www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società - 14-12-07 - n. 207

da PC del Messico - http://www.comunistas-mexicanos.org/index.php?option=com_content&task=view&id=158&Itemid=3
 
II Dichiarazione di Serpa
 
I compagni del Partito dei Comunisti del Messico hanno pubblicato nel loro sito la significativa dichiarazione diffusa, agli inizi di ottobre, dai partecipanti al II Incontro Internazionale “Civiltà o barbarie – le sfide del mondo contemporaneo”, che ha riunito nella cittadina portoghese di Serpa diversi intellettuali e rappresentanti politici di orientamento marxista e progressista di 17 paesi, in particolare europei e latinoamericani.
 
Ne proponiamo il testo anche nella traduzione in italiano.
 
Riunitisi nella città portoghese di Serpa, i partecipanti al II Incontro Internazionale “Civiltà o barbarie – le sfide del mondo contemporaneo”
 
1. Lanciano l’allarme sull’aggravamento della crisi globale – sociale, economica, finanziaria, militare, energetica, culturale e ambientale del sistema capitalista – e sottolineano che essa minaccia la stessa continuità della vita sulla Terra.
 
2. Constatano che nello sviluppo di questa crisi, il capitalismo, proseguendo nella sua scalata aggressiva e di sfruttamento degli esseri umani, si è trasformato in un fattore di regressione assoluta della civiltà.
 
3. Sottolineano che gli Stati Uniti d’America, la potenza egemone, nella disperata ricerca di una via d’uscita dalla crisi strutturale del sistema, hanno optato per una strategia di terrorismo di stato che ha già assunto caratteristiche neofasciste nelle guerre che ha definito “preventive”.
 
4. Considerano l’Unione Europea come un blocco politico-economico al servizio degli interessi del capitale monopolistico contro i popoli europei e degli altri continenti, che, attraverso il cosiddetto Trattato costituzionale, pretende di imporre un ambizioso salto di qualità nell’integrazione capitalista, di rinnovare offensive contro i lavoratori, i diritti e le garanzie individuali, le sovranità nazionali e la democrazia, di approfondire il suo carattere federalista, neoliberale e militarista, e di imporsi sempre più come blocco imperialista. Invitano, pertanto, i popoli europei a respingere tale progetto.
 
5. Condannano le aggressioni all’Iraq e all’Afghanistan, l’occupazione di questi paesi e i mostruosi crimini che vi sono commessi dalle forze armate degli Stati Uniti d’America, della Gran Bretagna e degli alleati satelliti, come pure la complicità del governo portoghese di queste aggressioni, e salutano la Resistenza di questi popoli in lotta per la libertà e l’indipendenza.
 
6. Condannano l’aggressione sionista al Libano, e salutano l’eroica resistenza dei patrioti di Hezbollah e dei comunisti all’invasione israeliana.
 
7. Manifestano la loro solidarietà con il popolo martire della Palestina nella sua lotta contro l’occupazione sionista e per la creazione di uno Stato palestinese pienamente sovrano.
 
8. Mettono in guardia contro il pericolo di un’aggressione degli Stati Uniti d’America al popolo dell’Iran, e denunciano la campagna di calunnie imbastita per deformare, su scala mondiale, l’immagine di questa nazione, creatrice di una grande civiltà.
 
9. Manifestano la loro solidarietà a quanti, in Africa, Asia e America Latina, soffrono per le conseguenze di politiche neocolonialiste e si mobilitano contro ogni forma di violenza e sfruttamento imperialisti e contro l’imposizione di politiche neoliberali da parte delle istituzioni finanziarie internazionali. L’annullamento del debito dei paesi del Sud, vittime dell’imperialismo, si dimostra una necessità urgente.
 
10. Condannano gli interventi militari diretti e indiretti dell’imperialismo statunitense in America Latina, particolarmente ad Haiti e in Colombia, ed esigono la chiusura delle basi nordamericane in diversi paesi del continente, compresa quella di Guantanamo, a Cuba, occupata illegalmente.
 
11. Denunciano l’assenza di autorità morale del governo dell’amministrazione Bush, che ha finanziato, eseguito e istigato azioni terroristiche contro Cuba e altri paesi, e che si arroga il diritto di ergersi a giudice, elaborando liste di paesi e organizzazioni presunti terroristi, in particolare movimenti di liberazione come le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia. A tal proposito, appoggiano gli sforzi delle FARC per un accordo umanitario che permetta lo scambio di prigionieri.
 
12. Richiedono la fine del blocco imposto a Cuba dagli Stati Uniti d’America, salutano il popolo cubano quale esempio eroico e vittorioso di resistenza, ed esprimono la loro fiducia nei risultati dell’importante processo popolare di dibattito a favore del socialismo, iniziato il 26 luglio scorso.
 
13. Si congratulano con il popolo del Venezuela e con il suo presidente per i progressi realizzati nello sviluppo della Rivoluzione bolivariana, per la loro fermezza nel confronto con l’imperialismo nordamericano e per il progetto di costruzione di una società socialista nella patria di Bolivar.
 
14. Salutano i popoli di Bolivia ed Ecuador per le conquiste democratiche e progressiste realizzate dai governi anti-neoliberali dei presidenti Rafael Correa e Evo Morales.
 
15. Rilevano che la crescita economica capitalista, basata sull’aumento del consumo di merci, mobilita colossali flussi di materiali ed energia, che causano il degrado e l’estinzione delle risorse e minacciano i processi di rigenerazione naturale. Invece di assicurare il benessere dei popoli, la crescita economica capitalista in tal modo deturpa l’armoniosa relazione dell’essere umano con la Terra che abita, distruggendo l’ambiente indispensabile alla vita e le risorse necessarie alla produzione di ricchezza.
 
16. Salutano la lotta del popolo portoghese, in particolare del movimento sindacale unitario che, pur patendo le conseguenze di trent’anni di controrivoluzione, perdite di diritti, degrado delle condizioni di vita e deterioramento del regime democratico, ancora resiste e conserva una posizione di classe e la consapevolezza della prospettiva di fronte all’offensiva del capitale nazionale, in combutta con il capitale monopolistico europeo e forte del sostegno dell’imperialismo.
 
17. Si dichiarano convinti che il marxismo – e in particolare il suo nucleo fondante basato sull’opera di Marx e Engels – continua ad occupare un posto centrale tra i riferimenti teorici, non solo dei comunisti, ma anche delle persone progressiste del mondo. La riappropriazione e il rafforzamento del marxismo, della sua metodologia e dei suoi concetti, in quanto pensiero critico e di trasformazione del mondo, né dogmatico né edulcorato, insieme all’eredità del marxismo- leninismo, continuano a rappresentare un’assoluta necessità nella lotta ideologica e nella corretta definizione della strategia e della tattica delle forze impegnate nella lotta anticapitalista e antimperialista. Contro il sistema totalitario dei dottrinari del “pensiero unico”, di disinformazione, di alienazione e di manipolazione delle masse, il marxismo rimane l’arma intellettuale più preziosa nelle mani dei lavoratori e dei popoli che resistono. Rinunciare al marxismo equivarrebbe a desistere dalla lotta per il socialismo.
 
18. A poche settimane dal 90° anniversario della Rivoluzione d’Ottobre del 1917, la cui eredità è patrimonio dell’umanità progressista, denunciano il carattere profondamente reazionario delle campagne di criminalizzazione del comunismo, ricordano le conseguenze tragiche della scomparsa dell’Unione Sovietica ed esprimono la convinzione che il socialismo rappresenti l’unica alternativa al sistema capitalista che, entrando nella fase senile, ha optato per una strategia disperata di sterminio, che minaccia di riportare l’umanità alla barbarie.
 
19. Registrano con soddisfazione l’intensificazione delle lotte dei lavoratori in tutto il mondo e la resistenza alle guerre di aggressione negli stessi Stati Uniti d’America, e sottolineano come il rafforzamento della solidarietà internazionale tra gli sfruttati e gli esclusi di tutto il mondo non sia separabile dalla globalizzazione della lotta contro il nemico comune: il capitalismo e l’imperialismo.
 
Serpa, 7 ottobre 2007
www.odiario.info
 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare