide tra le
strutture nazionali e regionali, professioniali ed internazionali. Questo è
anche valido in seno all'OIL e nel sistema di Nazioni Unite. Riteniamo sia
strategico condividere, collaborare e cercare forme di lotta comune a tutti
questi livelli.
18.
Un movimento sindacale internazionale forte e con influenza, non può
svilupparsi senza una vera democratizzazione che tenga in conto diritti e
doveri di tutti.
19.
Vogliamo contribuire alla necessaria resistenza per combattere il progetto del
capitale, ed alla ricerca di un'alternativa per la trasformazione economica e
sociale del mondo. Dobbiamo unirci nella lotta contro la disoccupazione e per
il pieno impiego, l'eliminazione dello sfruttamento, la povertà e la miseria, a
beneficio della nazionalizzazione e lo sviluppo dei servizi pubblici, contro la
privatizzazione e il trasferimento di imprese, per l'incremento del salario
reale, per un maggiore livello della protezione sociale, per il rispetto alla
negoziazione collettiva e la legislazione lavorativa, e per il rispetto dei
diritti lavorativi e sindacali.
20.
Molte lotte che oggi si sviluppano in tutti i continenti, hanno nella loro
essenza qualcuna o tutte queste aspirazioni. Queste lotte hanno ottenuto alcuni
risultati concreti e hanno avuto influenza sul contenuto di molte decisioni,
dimostrando che i successi possono essere solamente ottenuti attraverso la
lotta. La battaglia contro l'Alca in America ne è un buon esempio. Tali lotte
ed i loro risultati devono essere divulgati poiché contribuiscono a generare
fiducia per le azioni collettive.
21.
I partecipanti al XV Congresso Sindacale Mondiale desiderano intensificare il
nostro impegno a favore dello sviluppo di queste azioni. Esprimiamo la nostro
solidarietà con tutti quelli che lottano in qualunque parte del mondo.
22.
La politica del capitale è inseparabile dall'aggressività e brutalità che
caratterizzano l'imperialismo su scala internazionale. Il ricatto contro le
minacce terroristiche non può mascherare i massacri e la rapina condotte dal
paese terroristico numero uno nel mondo. L'Amministrazione Nordamericana viola
la legge internazionale con totale impunità, fa dell'unilateralismo la base
delle sue relazioni e condotta internazionale; partecipa a guerre preventive e
pubblicamente minaccia un numero di stati con l'intervento militare. Questo
atteggiamento intollerabile, che condanniamo, è sempre più respinto, come
dimostrato nella votazione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite
condannando l'inumano e barbaro embargo contro Cuba.
23.
I partecipanti al XV Congresso Sindacale Mondiale, proclamano il diritto ed il
dovere della resistenza per la sovranità nazionale, e il diritto dei popoli
alla autodeterminazione. Esigiamo l'immediato ed incondizionato ritiro
dall'Iraq delle forze comandate dagli Stati Uniti, e l'eliminazione della
rapina e il furto delle ricchezze e le risorse naturali di quel paese.
24.
I partecipanti al XV Congresso Sindacale Mondiale, difendono i principi
fondamentali del sindacalismo internazionale, i principi della solidarietà tra
i lavoratori e popoli del mondo. Il Movimento Sindacale Internazionale non
esiste per sé; è al servizio dell'emancipazione dei lavoratori. Questo è il
motivo per cui è stato creato, con una sua lunga lotta, con determinazione e
fiducia.
25.
I partecipanti al XV Congresso Sindacale Mondiale si impegnano a diffondere
ampiamente questo Consenso Unitario col proposito di promuovere, con
combattività e convinzione, il contributo di questo Congresso alla costruzione
di un movimento sindacale internazionale forte, cruciale per la nostra epoca al fine di raggiungere la vittoria
nelle lotte dei lavoratori e per la realizzazione dei loro sogni.
Traduzione dallo spagnolo del Ccdp