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- osservatorio - mondo - politica e società - 06-06-08 - n. 231
Si è concluso il vertice della FAO
Cuba denuncia la mancanza di volontà politica dei paesi del Nord
di Elson Concepcion Perez
L'Avana. 06/06/2008
ROMA – Il Vertice sulla Sicurezza Alimentare, gli effetti del Cambio Climatico e la Bioenergia, si è concluso con l’impegno dei capi di Stato e Governo, Ministri ed altri rappresentanti, di assumere il dovere urgente di garantire alimenti e sradicare la fame.
Nonostante il riconoscimento da parte dei rappresentanti di diversi paesi del Sud che il documento è privo di aspetti sostanziali, e si fissa la responsabilità delle potenze occidentali nella grave situazione attuale, c’è stato consenso nell'appoggio alla FAO per il suo impegno di raggiungere la sicurezza alimentare mondiale.
La dichiarazione della delegazione cubana
Il vice ministro agli Investimenti Stranieri e alla Collaborazione Economica (MINVEC), Orlando Requeijo, ha letto un documento della delegazione cubana dove si denuncia il fatto che la dichiarazione adottata non è altro che il risultato della mancanza di volontà politica dei paesi del Nord a promuovere una soluzione giusta e duratura alla crisi alimentare mondiale.
Gli Stati Uniti, unico paese che si oppone al diritto all'alimentazione, è stato il principale responsabile delle frustrazioni delle aspettative che la comunità internazionale riponeva in questa conferenza di alto livello, aspettative confermate dagli interventi della maggioranza dei rappresentanti che hanno preso la parola..
Manca pure un’analisi obiettiva delle principali cause della fame nel mondo. Non si potrà trovare nel documento nessun riferimento a temi come l'impatto dei sussidi agricoli ed il controllo monopolistico nella distribuzione degli alimenti come cause della rovina di molti agricoltori del Sud, la sinistra strategia di trasformare cereali in combustibili, l'effetto degli insostenibili modelli di produzione e consumo del Nord nel cambio climatico e le conseguenze della speculazione finanziaria nell'aumento dei prezzi degli alimenti.
La delegazione cubana, nella sua dichiarazione, si domanda: «Perché negarsi ad includere il principio delle responsabilità comuni ma differenti, o il riferimento alla Convenzione Quadro sul Cambio Climatico? Perché discutere misure restrittive alle esportazioni di alimenti, se sono debitamente giustificate dalla ragione e dalla giustizia?»
Cuba non può rimanere in silenzio, convertendosi in complice di una rappresentazione demagogica ed opportunistica come questa. L'inazione e l'omissione nell'adempimento del dovere che c’è stata proposta, non salverà la vita e la dignità dei 862 milioni di esseri umani che soffrono la fame e la denutrizione, aggiunge il documento.
Cuba assicura che continuerà a lavorare in difesa della giustizia, dell'equità e della solidarietà.
Assicura che possiamo cambiare l'ingiusto ordine internazionale che favorisce la fame e la povertà e rende possibile l'adozione di testi come questo, in franca negligenza davanti i bisogni vitali di chi soffre la fame.
Porre fine all’embargo
La dichiarazione di Cuba, letta nell’assemblea generale finale della FAO, esprime il ringraziamento per l'appoggio ricevuto dalla netta maggioranza degli stati, in particolare dal gruppo dell’America Latina ed i Caraibi, alla giusta rivendicazione di porre fine al criminale blocco imposto dal governo degli Stati Uniti contro la nazione caraibica, con l'irrealizzabile aspirazione di piegare le convinzioni d’indipendenza del popolo cubano attraverso la fame. La politica d’ostilità, assedio ed aggressioni degli Stati Uniti verso Cuba non ha escluso l’utilizzo degli alimenti come strumento di pressione politica ed economica.
Alla fine, si afferma che «Cuba non negherà il suo consenso, perché nonostante tutte le limitazioni, rispetta il criterio che questo può essere un passo in avanti nel processo di sconfiggere la fame e riafferma il suo appoggio alla FAO ed al suo direttore generale nell'adempimento del suo importante mandato».
Speriamo che la Conferenza sia servita almeno per creare una maggiore consapevolezza dei gravi ed incalzanti problemi che affronta la gran maggioranza dei paesi del Sud. Continueremo a lavorare con tutti quelli che sono impegnati con la causa di un mondo giusto e senza affamati. Non abbiamo ancora incontrato risposte vere e sostenibili alla fame. I ricchi ed i potenti continuano ad impedirlo (...) continueremo a lottare affinché la fame si converta, in un futuro non molto lontano, in un flagello sradicato dalla storia dell'umanità, conclude la dichiarazione cubana.
Nella stessa assemblea generale, i delegati di Venezuela, Argentina, Nicaragua, Ecuador e Bolivia hanno appoggiato la posizione di Cuba.
(Trad. Granma Internazionale)