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da Rebelion - http://www.rebelion.org/noticia.php?id=60217
 
Gheddafi, Mugabe, democrazia e diritti umani
 
Pascual Serrano
09/12/2007
 
Molti ricordano come, per molti anni, Muammar el Gheddafi, presidente della Libia, abbia rappresentato un’autentica bestia nera per l’Occidente e i suoi mezzi di comunicazione. Gli appiccicarono l’etichetta di dittatore che non rispettava i diritti umani, un pazzo eccentrico e pericoloso che non rispondeva ai requisiti della comunità internazionale. La CIA aveva un piano per assassinarlo, la Libia soffrì un attacco con missili statunitensi e il paese fu sanzionato economicamente. Il vertice dei capi di Stato di Africa e UE che si è riunito a Lisbona e la sua copertura informativa, ad esempio nel quotidiano El Pais, ci hanno permesso di provare come cambia il metro di giudizio a seconda dei tempi. Con tanto di fotografia e servizi in prima e seconda pagina, il giornale ci dà una lezione di demonizzazione del nuovo diavolo e riabilitazione del vecchio. Il primo è Robert Mugabe, presidente dello Zimbabwe, e il secondo il citato Gheddafi.
 
Per Mugabe si riferisce come “l’Europa riceve con sdegno il dittatore Mugabe”, secondo la didascalia della foto in prima pagina. “La presenza del dittatore Mugabe”, scrivono di seguito. Nel testo si prosegue con “l’ottuagenario dittatore della ex colonia britannica”, si parla di “dare una lezione a Mugabe” e si termina con il riferimento al fatto che il vertice “non deve essere sequestrato dal dittatore dello Zimbabwe”. Ma, quando si fa riferimento a Gheddafi troviamo una didascalia che recita “il presidente libico Muammar el Gheddafi all’Università di Lisbona”. Nell’informazione relativa leggiamo “la stella del giorno è stata il leader libico Muammar el Gheddafi”, o semplicemente “secondo Gheddafi”. Allo stesso modo, quando il notiziario di Antena3 TV della notte dell’8 dicembre parla del “dittatore Mugabe e del filo-occidentale Gheddafi”, è evidente che per i mezzi di comunicazione questi termini sono incompatibili.
 
Forse che ora Gheddafi è più democratico di venti o trent’anni fa? Rispetta i diritti umani più di Mugabe? Era democratico il presidente dello Zimbabwe nel 1980 quando giunse al potere e non si parlava di lui?
 
Per democratico o non democratico che sia ora Gheddafi, nel suo paese i diritti umani si rispettano e si violano allo stesso modo che nel 1969 quando giunse al potere; semplicemente oggi egli non appoggia più i movimenti rivoluzionari arabi e ha dimostrato il suo servilismo verso gli Stati Uniti e l’Occidente. E, soprattutto, ha firmato contratti d’affari per dieci milioni di dollari con la Francia e questo lo trasforma in un buon presidente africano. Ma Mugabe, con la stessa democrazia e gli stessi diritti umani che non hanno infastidito in passato la comunità internazionale, nel 1998 ha dato impulso ad una riforma agraria per correggere il fatto che una minoranza bianca si appropriasse della maggior parte delle terre coltivabili del paese. Allora si è trasformato per l’occidente in dittatore e violatore dei diritti umani ed è cominciato il blocco economico degli Stati Uniti e dell’Unione Europea. Naturalmente, non gli è servito a nulla aver ottenuto il 56,2% dei voti nelle elezioni del 2002.
 
Gheddafi e Mugabe, e la forma con cui sono presentati oggi nei mezzi di comunicazione, rappresentano un chiaro esempio di cosa la nostra stampa e i nostri governanti intendano per democrazia e diritti umani: sottomissione e denaro.
 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare