www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società - 15-07-08 - n. 236

da New Worker International News - www.newworker.org
traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Nuovo rialzo del prezzo del petrolio
 
dal nostro Corrispondente per gli Affari arabi
 
04/07/08
 
Il prezzo del petrolio ha raggiunto mercoledì scorso il traguardo di 142 $ al barile, segno della preoccupazione del mercato per la prosecuzione del conflitto in Iraq e per i rinnovati timori di un attacco americano contro l'Iran sotto il pretesto della questione nucleare.
 
L'Iran ha ripetuto la sua minaccia di bloccare le importanti rotte di navigazione che trasportano circa 17 milioni di barili di petrolio al giorno attraverso il Golfo Persico, se la Repubblica islamica venisse attaccata dagli Stati Uniti o da Israele.
 
Gli USA dal canto loro sono impegnati nel tentativo di aumentare la produzione di greggio in Iraq, dove i regime fantoccio dell'occupante statunitense ha messo a disposizione le enormi riserve di petrolio al saccheggio imperialista. Dopo tre decadi, per la prima volta da quando Saddam Hussein aveva nazionalizzato il petrolio, le multinazionali americane e britanniche tornano così in Iraq.
 
Un gruppo di consulenti statunitensi, guidato da una ristretta squadra del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, gioca un ruolo essenziale nella stesura dei contratti tra il governo iracheno e le cinque grandi compagnie petrolifere occidentali per sviluppare alcuni dei maggiori giacimenti nell'Iraq occupato.
 
Otto campi di petrolio e gas saranno aperti dalle grandi società petrolifere con contratti di sviluppo a lungo termine e il regime fantoccio stipulerebbe una serie di contratti ad assegnazione diretta con Exxon Mobil, Shell, Total, BP e Chevron per lo sfruttamento dei maggiori giacimenti irakeni.
 
Il ministero delle risorse naturali spera che questi contratti diano un impulso alla produzione di greggio di circa il 60% rispetto l'attuale produzione che è già al livello più alto dall'invasione USA del 2003, anche se ancora di molto inferiore rispetto all'epoca di Saddam.
 
I servi USA sostengono che l'aumento della produzione fornirà ulteriori risorse per la ricostruzione delle infrastrutture e per fornire servizi alla popolazione. Si nasconde così che è l'industria petrolifera irachena il più importante obiettivo della guerra imperialista, per il vantaggio delle grandi società petrolifere.
 
La produzione è stata danneggiata dagli attacchi della resistenza irachena che ha avuto inizio con l'invasione anglo-americana del 2003 e continua tutt'oggi. Il gasdotto che collega i giacimenti del sud e Baghdad è stato sabotato il mese scorso, condannando nuovamente i conducenti a lunghe code per la benzina al distributore o a pagare 300% in più sul mercato nero per il combustibile.
 
La resistenza, dopo il recente periodo di tregua, ha intensificato le sue operazioni. La resistenza nazionalista Baath continua nelle imboscate e negli attentati con una modalità "mordi e fuggi", mentre i seguaci del religioso sciita radicale Muqtada al Sadr si stanno raggruppando in formazioni di commando per sostituire la milizia Mahdi forte di 100.000 unità.
 
Sabato scorso i partigiani hanno sparato al Direttore delle Operazioni di Intelligence di Bassora a Baghdad. Il Generale di brigata Abdel Jabbar Munshid è morto sotto una gragnola di proiettili quando la sua vettura è caduta in un'imboscata nella parte orientale di Baghdad.
 
Quattro soldati americani con tre Marines e due interpreti sono stati uccisi nel nord dell'Iraq, la scorsa settimana, in un attentato suicida durante una riunione con alcuni capi tribù a 53 km a ovest della capitale irachena.
 
Questa settimana un partigiano ha ucciso due soldati americani e un interprete che uscivano da un incontro con i funzionari municipali in Madain, circa 24 km a sud-est di Baghdad.
 
Nel frattempo cinque giudici sono scampati lunedì da alcuni attacchi bomba che la polizia sospetta facciano parte di una strategia per costringere i magistrati a liberare i militanti incarcerati o ridurre le loro pene.
 
Tutte le bombe sono cadute a vuoto vicino le case o le automobili dei giudici in diverse parti di Baghdad. Solo uno dei magistrati è stato ferito. Il fatto è accaduto a quattro giorni dall'assassinio dell'alto magistrato Kamil al Showaili dell'Alta Corte di Giustizia mentre tornava in auto a casa nella capitale.