www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società - 12-04-08 - n. 223

da Granma – www.granma.cu/espanol/2008/abril/mar8/15rsf.html
 
I “democratici” amici cinesi di Robert Menard
 
“Reporter senza Frontiere” è finanziato anche da Taiwan
 
Jean-Guy Allard
 
Nessun organo di stampa francese lo ha ancora pubblicato, ma la stampa taiwanese lo aveva annunciato in modo rumoroso nel gennaio 2007: Robert Menard, il fondatore e segretario generale a vita di “Reporter senza Frontiere” (RSF), ora protagonista delle manifestazioni ostili verso la Cina, ha ricevuto ufficialmente un assegno di 100.000 dollari da Taiwan, la nazione famosa in America Latina per il suo appoggio ai regimi di destra più recalcitranti.
 
Menard si è recato il 28 gennaio 2007 nella terra di Chiang Kai-shek per ricevere il suo premio dalle mani stesse dell’allora presidente taiwanese, Chen Shui-bian, che agiva in nome della Fondazione Taiwanese per la Democrazia, un organismo paragovernativo fondato l’anno precedente per ingrassare i soci stranieri di questo bastione dell’estrema destra internazionale.
 
Menard e due impiegati di RSF sono stati i protagonisti di incidenti nell’Antica Olimpia (Grecia), quando hanno tentato di dispiegare una bandiera “per reclamare il rispetto dei diritti umani in Cina, durante la cerimonia di accensione della fiamma olimpica”, secondo quanto ha riferito l’agenzia francese AFP, associata al gruppo. Il segretario a vita di RSF ha già annunciato, attraverso la stessa agenzia, che “nei prossimi mesi ci saranno altre azioni con il medesimo obiettivo”.
 
Accettando il suo premio a Taiwan e l’assegno che lo accompagnava, Menard si è impegnato a creare un sito web per continuare ad attaccare la Repubblica Popolare di Cina, contro cui si accanisce RSF ormai da molti anni. Non c’è dubbio che vari trasferimenti bancari sono stati operati tra Taipei e Parigi, dove è radicato il gruppo francese patrocinato – come è stato riconosciuto – dal Governo degli Stati Uniti attraverso la National Endowment for Democracy e l’International Republican Institute, insieme ad altre fonti di finanziamento occulto della destra europea.
 
D’altro canto, il patrocinatore di RSF non poteva ignorare che il presidente taiwanese Chen Shui-bian era oggetto di accuse di corruzione e falsificazione e che si era salvato dall’imprigionamento, beneficiando dell’immunità di fronte alle accuse penali. Anche sua moglie, Wu Shu-chen, è stata accusata di corruzione nell’ambito di una grande inchiesta su vari storni di fondi in seno al Partito Democratico Progressista (al potere).
 
Secondo un ampio studio sulle questioni di Taiwan, pubblicato in Internet dal sociologo José Antonio Egido, “il governo taiwanese prosegue la politica anticomunista dei suoi predecessori, come evidenzia l’appoggio politico (e sicuramente finanziario) che l’ufficiale fondazione per la democrazia di Taiwan accorda all’opposizione (si legga mercenari pagati da Washington) controrivoluzionaria cubana”.
 
Taiwan ha rappresentato nel corso degli anni un vero e proprio “nido” dell’anticomunismo creato e protetto dagli USA. Per l’esperto “la corruzione e le tangenti non sono solo una pratica di politica estera di questo regime, ma un’eredità della Cina di Chiang Kai-shek che ci si sforza di preservare”.
 
Visibilmente entusiasmato dal fatto di trovarsi insieme a così generosi ammiratori, Menard ha elogiato il regime di Taiwan e lo ha definito come il “migliore esempio di democrazia asiatica”, ha segnalato Taiwan Info, un sito web ufficiale del Ministero dell’Informazione dell’isola.
 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org  a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare