www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società - 02-03-07
da: www.ptb.be/scripts/article.phtml?lang=28obid=33905
Gli Stati Uniti di nuovo molto interessati all’Africa
Per la fine di settembre del 2008, gli Stati Uniti concentreranno le loro attività militari in Africa (salvo che in Egitto) sotto un unico comando. Il loro obiettivo: il controllo completo delle materie prime africane.
Tony Busselen
28-02-07
La decisione è stata resa pubblica all’inizio del mese e dimostra la grande importanza strategica dell’Africa per gli Stati Uniti. E’ la prima riorganizzazione della struttura di comando dell’esercito americano sul piano mondiale dopo il 1946. La nuova struttura è stata battezzata African Command e riprende una parte dei compiti dell’EUCOM, il comando installato a Stoccarda.
Nel corso dell’ultimo periodo di preparazione, la quota delle operazioni dirette in Africa dall’EUCOM è passata da pressoché nulla nel 2003 al 70% nel 2006 (1). La maggior parte di queste attività si sviluppa in Africa occidentale e precisamente nel Golfo di Guinea, tra la Costa d’Avorio e l’Angola, una regione ricca di petrolio. Il governo americano si aspetta per il 2015 che il 25% delle importazioni americane di petrolio provenga da questa regione (19% oggi). Tra il 1995 e il 2005, le grandi compagnie petrolifere americane hanno investito più di 40 miliardi di dollari in questa regione. Tra il 2005 e il 2010, sono previsti altri 30 miliardi (2). Il petrolio è la prima ragione dell’aumento dell’interesse strategico dell’Africa.
La Cina preoccupa gli USA
Una seconda ragione è la presenza attiva della Cina in Africa, come affermano gli esperti americani del Council on Foreign Relations: “La Cina ha modificato la situazione strategica dell’Africa. In tutto il continente, essa è alla ricerca di ricchezze naturali, sorpassa le imprese occidentali nei grandi lavori infrastrutturali, e offre prezzi vantaggiosi (3)”. Attualmente più del 25% delle importazioni cinesi di petrolio provengono dall’Africa. In questi ultimi anni, il commercio tra la Cina e l’Africa è triplicato, passando a 37 miliardi di dollari e facendo della Cina il terzo partner commerciale dell’Africa dopo gli Stati Uniti e la Francia (4).
L’African Command deve affrontare in modo più centralizzato ed efficace la questione della presenza militare in Africa, per moltiplicare e facilitare le spedizioni militari come quella realizzata in Somalia, alcune settimane fa, allorquando gli aerei americani hanno mitragliato centinaia di contadini somali, nella vana speranza di eliminare tre (3!) membri di Al Qaida.
Ma, con l’attivazione dell’African Command, i dirigenti americani coltivano ambizioni ancora più grandi. Uno studio dell’esercito americano sullo stesso African Command constata: “Ciò che manca oggi, in Africa, è un meccanismo continentale di stabilizzazione. Molti tentativi sono stati fatti per mettere in piedi organizzazioni regionali, come la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) o l’Unione Africana. Ma queste organizzazioni sono state emarginate per l’assenza di un solido sostegno da parte dei paesi sviluppati. Le Nazioni Unite discutono senza riuscire ad unire il mondo, per ottenere che i grandi problemi siano affrontati in modo tale che l’Africa possa avanzare in modo pacifico”. Lo studio conclude: “Il modo migliore di mostrare al mondo che gli Stati Uniti sono veramente in fase con l’Africa consiste nell’installare un Comando africano come sola struttura di comando per l’insieme del continente africano (5)”.
Il generale Jones, che ha curato la preparazione dell’installazione sul posto dell’African Command, ha costituito un gruppo di studio a Stoccarda. Quindici agenzie e servizi del governo americano, insieme alla camera di commercio americana per l’Africa, vi hanno partecipato: “La lotta del 21° secolo in Africa consisterà nel coordinare tutti gli elementi che possano avere un’influenza su scala nazionale”. In altre parole, l’African Command dell’esercito americano diventerà non solo l’elemento chiave del controllo militare dell’Africa, ma anche del controllo politico ed economico del continente.
(1) Wall Street Journal, 25 aprile 2006 – (2) The Monthly Review, settembre 2006 – (3) Council on Foreign Relations, “More Than Humanitarism: A strategic US approach towards Africa, 2006 – (4) The Monthly Review, settembre 2006 - (5) Lieutenant-colonel Paul P. Cale – the newest combattant command, US Army War College, 18 mars 2005.
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del centro di Cultura e Documentazione Popolare