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- osservatorio - mondo - politica e società - 24-06-08 - n. 233
Federazione mondiale dei Sindacati
97° Conferenza Internazionale sul Lavoro (ILC) - Sessione Plenaria
10 giugno, Assembly Hall, Palais des Nations
Discorso del Segretario Generale Gorge Mavrikos del W.F.T.U.
"Tutti gli esseri umani sono nati liberi e uguali per dignità e diritti. Ognuno è dotato di raziocinio e coscienza, di conseguenza ognuno deve uniformare il proprio comportamento alla reciproca fraternità."
Questo è l'articolo 1° della Dichiarazione Universale dei Diritti umani, nata agli inizi del 1948. Allora è necessario chiedersi:
Quei milioni di esseri umani che muoiono di fame e di sete nel mondo, non sono forse tutelati dalla Dichiarazione?
Quelle migliaia di persone e bambini che vivono in condizioni di schiavitù o semischiavitù non sono compresi nella Dichiarazione?
Gli ottocento milioni di lavoratori migranti che vivono in condizioni di completa miseria con salari da mezzo dollaro al giorno, cosa possono aspettarsi oggi dalla Dichiarazione?
Gli enormi debiti dei paesi poveri dell'Asia, dell'Africa e dell'America Latina e lo sfruttamento delle loro risorse da parte delle multinazionali sono conformi alla Dichiarazione?
La guerra in Iraq e in Afghanistan, gli attacchi di Israele contro il popolo palestinese e libanese non violano la Dichiarazione?
Cari amici,
Tutto ciò impone in questa sede, la 97° Conferenza Internazionale sul Lavoro, di non dimenticare che sfortunatamente nel mondo sono negati i bisogni primari e sono commesse violazioni di massa dei diritti sindacali.
Un altro esempio negativo, assolutamente da evitare nel futuro, è costituito dalle recenti elezioni nell'Organo esecutivo dell'ILO di qualche giorno fa.
Il 1° articolo della Dichiarazione Universale di cui sopra, parla dei principi di "uguaglianza", parla di "raziocinio", parla del principio di rispetto reciproco. Questi principi sono accolti oggi nella composizione dell'Organo esecutivo dell'ILO? Questi principi sono stati presi in considerazione? C'è uguaglianza? C'è ragione?
Il WFTU essendo la più antica organizzazione sindacale internazionale fondata nel 1945 con una storia ricca di militanza e attività, è oggi esclusa dall'Organo esecutivo dai Workers Group. Questo fatto è compatibile coi principi e le priorità dell'ONU e dell'ILO? Vi è in questa decisione rispetto dei diritti sindacali e democratici?
Sappiamo che questa situazione è controproducente per il prestigio, le finalità e la rappresentatività dell'ILO. Vogliamo un ILO che dia rappresentanza a tutte le razze, che sia plurale e aperta a tutte le ideologie. Senza esclusioni e discriminazioni.
A questo fine il WFTU con i sindacati indipendenti e democratici continuerà la sua lotta. La sua azione è improntata ad alcune fondamentali istanze:
- cambiare il meccanismo elettorale perché sia democratico e proporzionale;
- finirla con il monopolio;
- tutte le organizzazioni internazionali e quelle indipendenti devono essere rappresentate in base al rapporto numerico, attraverso un sistema proporzionale e a rotazione. Senza esclusioni e senza ingiustizia.
Per concludere, annunciamo pubblicamente da questo podio che, assieme ai nostri affiliati e amici, abbiamo deciso di sostenere la rielezione di Juan Somavia per la carica di Direttore Generale dell'ILO, nelle prossime elezioni.
Siamo certi e speriamo che nei prossimi tre anni i suoi sforzi condurranno a un ripensamento per la composizione dell'organo esecutivo.
Cari colleghi,
il WFTU dal suo 15° Congresso segue un nuovo corso di rinnovata vitalità.
Siamo pronti ad agire congiuntamente con i sindacati di ogni livello internazionale, nazionale e locale per gli interessi della classe operaia contro i monopoli e il capitale. Siamo pronti a intraprendere iniziative comuni aldilà delle differenze ideologiche, di colore, di razza o lingua. E' necessario resistere alla povertà, alla fame, alla sete, allo sfruttamento. Opporsi alle guerre e mobilitarsi per la fratellanza dei popoli e la pace internazionale. Questo è per noi il significato della Dichiarazione Universale e questo è il nostro tributo a 60 anni dal suo anniversario.
Grazie.
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare