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- osservatorio - mondo - politica e società - 31-01-08 - n. 213
Gorbaciov & C. - Il nulla in loro ha già vinto
Tiziano Tussi
In questo periodo di piatta mortale viene ancora di più a galla la motivazione di fondo per la quale siamo un paese perso, un mondo perso. Un empasse della politica nazionale che non riflette la situazione economica che la sotto intende. In effetti le aziende fanno affari d’oro da anni ed i profitti dei proprietari dei mezzi di produzione aumentano sempre più, in special modo paragonati al potere d’acquisto sempre più basso dei salari e stipendi. Su questi dati macroscopici la politica annaspa e scivola. I partiti al potere nei vari stati, ma soffermiamoci sull’Italia, non riescono ad intercettare tali palesi dati di fondo e si sbracciano per cercare nuove regole, riforme, patti d’intesa, leggi elettorali, e consimili, che nulla tolgono e nulla aggiungono alla realtà di sfruttamento becero e sempre più selvaggio che viene compiuto in troppe parti del mondo e naturaliter anche in Italia.
La politica internazionale é ben rappresentata da grilli parlanti che girano per luoghi dove proprietari d’aziende, grandi burocrati di stato, sindacalisti al vertice, banchieri e politici di partiti più o meno grandi si trovano per discutere del niente e per potere così permettere agli stessi capitalisti di continuare, tra una gara di beneficenza ed un’altra, a sfruttare come prima, meglio di prima. La globalizzazione, si dice. Come se il capitalismo nascesse nel cortile di casa. Come se dal cinque/seicento in avanti non fosse invece forte la spinta alla globalizzazione. Ma tant’è. La retorica stravince e serve alla bisogna.
Esempio lampante, ma non ce n’era proprio bisogno, sul numero dell’11 gennaio de Il Mondo una sintesi di un intervento di Mikhail Gorbaciov al convention a porte chiuse di CEVA, azienda leader nella logistica in generale, a Milano. Un intervento che è sicuramente più esilarante di un pezzo in gramelot di Dario Fo, o di uno spettacolo di Albanese o delle sibilanti bordate pseudo erotiche della Littizzetto. Ma Gorby è stato il becchino dell’URSS. Ed ha ancora il coraggio di andare in giro a parlare. Bel coraggio, potremmo subito replicare, lo pagano! Così come pagano anche altri illustri ex che si arrabattano tra cariche più o meno pubbliche dopo avere devastato stati, classi, quindi uomini e donne, dei loro paesi. Una piccola parentesi per Tony Blair super pagato burocrate, inviato speciale per il Medio Oriente ed ora contemporaneamente consulente della Banca Morgan Chase, una delle più grosse a livello mondiale. Anche il Times si è sentito in dovere di richiamarlo alla coerenza. O ruoli pubblici o consulenze private. Così è un po’ troppo (Ne dà notizia Internazionale nel numero 727 del 18/24 gennaio, p. 11)
Ma torniamo a Gorby. Un intervento inutile e totalmente retorico – mette assieme, fra i buoni, personaggi come Giovanni Paolo II, John F. Kennedy, con il quale chiude lo scritto. Ricorda Clinton e gli tira le orecchie, poco. Così come fa con George W. Bush e dice che bisogna fidarsi di Putin, per il solo motivo che lui lo ha incontrato. Occorre pensare alla pace, perché “la democrazia non può essere distribuita nel mondo come fosse un caffé liofilizzato…Abbiamo bisogno di ripensare al modello del nostro sviluppo per trovarne uno che possa armonizzare i rapporti tra l’uomo e la natura.” Pensate che invenzione. Proviamo a dirlo in negativo – tipica controprova sofista. Un modello che non armonizzi il rapporto ecc. ecc. Un’assoluta enormità. Va da sé che occorre armonizzare, non è per niente un’invenzione. Se ci si prova a mettere in negativo l’intero intervento ne risalta ancora di più l’assurdità.
E perchè i padroni, brutalmente, vanno ad ascoltare tali inutilità? Possiamo arguire che alcuni di loro siano proprio idioti; altri non lo sono anzi sono contenti di fare-dare spettacolo in modo tale che ogni cosa rotoli come sempre vorticosamente per loro. Ma la nave del capitalismo è sempre più pesante, sta andando totalmente a picco. Non ci sono idee ed anche la pretesa riformista di alcuni di loro, come di alcuni politici di garbo, appare ora come rivoluzionaria tanto che non viene neppure tentata – leggi governo Prodi. Ed a proposito di idee, sempre sullo stesso numero il rampollo Fiat, con passati burrascosi, diciamo solo così, Lapo Elkann dice di volere diventare ricco per le proprie idee. E lui con le idee cosa fa? Lancia mode, tendenze, e con “giovani che desiderano fare le cose , manifestare se stessi…” Sempre al negativo: giovani che desiderano fare niente e manifestare un altro. Alte assurdità. Ogni riga del Lapo pensiero è futile ed i lavori che compie sono assolutamente futili e superflui. Adattissimi per un mondo superfluo, salvo poi ad incespicare, per sua sfortuna, quando mangia la carotina, in qualcuno, molto meno futile che deve averla prodotta. Naturalmente come corollario tutto il potere ai giovani, perché sono giovani.
La nullità della politica e la continuazione della nullità di tali pensieri. Basta veder la foto che correla l’articolo: lui in mezzo a collaboratori che guadano torvi l’obiettivo, oppure decisi, oppure docili per ricordare forse altre possibilità e Lapo li abbraccia tutti i giovani, tranne uno in verità, che sono alla conquista di ciò che già avevano. Il domani è loro, l’oggi, pure, ed anche il dopo domani. Oltre non si va. Sciocchezze come storia e cultura non fanno per questo genere di persone che forse non lo sanno ma sono la continuazione delle nullità alla Gorbaciov, o dei parlamenti borghesi, la continuazione del nulla. Ma l’uomo da migliaia di anni si regge sulla storia. Ora senza quella, cosa diventerà? Pare non interessare. Il nulla in loro ha già vinto. Non importa l’età.