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- osservatorio - mondo - politica e società - 09-09-08 - n. 240
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Perché non abolire semplicemente la NATO?
di Rodrigue Tremblay*
19/08/2008
[L'obiettivo della NATO è] "tenere fuori i russi, dentro gli americani, e giù i tedeschi". Lord Ismay, primo Segretario generale della NATO
"Dobbiamo convocare immediatamente una riunione del Consiglio Nord Atlantico per valutare la sicurezza della Georgia. Possono essere prese misure di revisione della NATO che contribuiscano a stabilizzare questa situazione molto pericolosa". Sen John McCain, (8 agosto 2008)
"Se avessimo agito preventivamente con Russia e Georgia, assicurando l'agibilità, la presenza e l'impegno della NATO, avremmo potuto forse evitare questo". Tom Daschle, l'ex Senatore e consulente di Barack Obama, sull'invasione dell'Ossezia del Sud da parte della Georgia e la successiva risposta russa (17 agosto 2008)
"Di tutti i nemici della libertà, la guerra è forse la più pericolosa, perché essa comprende e sviluppa il germe di ogni altro nemico". James Madison (1751-1836), quarto presidente degli USA
Il Trattato Nord Atlantico (NATO) è una reliquia della Guerra Fredda. E' stata creata il 4 aprile 1949 come un'alleanza di difesa dei paesi dell'Europa occidentale, più Canada e Stati Uniti, per proteggere i paesi dall'Unione Sovietica.
Ma dal 1991, l'impero sovietico non esiste più e la Russia ha collaborato economicamente con i paesi dell'Europa occidentale, con forniture di gas e petrolio e altre materie prime. Ciò ha accresciuto l'interdipendenza economica europea e quindi notevolmente ridotto la necessità di un'alleanza militare difensiva al di sopra e aldilà di un sistema autonomo di difesa militare dei paesi europei.
Ma il governo degli Stati Uniti non vede le cose in questo modo. Preferisce mantenere il ruolo di paternalistico protettore dell'Europa, incontrastata superpotenza del mondo. La NATO in questo senso è strumento funzionale. Ma il mondo dovrebbe forse preoccuparsi di chi va in giro per il pianeta con una lattina di benzina in una mano e una scatola di fiammiferi nell'altra, pretendendo di vendere assicurazioni anti-incendio.
D'ora in poi, lo dimostrano i fatti, il governo degli Stati Uniti e la nomenclatura statunitense vedono nella NATO un importante strumento di politica estera di intervento in tutto il mondo. Dal momento che molti politici USA non riconoscono più nelle Nazioni Unite l'organizzazione suprema internazionale preposta al mantenimento della pace nel mondo, un organismo come la NATO controllato dagli USA sembra, ai loro occhi, il miglior sostituto dell'ONU per fornire la copertura giuridica necessaria alle imprese militari – altrimenti illegali – intraprese in tutto il mondo. Preferiscono il controllo completo di una piccola organizzazione come la NATO, anche se si tratta di una istituzione superflua, piuttosto che dover scendere a compromessi con le Nazioni Unite, dove gli Stati Uniti, non hanno che uno dei cinque veto al Consiglio di Sicurezza.
Qui risiede la motivazione determinante alla base delle proposte di rimodellare, riorientare e allargare la NATO, per trasformarla in uno strumento flessibile per la politica estera statunitense. Questa è l'ennesima dimostrazione che le istituzione "superflue" vivono di vita propria: quando lo scopo per cui sono state inizialmente istituite non esiste più, nascono nuovi scopi per tenerle in piedi.
Per quanto riguarda la NATO, il piano è quello di trasformarla in un'alleanza politica e militare offensiva e sofisticata, controllata dall'imperialismo USA contro il resto del mondo. Secondo i piani, la NATO dovrebbe essere allargata alle regioni del centro e dell'est Europa, in modo da includere i paesi ex membri del Patto di Varsavia (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Bulgaria, Romania, Albania e Ungheria) e molte ex repubbliche dell'Unione Sovietica (Estonia, Lituania, Lettonia, Georgia e Ucraina), per poi raggiungere l'Asia includendo il Giappone, l'Australia, la Nuova Zelanda, la Corea del Sud, ed estendersi possibilmente anche a Israele in Medio Oriente. Oggi i 12 membri iniziali della NATO sono diventati un'organizzazione a 26. Se il progetto degli Stati Uniti ha successo, in futuro saranno 40.
Negli Stati Uniti, sia i repubblicani che i democratici vedono nella vecchia NATO, opportunamente trasformata in questa nuova macchina di offesa militare, come una buona idea per promuovere gli interessi statunitensi in tutto il mondo, così come quelli dei suoi più stretti alleati, per esempio Israele. Non è un'idea promossa esclusivamente dall'amministrazione neocon Bush-Cheney, ma anche dai consiglieri neoconservatori di entrambi i candidati alle presidenziali USA 2008, John McCain e Barack Obama. Infatti, entrambi i candidati presidenziali 2008 sono entusiasti interventisti militari, e difatti entrambi si affidano a consulenti provenienti dalla stessa area neocon.
La fretta con cui Bush-Cheney hanno incautamente promesso l'adesione alla NATO all'ex repubblica sovietica della Georgia, il supporto e approvvigionamenti militari è un buon esempio di come la NATO è vista a Washington DC da entrambi i principali partiti politici. Il candidato repubblicano John McCain prevede un nuovo ordine mondiale costruito intorno a una "Lega delle democrazie" di ispirazione neocon, che sostituirebbe le Nazioni Unite e attraverso la quale gli Stati Uniti dominerebbero il mondo. L'altro candidato, Barack Obama, non ha una visione lontana dal senatore McCain in materia di politica estera. Infatti, Obama reclama l'uso della forza militare da parte statunitense e interventi militari multilaterali in crisi regionali per "scopi umanitari", anche superando l'ombrello ONU. Pertanto, se vincesse le elezioni, è una scommessa sicura che Obama non avrà alcun scrupolo ad adottare la visione del mondo di McCain. Per esempio, entrambi i candidati presidenziali sosterrebbero probabilmente la rimozione della clausola del "primo colpo" dalla convenzione della NATO. E' scontato che chiunque dei due sarà eletto alla Casa Bianca, il mondo non sarà più giusto e sicuro di quanto non sia stato nell'illegale amministrazione Bush-Cheney.
Tuttavia, è difficile vedere come questo nuovo ruolo offensivo per la NATO sia di qualche interesse per i paesi europei o il Canada. L'Europa occidentale, in particolare, ha tutto da temere da una recrudescenza della guerra fredda con la Russia ed eventualmente con la Cina. La trasformazione della NATO da un'organizzazione di difesa militare nord Atlantica in una organizzazione militare di offesa verso il mondo guidata dagli USA, avrà profonde conseguenze geopolitiche internazionali, ma soprattutto per l'Europa. L'Europa ha un'enorme attrazione economica per la Russia. Quindi per quale motivo imbarcarsi nella politica di aggressione dell'amministrazione Bush-Cheney e accerchiare militarmente la Russia espandendo la NATO e installando scudi antimissile proprio alla sua porta di casa? Non sarebbe meglio per l'Europa uno sviluppo armonioso di relazioni politiche ed economiche con la Russia? Perché preparare la prossima guerra?
In quanto al Canada, sotto la guida del governo di minoranza neocon di Harper, è purtroppo diventata una colonia statunitense in materia di questioni estere, e questo senza alcun dibattito serio o referendum interno. L'ultima cosa di cui il Canada ha bisogno è di continuare su questo percorso minato.
In conclusione, sembrerebbe che l'idea umanista di pace, di libero scambio e di diritto internazionale a fondamenta di un nuovo ordine mondiale stia retrocedendo a favore di un ritorno alla superpotenza e alla diplomazia dei cannoni. Questa è una battuta d'arresto che ci precipita 100 anni nel passato.
E' una vergogna.
* Rodrigue Tremblay è professore emerito di economia presso l'Università degli Studi di Montreal e può essere raggiunto all'indirizzo rodrigue.tremblay@yahoo.com E' autore del libro The New American Empire