www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società - 28-11-06
Da www.ptb.be
http://www.ptb.be/scripts/article.phtml?lang=2&obid=33015
NATO: il vertice di Riga progetta una “trasformazione” dell’Alleanza
I dirigenti di 26 paesi della NATO si riuniranno in Lettonia il 28 e 29 novembre. Un vertice che potrebbe trasformare l’Alleanza in vero gendarme del mondo.
Roland Marounek
22/11/2006
Presentato come “una tappa essenziale nel processo di trasformazione della NATO”, questo vertice indica il futuro che ci attende, ma al di fuori di ogni discussione pubblica.
Tra i punti particolarmente preoccupanti all’ordine del giorno, c’è l’abbandono dell’assunzione delle decisioni all’unanimità. D’ora in poi, le decisioni verranno prese a maggioranza. Ciò riguarda direttamente la sovranità degli stati membri. Un paese potrà essere coinvolto in una guerra, anche se vi si oppone. Con una tale regola, il Belgio verrebbe direttamente coinvolto nell’aggressione all’Iraq.
E’ pure inquietante la proposta di finanziamento comune delle operazioni militari. Fino ad oggi, ogni paese offre sostegno unicamente alle truppe che lo impegnano. La proposta permetterà di trasferire all’insieme dei paesi dell’Alleanza la fattura colossale delle guerre USA, rendendo così incontrollabile il bilancio della “difesa” di ciascun paese.
All’ordine del giorno, c’è anche il rafforzamento della Forza di Reazione della NATO “destinata a risolvere un problema non importa dove nel mondo, nello spazio di ore e di giorni” (1), e l’estensione della missione in Afghanistan.
Tutto ciò è presentato come misure indispensabili per l’efficacia delle missioni “umanitarie, di pace”. Ma di fatto, si tratterà di un salto di qualità importante verso la trasformazione della NATO in forza globale destinata ad assicurare l’ordine mondiale.
Infine, a Riga sarà decisa anche l’estensione della NATO, attraverso un nuovo tipo di partneriato con paesi “che difendono i nostri valori comuni” (democrazia, libertà, ecc.). Il riferimento è evidentemente all’Australia, alla Nuova Zelanda, alla Corea del Sud e al Giappone. Questi paesi circondano geograficamente la Cina. La loro adesione rappresenta un punto a favore del Pentagono che ha definito la Cina la minaccia militare più seria nei confronti degli Stati Uniti (2).